In Italia oggi c’è il pop, la trap. E poi c’è Andrea Laszlo De Simone.

Torinese, dal riconoscibilissimo volto dominato dai baffi a metà tra Narcos e Zappa, Andrea Laszlo De Simone è uno degli autori più sorprendenti degli ultimi anni. Un suo primo disco “Ecce homo” uscito qualche anno fa, è purtroppo passato quasi inosservato. Ma tra collaborazioni e progetti come il duo Anthony Laszlo, De Simone si è messo in moto costantemente nell’ombra dell’underground indie italiana, con talento, costanza e passione.

Poi con l’ingresso in 42 Records, che ha preso il suo nuovo album e l’ha pubblicato, tutto è cambiato. “Uomo Donna”, suo secondo album solista uscito nel 2017, è infatti riuscito nel difficilissimo compito di proporre qualcosa di diverso da pop e trap (ormai apparentemente unici generi suonati qui da noi), fondendo in maniera unica e brillante la canzone d’autore italiana e un certo battistismo anni ’70 con la psichedelia, il progressive, il rock.

“Uomo Donna”, che disco.

Lo si può vedere come un album quasi sperimentale: tracce molto lunghe – da 5 o 7 minuti, fino agli 11 di “Gli uomini hanno fame” – con collage sonori, ampi spazi strumentali, echi e riverberi.

Lo si può amare come disco puramente cantabile, a tratti quasi pop se non si fa caso ai testi: “La guerra dei baci” è un inno leggero e pieno di gioia che non può non lasciare un sorriso, così come rimangono indimenticabili il proto samba da cascina di “Questo non è amore” o la struggente “Meglio”.

Lo si può studiare e analizzare come un concept album sulle infinite sfumature dell’amore, della sua assenza e del suo ruolo centrale nella vita dell’Uomo e della Donna, uno protagonista e l’altro oggetto del desiderio (interscambiabili a piacimento): il dolore disperato di “Vieni a salvarmi” o la fantasmagoria dei sentimenti di “Sogno l’amore” si candidano ad essere tra i capolavori musicali del decennio.

Ma alla fine, “Uomo Donna”, per quanto analizzabile e decodificabile, manterrà comunque un margine di inspiegabile bellezza e magia. Forse per il suono dell’album, quasi incastonato nel tempo tra il passato e il presente, forse per il carisma vocale e autoriale di Andrea Laszlo De Simone o forse per la natura narrativa del progetto, che nei suoi quasi 80 minuti di durata prende l’ascoltatore e lo catapulta dentro un percorso emotivo capace di parlare alla testa e al cuore.

Chissà, chissà se col tempo diventerà un vero e proprio album di culto, da risentire ancora per tanto tempo e magari far scoprire ai nostri figli quando saranno grandi. Sta di fatto che “Uomo Donna” di Andrea Laszlo De Simone è uno dei migliori album italiani del nuovo Millennio, per cui non lasciatevi scappare l’occasione di affrontare questo incredibile viaggio musicale.

VOTO: 9/10

AGGETTIVO: IMPERDIBILE

TRACKLIST

  1. Uomo Donna
  2. Sogno L’Amore
  3. Vieni A Salvarmi
  4. Meglio
  5. Solo Un Uomo
  6. Eterno Riposo
  7. Questo Non È Amore
  8. Gli Uomini Hanno Fame
  9. Che Cosa?
  10. La Guerra Dei Baci
  11. Fiore Mio
  12. Sparite Tutti

ALBUM: UOMO DONNA

ARTISTA: ANDREA LASZLO DE SIMONE

ANNO: 2017

ETICHETTA: 42 RECORDS

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