Achille Lauro è stato uno dei protagonisti del Festival di Sanremo 2021. Andiamo a vedere nel dettaglio il significato dei suoi cinque quadri musicali

Dopo due edizioni vissute in primo piano, Achille Lauro è stato uno dei protagonisti assoluti del Festival di Sanremo 2021. Come sappiamo nel corso delle cinque serate l’artista nel ruolo di ospite fisso ha dato vita ad altrettanti quadri musicali che, tra estetismo esasperato e contenuto, ne hanno riassunto a pieno la poetica sciorinata a più riprese nel corso del tempo.

Una resa partita un po’ diesel e cresciuta puntata dopo puntata, per trovare poi la quadra nell’appuntamento finale. Alla fine della Kermesse il cantautore ha annunciato l’uscita del nuovo album, intitolato semplicemente “Lauro“, fuori il 16 aprile 2021. Ma vediamo le esibizioni nel dettaglio:

Solo noi“, Glam Rock; sessualmente tutto, genericamente niente (primo quadro, 2 marzo 2021, clicca qui per vedere la performance)

 

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Parte dall’ultimo singolo Achille Lauro, quel “Solo noi” che rimanda, anche se lontano anni luce, al mondo di Vasco Rossi. L’artista si presenta sul palco travestito da angelo: durante la performance cadranno lacrime di sangue. Il territorio estetico è quello del glam rock, attraverso cui l’artista lancia il superamento della pansessualità e della concezione stessa di genere: “Sessualmente tutto, genericamente niente“. Ma è la fragilità, che emerge fortemente dal testo, la vera protagonista del quadro, unita all’affermazione del proprio io, libero da tutte le etichette.

Bam bam twist“; rock and roll; godere è un obbligo (secondo quadro, 3 marzo 2021, clicca qui per vedere la performance)

 

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L’artista, e la persona, può essere fragile ma anche maledettamente carnale allo stesso tempo. Ed è proprio il desiderio impazzito di una notte a suon di rock and roll a caratterizzare la seconda opera di Lauro che, a questo giro, rimane sullo sfondo con un travestimento omaggio a Mina, lasciando in scena Claudio Santamaria e Francesca Barra, impegnati nella travolgente “Bam bam twist“, l’attimo prima del piacere. “Quei due sapevano a memoria dove volevano arrivare“, dice Paolo Conte; è proprio quello che fanno i due attori, scrutandosi e studiandosi con un ballo di tarantiniana memoria.

Penelope“; Il pop; Dio benedica gli incompresi (terzo quadro, 4 marzo 2021, clicca qui per vedere la performance)

 

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Uno dei quadri più complessi e, forse, più affascinante di tutto il lotto. Il cantante, diventato una statua greca ricoperta d’oro, denuncia l’ideale che si cela dietro il pop, condannato ad una lettura disattenta e superficiale. E i cantanti, di conseguenza, vivono la loro vita nella maggior parte dei casi da incompresi. La pop music non è una canzonetta, non è un’idea, non è marketing. Il pop è lo specchio della nostra vita, non è solo materiale, è molto di più. La musica pop, in questo quadro, è quindi raffigurata dalla figura di Penelope, una donna in perenne attesa, interpretata da una Emma Marrone in grande spolvero.

Me ne frego-Rolls Royce“; Una donna che si lava dal perbenismo e si sporca di libertà: punk rock (quarto quadro, 5 marzo 2021, clicca qui per vedere la performance)

 

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Un ritorno alle origini; Lauro riporta in scena i gesti salienti che l’hanno reso celebre, incarnando a pieno lo spirito del punk rock. La performance inizia con una super citazione del dipinto di Eugène Delacroix “La libertà che guida il popolo“, per poi abbattere tutti i paletti del buon costume invocando la libertà sessuale, l’emancipazione femminile e condannando, ancora una volta, lo spettro dell’omologazione. Presente anche Fiorello con un cameo che, forse, scarica un po’ il senso del tutto.

C’est La Vie“; Colpevoli, innocenti. Attori, uditori. Santi, peccatori. Tutti insieme sulla stessa strada di stelle ; sipario (quinto quadro, 6 marzo 2021, clicca qui per vedere la performance)

 

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Siamo solo noi, siamo essere umani, forse finalmente più consapevoli e più liberi di credere nelle nostre potenzialità, nel nostro spirito e nei nostri mezzi. Il sacrificio, certamente edulcorato, dell’artista, mostrato in scena attraverso una rosa, rappresenta però l’apporto che ha dato negli ultimi tre anni, quello di un certo sdoganamento di alcuni ruoli fino al 2019 ancora rinchiusi in una nicchia.

Foto: LaPresse

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