Tra le perle dell’Appennino reggiano svetta la “Pietra di Bismantova”, il “Monte Purgatorio” della “Divina Commedia”. Ecco come raggiungere (senza fare la fine di Dante) la cima del monolite che fende l’orizzonte emiliano

“Vassi in Sanleo e discendesi in Noli,

montasi su Bismantova e ‘n Cacume

con esso i piè; ma qui convien ch’om voli;

dico con l’ale snelle e con le piume

del gran disio, di retro a quel condotto

che speranza mi dava e facea lume”

-Dante, Purgatorio, canto IV-

Fratelle e sorelli d’Italia, camminatori di tutto lo “Stivale” benvenuti in questo nuovo articolo! Oggi, cari “Nerd in Viaggio”, vi porto in Emilia Romagna…

Il Monte Purgatorio della Divina Commedia

“Cacume” a parte (NO! Il termine non deriva da quel “cacume”! Significa sommità. Ve lo siete chiesti vero?!), la “Pietra di Bismantova” è (da sempre) il simbolo dell’Appennino reggiano. La sagoma del monte “fende l’orizzonte” della “SS63” da Reggio Emilia e diventa sempre più imponente, chilometro dopo chilometro, in direzione di Castelnovo ne’ Monti. Questo Comune rappresenta il centro urbano più importante sviluppatosi all’ombra del “colosso di pietra”.

ASPETTATE! RIPONETE LE CHIAVI DELL’AUTO IMMEDIATAMENTE! Siete già stati colti, dopo queste poche righe di testo, da una voglia irrefrenabile di visitare il luogo vero?! Ma prima, fatemi finire il racconto! Potreste ricavarne qualche informazione utile.

Dante Alighieri, che ammirò questa montagna nel 1306, decise di renderla ancor più leggen…non vi muovete…daria (CIT): la silhouette del monolite emiliano, infatti, divenne “musa ispiratrice” (mi perdoni la “cara Beatrice”) per la descrizione del “Monte Purgatorio” all’interno della “Divina Commedia“.

Parcheggio Piazzale Dante, Castelnovo né Monti (RE)

Il percorso, che permette di raggiungere la cima della “Pietra di Bismantova”, prende il via dal “Parcheggio in Piazzale (neanche a dirlo) Dante“. Quest’ultimo è assistito dalla segnaletica CAI 697 e viene nominato “Sentiero Natura”. Abbandonata la vettura e caricato lo zaino in spalla, osservo un ragazzo (fiero del suo ritrovamento) mostrare agli amici una spettacolare conchiglia…

ASPETTATE! VI FERMO SUBITO! NON HO SBAGLIATO STRADA raggiungendo la Riviera Romagnola anziché l’Appennino reggiano! Il fossile deriva dall’ambiente marino nel quale si è formato questo monte, già proprio così. Risulta, infatti, piuttosto semplice ritrovare reperti come conchiglie, denti di pesci o alghe.

Eremo della Pietra di Bismantova

Dal punto di partenza una scalinata conduce, in breve tempo, presso “l’Eremo della Pietra di Bismantova”: una piccola Chiesa che pare incastonata nella roccia (tipo la spada). Si prosegue in direzione della sommità (basta seguire le indicazioni) percorrendo un tracciato in “terra battuta” con pendenza costante ma leggera. Il sentiero s’inerpica, poi, sulle pendici del monte. In questo luogo giungono numerosi atleti e appassionati d’arrampicata, per cimentarsi con la “via ferrata alla Pietra di Bismantova”. Il monolite, infatti, è considerato come una delle “palestre di roccia” più belle (e attrezzate) d’Italia.

Pietra di Bismantova (1047m)

Il pianoro della cima si trova a 1047m d’altezza. Questa vetta è salita spesso agli “onori della cronaca” per tristi vicende, alcune legate a superstizioni del passato: sulla sommità della rupe, pare, si radunassero le streghe e in occasione dei riti satanici, il Diavolo era solito mostrarsi alle sue adepte. Lo spettacolo visivo, da quassù, lascia senza fiato. Lo strapiombo, davvero impressionante, termina nel parcheggio a valle (punto di partenza) il quale, osservato da questa distanza, sembra colmo di piccoli modellini. Un “salto” di quasi 300 metri. Passo in rassegna tutte le cime appenniniche più importanti, come il “Monte Cimone” o il “Cusna”, ben visibili da questo straordinario punto panoramico. Spiego le ali del mio drone e lo “sguinzaglio” alla ricerca di ottime riprese video (e anche della foto copertina per questo articolo).

Campo Pianelli 

Come sempre, ogni viaggio è caratterizzato da una partenza e da un ritorno. Così, “imboccando” il sentiero nella vegetazione si fa ritorno sul percorso CAI 697. Seguendo le indicazioni e la strada sterrata in discesa, si raggiunge l’area archeologica “Campo Pianelli”. La storia di questo sito risale all’Età del Rame, quando ci furono i primi insediamenti. Le numerose campagne di scavi, condotte a partire dalla metà del 1800, riportarono alla luce tombe, reperti e i resti di una capanna risalente all’Età del Bronzo. Il percorso, fregandosene di qualsivoglia metallo, assume ora un andamento pianeggiante che, costeggiando tutto il lato sud della montagna, permette di avere punti d’osservazione meravigliosi sulla “Pietra di Bismantova”, perfetti per numerose soste fotografiche. Si rientra infine, completando il percorso ad anello, al parcheggio.

Informazioni utili:

  • Nelle immediate vicinanze del parcheggio sono presenti due strutture nelle quali è possibile pranzare, sorseggiare bibite fresche o accaparrarsi un pezzo del famigerato gnocco fritto. Portate una bella scorta d’acqua per il trekking (o acquistatela presso le strutture appena citate)
  • Vestitevi comodi, con scarpe adatte al trekking. Non mancano salite e discese che metteranno alla prova piedi e gambe
  • L’itinerario ha uno sviluppo ad anello di circa 5,5 Km, per una durata di circa 2h30m

Arrivederci al prossimo cammino!

Dal testo alle immagini, ecco il video del trekking

 

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