Seguici su

Musica

Sanremo History. Vorrei cantarti fra cent’anni: Rossana Casale e Grazia Di Michele battono le iconiche Loredana Berté e Ivana Spagna accedendo ai 16mi. Ecco le sfide di domani

Pubblicato

il

Sanremo History: Casale e Di Michele mattono Spagna e Bertè

Scopriamo chi vince la dodicesima sfida dei trentaduesimi di finale di “Vorrei cantarti fra cent’anni” tra Rossana Casale & Grazia Di Michele e Loredana Bertè & Ivana Spagna

SFIDANTE | LOREDANA BERTE’ e IVANA SPAGNA

Dopo il magistrale duello tra Amedeo Minghi e Roberto Vecchioni, la nuova sfida di “Vorrei Cantarti fra cent’anni” diventa “polifonica” con ben quattro voci. Infatti la dodicesima competizione vede a confronto due duetti completamente al femminile. Il primo vede l’accoppiata di due iconiche voci della musica italiana, Loredana Bertè e Ivana Spagna, sul palco del Teatro Ariston nella “apocalittica” edizione targata 2008.

Nella 58° edizione del Festival di Sanremo in gara c’è “l’imperatrice del rock italiano” con u brano tanto catchy quanto sfortunato. Si intitola “Musica e parole” e tra le firme vede, oltre alla stessa Berté, gli autori Alberto Radius (testo) e Oscar Avogadro (musica). Il pezzo, interpretato nella serata dedicata ai duetti insieme Spagna, mette insieme la voce rauca di Loredana con quella dal sapore internazionale e danzereccio di Ivana; per un connubio esplosivo che funziona alla grande.

Musica e Parole, però, viene eliminato dalla storica competizione canora perché risulta essere edito e catalogato come un plagio. Infatti la canzone è già accreditata a Radius e Avogadro, con i diritti alla N.A.R, nella versione della cantante Ornella Ventura. Con il titolo de L’ultimo segreto”, infatti, fu prodotta da Tullio De Piscopo e pubblicata ben venti anni prima, nel 1988. Il pezzo è praticamente lo stesso, tranne per alcune differenze nelle liriche, ma Radius e Avogadro affermarono di non ricordarsi che il brano fosse stato già inciso negli anni ’80; nonostante l’interpretazione vocale della Ventura ricordi molto proprio quella della Bertè.

In un’edizione vinta a sorpresa dagli interpreti del musical Notredam De Paris, Giò di Tonno e Lola Ponce, il brano di Loredana riesce comunque ad accaparrarsi il Premio della Sala Stampa Radio e Tv. Loredana Bertè ad ogni modo non ci sta ed esibendosi fuori gara nella serata del duetto con Spagna si presenta con delle manette ai polsi in segno di protesta. Il brano riesce anche a raggiungere il ventesimo posto della classifica italiana.

SFIDATO | ROSSANA CASALE & GRAZIE DI MICHELE

Ad essere sfidate da Bertè e Spagna con una composizione dal mood e dal genere completamente differente da Musica e parole, è un’alto duo tutto al femminile. Rossana Casale e Grazia Di Michele partecipano a Sanremo 1993 con la delicata e poetica “Gli amori diversi”. Scritta a quattro mani dalle due artiste (che mettono insieme gli amori che hanno segnato maggiormente le loro vite) la canzone racconta di quelle storie amorose apparentemente senza senso, talvolta inesplorate e quasi sempre improvvise. Eppure sono proprio quelle che più restano nel cuore e nei ricordi, e che più ci fanno soffrire quando finiscono.

Il brano, nell’edizione che fra i giovani vede il trionfo e la nascita di Laura Pausini con “La Solitudine”, si classifica al terzo posto per un podio fatto da brani di una certa caratura e di una rilevanza autoriale. Infatti a vincere sarà Enrico Ruggieri con “Mistero”, seguito al secondo posto da Cristiano De Andrè con “Dietro La porta”.

Nonostante il risultato premi tre canzoni di qualità, il pubblico rumoreggia e protesta, lasciando una Rossana Casale perplessa e che scuote la testa. Succede infatti che al momento del verdetto due dei favoritissimi alla vigilia della kermesse, Minghi e Zero, lascino l’Ariston. La platea non si contiene e mai come in questa edizione il rumore rovina la cerimonia e la sua chiusura; di solito una grande festa. Al grido di “venduti”, sono i fan di Renato a essere maggiormente delusi per il quinto posto del loro “sorcino”, in gara con “Ave Maria”.

ESITO | DODICESIMA SFIDA

Nonostante il brio e l’atmosfera cool di Musica e Parole, scelta da Ugo Stomeo nella versione in duetto, il brano di Loredana Bertè non riesce ad ottenere la sua rivincita, e anche nel contest sanremese di OA Plus viene “escluso”, fermandosi ai trentaduesimi di finale. La giuria di qualità e la Redazione, infatti, hanno decretato la vittoria de Gli amori diversi di Casale e Di Michele che accedono leggere ai sedicesimi.

COMMENTI | GIURIA

Roberta Faccani: Le mie due amiche e colleghe illustri Rossana e Grazia portarono una canzone struggente, delicata e profonda anche nel contenuto del testo ma loro lo sanno che il mio cuore appena sente un beat rock ben fatto si fa traviare… e non me ne vorranno se il mio voto va al graffio di Lori + Ivana che eseguirono un brano di ottima fattura dal “ritornello martello pneumatico” che ancora mi gira in testa… il mio voto a musica e parole!

Mattia Ottavio Sammarco: Gli amori diversi è un brano davvero poetico e molto raffinato, ma il rock della Bertè e la Spagna ha qualcosa in più.

Timothy Cavicchini: Musica e parole, un pó ardua per l’altro brano questa sfida.

Andrea Direnzo: Manco a pensarci: “Gli amori diversi” del duo Casale/Di Michele. Le due Lola & Angiolina hanno condito la canzone con i loro travestimenti e uscite (soprattutto la Bertè) creando più spettacolo che sostanza. La Poesia in Musica è tutta un’altra storia!

Juary Santini: Un brano energico e trascinante dove l’accoppiata Bertè-Spagna, con le loro voci inconfondibili, funziona alla grande e spacca. Devo essere sincero, ho amato proprio Ivana in questo duetto iconico e, purtroppo, sfortunato. Grandi!

VOTI | GIURIA

Musica e Parole: 12 (Roberta Giallo, Juary Santini, Roberta Faccani, Francesca Amodio, Margherita Ventura, Bruno Venturelli, Antonio Toni, Elisabetta Guido, Giovanni Cirfiera, Mattia Ottavio Sammarco, Gianpaola Chiriacò, Timothy Cavicchini)

Gli amori diversi: 16 (Michele Monina, Ugo Stomeo, Andrea Baldinazzo, Andrea Butera, Enrico Spada, Emily De Salve, Claudia Casciaro, Roberto Santangelo, Maurizio Meli, Giuseppe Salpietro, Claudio Bolognesi, Simona Bastiani, Patrizia Cirulli, Eleonora Magnifico)

CLICCA QUI per approfondire su tutti i GIURATI SPECIALI del contest.

THE WINNER IS…

 

LE SFIDE DI DOMANI

32MI DI FINALE: DIO COME TI AMO di Domenico Modugno VS. CIAO AMORE CIAO di Luigi Tenco

DIO COME TI AMO di Domenico Modugno – Nel 1966 Domenico Modugno partecipa al Festival di Sanremo per la sesta volta, sulle sue undici presenze complessive, con “Dio come ti amo”. Lo stoico brano risulta il vincitore della sedicesima edizione della kermesse musicale e viene presentato in doppia esecuzione, oltre che da Modugno che ne è l’autore, dalla brava Gigliola Cinquetti che torna in gara all’Ariston per la terza volta consecutiva, dopo la vittoria con “Non ho l’età (per amarti)” del ’64 e “Ho bisogno di vederti” del ’65.

Dio come ti amo segna un precedente mai verificatosi nel nostro amato “festivalone”: è la prima canzone firmata sia per testo che musica da Modugno e a prima composizione a vincere ad essere stata scritta da un solo autore che ne sia anche l’interprete. Il mitico interprete de Nel blu dipinto di blu la esegue quasi come un attore, avvalendosi dell’arrangiamento sofisticato del maestro Nello Ciangherotti, mentre Gigliola con grande trasporto e abbandono; mostrandosi ormai come un interprete matura e “sensuale”; da donna anche se in realtà è ancora una giovane ragazza.

Il brano piace e vince in un’edizione che vede schierati davvero tantissimi grandi della canzone italiana (Claudio Villa, Orietta Berti, Milva, Giorgio Gaber, Edoardo Vianello, Iva Zanicchi, Lucio Dalla e molti altri), lasciandosi alle spalle sul podio Caterina Caselli e Wilma Goich. Nonostante il primo posto, il pubblico premierà però “Nessuno mi può giudicare”. Infatti a Sanremo è arrivato il beat e Dio come ti amo resta prima in classifica in Italia solo per una settimana, surclassato dalla hit della Caselli.

CIAO AMOR CIAO di Luigi Tenco / Dalida – Al Festival di Sanremo seguente, nel 1967, arriva in gara una canzone magistrale e avanti sui tempi che viene interpretata in versioni separate da Luigi Tenco, che ne è anche l’autore, e dalla carismatica Dalida. La canzone non venne apprezzata dalle giurie e così non arrivò alla serata finale, risultando come “non classificata” al dodicesimo posto.  Fallito anche il ripescaggio dove fu favorita la canzone La rivoluzione di Gianni Pettenati, è diventata tristemente nota per essere l’ultimo pezzo interpretato da Tenco. Infatti il cantautore alessandrino, di cui si vocifera avesse una relazione con l’altra interprete del pezzo (Dalida), si suicidò il 27 gennaio del 1967, a soli 28 anni, in un albero proprio a Sanremo; quando il Festival non era ancora terminato.

Nella stanza dell’hotel, dove Luigi Tenco si è sparato alla tempia, viene ritrovato un biglietto (che più perizie grafologiche hanno poi consentito di attribuire allo stesso cantante) con su scritto: “Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io tu e le rose in finale e ad una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi”.

Io tu e le rose fu interpretato in gara da Orietta Berti e Les Compagnons de la chanson, classificandosi al quinto posto. A vincere furono Claudio Villa e Iva Zanicchi con “Non pensare male”.

Sulla storia si sono versati fiumi di inchiostro; oggi resta una canzone straordinaria, che ha segnato e fatto la storia. E che, col tempo, ha probabilmente surclassato per successo e ammirazione da parte del pubblico tutti gli inediti presentati a Sanremo 1967.

32MI DI FINALE: TI REGALERO’ UNA ROSA di Simone Cristicchi VS. LA LEGGENDA DI CRISTALDA E PIZZOMUNNO di Max Gazzè

TI REGALERO’ UNA ROSA di Simone Cristicchi – Simone Cristicchi con “Ti regalerò una rosa” partecipa al Festival di Sanremo nel 2007. Il brano, scritto dallo stesso cantautore romano e che porta al Teatro Ariston il dramma della manicomialità, vince nella 53° edizione piazzandosi al primo posto davanti a due cantanti tenorili: il sempre amato e supportato Al Bano con “Nel Perdono” e il “debuttante” Piero Mazzocchetti con “Schiavo d’amore”.

Ti regalerò una rosa consiste nella lettera che un uomo con problemi psichiatrici, Antonio, scrive alla sua amata Margherita dalle buie celle del manicomio dove è rinchiuso e nel quale anche lei è stata ospite precedentemente per qualche tempo. La canzone lancia un messaggio sociale che tocca le corde dell’emotività e fa capire che anche in un ambiente tetro e disperato come quello dei centri psichiatrici può sbocciare un amore. Il finale, però, lascia l’amaro in bocca e spezza il cuore: per liberarsi del dolore e ritrovare l’illusione di una libertà inesistente, ad Antonio non resta che stupire ancora una volta la sua Margherita con un ultimo volo.

Cristicchi ha affermato di aver trovato l’ispirazione per scrivere il poetico e travolgente pezzo nella cittadina di Girifalco, in Calabria, dove sorge un imponente manicomio.

LA LEGGENDA DI CRISTALDA E PIZZOMUNNO di Max Gazzè – Dopo aver partecipato al Festival della Canzone Italiana di Sanremo nel 2007 con il grande successo “Sotto casa”, Max Gazzè torna in gara per la sesta volta nel 2018 con “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”.

Come il brano di Cristicchi, anche Gazzè concorre al Festival cantando di una bella storia d’amore che ha emozionando il pubblico. Il brano racconta in musica una vecchia leggenda popolare pugliese del sedicesimo secolo. La storia di Cristalda e Pizzomunno riprende il mito e lo declina sulla tradizione delle leggende del mare, con le ammalianti ed irresistibili sirene, che si tramandano sulle città costiere, specie del Sud Italia.

“Pizzomunno era molto bello, e tutte le donne del posto lo amavano. Ma lui aveva conosciuto, sulla spiaggia, davanti al mare, Cristalda, la ragazza più bella del villaggio, dai biondi, lunghi capelli schiariti dal sole. Si erano innamorati sul mare, e proprio sul mare si incontravano per amoreggiare. Ma il nemico è sempre in agguato, soprattutto quando tutto va bene. E il nemico, in questa storia di mare, non possono che essere le sirene. Innamorate anche loro di Pizzomunno, ogni volta che il pescatore prendeva il largo cercavano di sedurlo” – ha raccontato il modernissimo cantautore romano ai tempi della kermesse.

La leggenda di Cristalda e Pizzomunno, romanza scritta in collaborazione con il fratello Francesco Gazzè e con Francesco De Benedittis, si piazza al sesto posto e riesce a raggiungere anche il ventesimo posto nella classifica italiana.

 

Chi vincerà le prossime sfide di “Vorrei cantarti tra cent’anni”? Continuate a seguire QUI su OA Plus per scoprirlo!!

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra PAGINA OA PLUS

Clicca qui per iscriverti al nostro GRUPPO OA PLUS