Le pagelle del secondo live di X Factor 2022: un tema fighissimo come quello dell’MTV Generation non viene risaltato a pieno causa di scelte perlopiù telefonate e svilite con produzioni iper invasive. Spiccano i Santi Francesi, Linda, Omini e Beatrice Quinta. tanta perplessità – al momento – per il resto del cast

Si inizia a delineare in qualche modo un primo quadro generale nel celebre talent show targato Sky arrivato alla sua sedicesima edizione. Dopo una puntata interamente dedicata al bellissimo tema “Mtv Generation” – con proposte che, ahinoi, per la maggior parte non hanno particolarmente soddisfatto le aspettative – a salutare il programma è stato Iako, eliminato dal ballottaggio tramite tilt dai Tropea. Ma come sono state le performance degli undici cantanti in gara? Scopriamolo con le pagelle del secondo live di X Factor 2022.

  • ROSTER FEDEZ

DADA’,Toxic (Britney Spears) N.C

Dadà come Irama a Sanremo 2021, ovvero in smart working causa Covid-19. Si vede che non c’è stato tempo per pianificare nulla. L’idea della Britney balcanica è agghiacciante,  ma c’è poca materia per esprimere un giudizio.

LINDA, Chasing Girls (Snow Patrol) 8

Più misurata, intonatissima (una delle poche) e in grado di dare risalto a un brano non particolarmente impattante. Si fatica ancora a intravedere un percorso per il post talent, ma sul placo è ineccepibile.

OMINI, No sleep Till Brooklyn (Beastie Boys)

Saliti on stage dopo un filotto di disastri, i giovanissimi Omini compiono un piccolo upgrade sciorinando con una naturalezza disarmante un brano difficilissimo. Ora è il tempo di sentirli anche in altre vibes.

  • ROSTER AMBRA ANGIOLINI

TROPEA, Ray of light (Madonna) 5-

Performance complicatissima per i Tropea, passati dal gioiellino di Vasco a una cover di un brano di Madonna difficile da orchestrare, a questo giro viziata da tanta confusione e da alcuni problemi di intonazione, specialmente nelle note tenute.

LUCREZIA, Barbie Girls (Aqua) 5–

Attacco bellissimo, poi compie esattamente lo stesso errore della scorsa settimana, con l’aggravante di non aver saputo trasmettere granché da un punto di vista interpretativo, dunque non giustificando con i fatti il motivo di un arrangiamento totalmente stravolto sì molto figo ma che è alla fine della fiera è risultato più un esercizio di stile che altro.

  • ROSTER RKOMI

SANTI FRANCESI, Creep (Radiohead)

Alexa, aggiungi questa esibizione alla libreria “Performance di X Factor che rimarranno”. Una versione intima dell’inflazionatissimo brano dei Radiohead, impreziosita da quel santissimo senso della misura che, in questa edizione, sembra essere completamente latitante. Da brividi il crescendo, con una vocalità robusta e intensa supportata da una attitude di chi sa esattamente quello che sta dicendo e come lo sta dicendo. Molto bene.

JOELLE, Destinazione Paradiso (Gianluca Grignani) 4

La cantante evidenzia le criticità già emerse la scorsa settimana, non aiutata però dal suo giudice che le affida un pezzo davvero complicato e inadatto per una concorrente che risulta essere davvero indietro, forse troppo indietro, per recuperare. Vedremo.

IAKO, Hyperballad(Bjork)

Rkomi ne ha cannate due su tre. Avete presente quando a Snake, celeberrimo gioco del Nokia 3310, il serpentone cresceva così tanto da rendere molto facile lo scontro con la sua coda? Ecco, “Hyperballad” è proprio questo, un brano che non ha alcuna possibilità di manovra: impossibile da coverizzare e impossibile anche da stravolgere. Il nostro parte malissimo, poi si riprende nel drop ma non basta. Saluta il programma con rammarico.

  • ROSTER DARGEN D’AMICO

BEATRICE QUINTA, Tutti i miei sbagli (Subsonica) 7-

Altra scelta potenzialmente killer, confezionata però in un modo assolutamente convincente. Con Beatrice c’è sempre il rischio di strafare, ma stavolta ha mantenuto la teatralità tipica del suo stile mettendola al servizio di una messa in scena davvero clamorosa e di una produzione aggressiva filo drum’n’bass che non ha svilito il capolavoro originale.

DISCO CLUB PARADISO, Salirò (Daniele Silvestri)

Il paradosso Disco Club. Nelle band (pensiamo anche ai primi Maneskin) c’è sempre un po’ di scollamento tra cantante e musicisti, solitamente più a favore del frontman rispetto al resto della ciurma. Ecco, qui è esattamente il contrario: la band va che è una meraviglia con un suono compatto (il sax è quid irrinunciabile), lui invece appare sempre un po’ spaesato e impreciso, forse vittima della sua stessa euforia. Se ricalibrati vanno spediti in finale.

MATTEO ORSI, Take on me (A-ha) 5+

Vibes molto simili a sette giorni fa. La sensazione è che questo ragazzo renda tantissimo in prova e molto poco nella dimensione live; qui, malgrado un tappeto sonoro da brividi, non incide rendendo il tutto eccessivamente sterile. Urge uno scossone, di quelli pesanti, magari sottraendo quell’approccio che, su quel palco, rimanda tantissimo all’universo di Michele Bravi.

 

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Crediti Foto: SKY ITALIA (Virginia Bettoja)


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