Le classifiche di tutto il top, e il flop, visto e ascoltato nella storia del Festival di Sanremo

Dalle canzoni più ironiche alle più criticate, da quelle ‘a luci rosse’ a quelle passate inosservate, dalle meteore alle alternative, ma anche dai look peggiori visti all’Ariston alle scenografie più suggestive, fino alle ‘penne’ migliori del Festival, ai cantanti plurititolati e a quelli plurivincenti. Una classifica al giorno, fino al 4 febbraio, per accompagnarvi al prossimo Festival di Sanremo all’insegna del sorriso e del ricordo, facendovi tornare alla mente brani indimenticabili e altri dimenticabilissimi. Quest’oggi il ‘classificone’ si occupa dei brani campioni d’incasso. Non sempre vincenti a Sanremo (anzi quasi mai), vinsero in termine di vendite, e non per mesi, ma spesso per anni e per decenni. 

CAMPIONI D’INCASSO

1 “Una Lacrima sul viso” – BOBBY SOLO

Nell’anno cui vince “Non ho l’età” di Gigliola Cinquetti, e che sarà ricordato anche per brani come “Ogni volta” di Paul Anka e “Un bacio piccolissimo” di Robertino, Bobby Solo viene escluso perché causa un fastidioso mal di gola canterà in playback in finale. Lo stesso era successo a Claudio Villa ma questa volta si evitò il palco vuote e si fece appunto cantare Bobby Solo in playback. Venderà un milione e mezzo di copie nei soli primi due mesi.

2 “L’Immensità” – DON BACKY

Con Johnny Dorelli sarà soltanto nono, preceduto da “Pietre” di Antoine. Considerato il più valido rappresentante del Clan di Celentano, al debutto al Festival ma già conosciuto, verrà premiato anche lui dalle vendite discografiche.

3 “Cuore Matto” – LITTLE TONY

Little Tony con Mario Zelinotti saranno soltanto decimi in un anno dove le ultime saranno davvero le prime. E’ il brano della consacrazione di Little Tony, che sarà premiato già subito dopo il Festival con un enorme successo di vendite.

4 “Io che non vivo” – PINO DONAGGIO

La canta con Jody Miller nell’anno che vede il trionfo di un’altra intramontabile, “Se piangi, se ridi”, scritta da Mogol per Bobby Solo. Tra le altre indimenticabili di quell’anno c’è anche “Le colline sono in fiore” di Wilma Goich. “Io che non vivo” otterrà uno straordinario successo di vendite, e anche dopo decenni i più grandi artisti italiani decideranno di farne una cover (tra gli altri Baglioni, Ranieri, Amoroso, Modà solo per citarne alcuni).

5 “La musica è finita” – ORNELLA VANONI

Scritta tra gli altri dalla splendida penna di Franco Califano, arriverà soltanto quarta cantata oltre che dalla Vanoni da Mario Guarnera nell’anno in cui trionfano la coppia Villa-Zanicchi con “Non pensare a me”. E’ l’anno nefasto del suicidio di Tenco che con “Ciao amore ciao” non arriva neppure tra le finaliste. Resterà pietra miliare nella musica italiana, con una delle versioni più belle che sarà senza dubbio quella dell’inossidabile coppia Vanoni-Paoli.

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