di MARTA SCACCABAROZZI

Oggi la #NewMusicThursday incontra Marlon, progetto new folk milanese capitanato dal giovane e carismatico Marlon Bergamini. I ragazzi hanno recentemente pubblicato il nuovo disco “Sunken Worlds”, secondo lavoro in studio. Facciamoci raccontare tutta da loro.

Ciao ragazzi, benvenuti sul sito del MEI. Oggi vi incontriamo per fare quattro chiacchiere su di voi e sul nuovo disco “Sunken Worlds”. Per prima cosa: come descrivereste il vostro progetto a chi ancora non vi conosce?

Ciao! Noi descriveremmo il nostro progetto come qualcosa di esplosivo ma allo stesso tempo tremendamente intimo, un trio che mischia vintage e moderno concentrandosi sull’ emotività. Il nostro obiettivo è solamente quello di condividere delle emozioni, nel senso romantico del termine.

“Sunken Worlds” è uscito quasi a sorpresa lo scorso 1 ottobre ed è già il vostro secondo disco. Come mai avete scelto di pubblicarlo praticamente senza preavviso?

Abbiamo deciso di pubblicare “Sunken Worlds” a sorpresa perché è un disco che segna un cambiamento (del quale parleremo più avanti), perciò abbiamo ragionato all’ opposto rispetto al percorso di “ Musings From The Rearview”, il quale ha visto un periodo di pubblicazione della durata di dodici mesi. Abbiamo pensato che le cose belle nella vita di solito arrivano e se ne vanno all’ improvviso, quindi ci siamo svegliati una mattina e ci siamo detti “pubblichiamolo domani”.

Scendiamo nel dettaglio di questo bellissimo lavoro, composto da 9 brani. Potete descriverci il disco nel suo insieme? Quali secondo voi le tracce più rappresentative?

“Sunken Worlds” è un disco che nasce tra i palchi del nord e centro Italia, nei due anni di attività live che abbiamo svolto in quattro, insieme ad Emanuele, il nostro ex chitarrista. È un disco energico ma che cela sempre una malinconia velata nelle liriche di Marlon. È un disco che segna la fine di un capitolo bellissimo della nostra vita e l’ inizio di un altro.

I brani più significativi secondo noi sono “God Knows”, un brano molto cinematic, e “Have a Great Flight”, un brano capace di emozionare anche i più duri di cuore.

“Sunken Worlds” è il vostro secondo disco. Il precedente, “Musings from the Rearview”, è stato pubblicato solo un anno fa. Possiamo definirvi una band decisamente prolifica. Cosa è cambiato in questi 12 mesi? Quali le differenze e i punti in comune tra i due lavori?

Grazie al cielo a livello di scrittura non abbiamo nessun tipo di problema, quindi siamo sempre pieni di materiale sul quale lavorare.

Nei dodici mesi seguenti la pubblicazione di “Musings From The Rearview” sicuramente siamo maturati moltissimo, a livello personale e musicale, e anche a livello di rapporto interpersonale tra di noi. “Sunken Worlds” può essere considerata la naturale evoluzione di “Musings From The Rearview”, se il primo disco era un viaggio, questo è la destinazione alla quale siamo giunti in questi due anni di lavoro. Ora si fanno le valige e siamo pronti a partire di nuovo.

E tra un altro anno, invece, dove vi vedete? Avete già qualche nuovo progetto al quale lavorare?

Fortunatamente abbiamo una gran quantità di materiale sul quale lavorare, stiamo cercando di trovare un sound che prenda la piega dei cambiamenti che sono avvenuti nelle nostre vite in questi mesi, quindi sicuramente sarà qualcosa di nuovo e molto probabilmente di inaspettato, ma non vogliamo anticiparvi nulla!

www.marlonmusic.it

Marta Scaccabarozzi – 19 Media Agency

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