Baltimora vince con ampio merito la quindicesima edizione di X Factor, sconfitto gIANMARIA in finalissima grazie alla melodia e al pop, quello fatto bene.

Baltimora ha vinto la quindicesima edizione di X Factor. Dopo un cammino durato oltre due mesi tra  selezioni e puntate live, l’artista si è imposto sugli altri quattro finalisti nell’ultimo atto del talent show targato Sky andato in onda dal Mediolanum Forum di Assago giovedì 9 dicembre, portando in trionfo il proprio giudice, Hell Raton, al secondo successo consecutivo dopo la vittoria di Casadilego.

Un’annata che da una parte ha sottolineato un parterre di concorrenti sopra la media (nonostante un tipo di meccanismo che ha necessariamente bisogno di un serio refresh). In tutte le puntate infatti tutti i concorrenti in gara hanno convinto mantenendo un livello sempre molto alto, e anche la Finale non è stata certamente da meno, con una battaglia in cui hanno alzato bandiera bianca in ordine di uscita Fellow, eliminato dopo la prima manche, i Bengala Fire, usciti dopo il best of, e Gianmaria, il quale ha ceduto il passo al vincitore (che ha iniziato la serata nel peggiore dei modi) soltanto alla fine. Ma com’è andata la serata? E perché ha vinto proprio Baltimora? Cominciamo.

PRIMA MANCHE: I DUETTI CON I GIUDICI

TEAM MANUEL AGNELLI

BENGALA FIRE con MANUEL AGNELLI, IN BETWEEN DAYS (The Cure) VOTO 7

Poteva cadere il Forum con una performance più incentrata sull’emotività, per intenderci come la splendida “Amandoti” performata da Manuel con i Måneskin (oggi super ospiti insieme ai Coldplay) durante la serata delle cover in occasione dell’ultimo Festival di Sanremo. La scelta è invece ricaduta su una pietra miliare del rock alternative britannico, energica, suonata nel migliore dei modi ma non particolarmente impattante rispetto alle aspettative. Un’occasione mancata.

TEAM MIKA

FELLOW con MIKA, UNDERWATER. VOTO 8

Quando si tratta di duettare, Fellow risponde sempre presente. Lo aveva già fatto splendidamente in occasione dell’esibizione con Benjamin Clementine, si è confermato questa sera con la migliore canzone del repertorio del suo giudice, questa sì tensiva ed emozionale, trovando la quadra perfetta nelle armonizzazioni dell’inciso, dove la voce robusta e a volte sfiatata del concorrente si è appoggiata perfettamente sulle tessiture alte del proprio mentore. Si piazza al quarto posto, un risultato non banale considerando un inizio oltremodo complicato.

TEAM HELL RATON

BALTIMORA con HELL RATON, OTHERSIDE (Red Hot Chili Peppers). VOTO

Potenzialmente un suicidio musicale. Per svariati motivi: in primis non si riesce a individuare la coerenza del brano selezionato in rapporto al percorso compiuto dal concorrente durante lo show. L’apporto di Hell Raton, a questo giro nelle improbabili vesti di batterista (tra l’altro con pattern semplificato?), è stato pressoché nullo e algido. A complicare tutto un’interpretazione lontana da quelle a cui ci ha abituati il nostro, fin troppo ingessato e contratto in una fase rischiosissima. Graziato dal televoto (con merito se consideriamo le sue performance quasi sempre positive) apparecchia la tavola per sparigliare le carte.

TEAM EMMA MARRONE

giANMARIA con EMMA, LA NOSTRA RELAZIONE (Vasco Rossi). VOTO 9

L’ennesimo asso nella manica tirato in ballo nel momento giusto. A differenza di quanto successo con “Spaccacuore” stavolta Gianmaria non sbaglia, canta benissimo e soprattutto interpreta una canzone-capolavoro non particolarmente nota al grande pubblico con disinvoltura, empatia e maturità. Brava Emma a rimanere un passo indietro non calcando particolarmente la mano. Da menzionare inoltre la produzione, esageratamente sopra gli standard.

SECONDA MANCHE: BEST OF

TEAM MANUEL AGNELLI

BENGALA FIRE, MAKING PLANS FOR NIGEL/GIRLS & BOYS/SUNNY AFTERNOON-CHELSEA DAGGER. VOTO 6+

Cadono in un errore reiterato (chiaramente per i canoni televisivi), quello di realizzare le performance quasi da subito in modo eccessivamente scomposto. In tal senso partono benissimo con “Making plans for Nigel“, ma già da “Girls e Boys” e quindi con gli ultimi due pezzi il frontman scalpita, corre come un pazzo, si gode troppo il pubblico presente al Forum, dimenticandosi di quello a casa, ovvero quello votante. La voce perde tantissimo, quindi anche la resa generale. Chi era in loco avrà avuto sicuramente un’altra percezione rispetto a chi si trovava davanti allo schermo. Escono di scena comunque promossi a pieni voti.

TEAM HELL RATON

BALTIMORA, UN UOMO CHE TI AMA/PAROLE DI BURRO/TURNING TABLES. VOTO 9½

Rispetto ai suoi due colleghi Baltimora si muove esattamente in modo contrario, proponendo il suo medley in modo molto controllato, quasi statico, cantando in modo davvero notevole e dimostrandosi l’unico a variare veramente (la varietà di Gianmaria, seppur notevole, è stata più nella scelta dei brani che nelle performance), da Battisti ad Adele, mantenendo un imprinting marcatissimo sia a livello interpretativo che, soprattutto, meramente musicale. Un filotto clamoroso, di fatto vince soprattutto anche grazie a questa manche, oggettivamente 10 spanne sopra quella delle altre.

TEAM EMMA MARRONE

giANMARIA, RIMMEL/JENNY È PAZZA/IO STO BENE. VOTO 7-

Una performance che mette in evidenza tutti i pregi e i limiti del pupillo di Emma, davvero un talento nel profilo della scrittura ma un po’ piatto a livello interpretativo. Come i Bengala, anche se in modo decisamente minore, si lascia andare forse fin troppo con gli spettatori, ma è un peccato venale. Curiosa la scelta di non inserire “Alexander Platz“, forse la cover più apprezzata.

TERZA MANCHE-FINALISSIMA: INEDITI

TEAM HELL RATON

BALTIMORA, ALTRO. VOTO 9+

Approfittiamo dell’ultima performance, tra l’altro ben realizzata, per tracciare anche un piccolo bilancio sui due finalisti. La curva di Baltimora non è stata continua, bisogna ammetterlo, spesso infatti è rimasto tradito dall’emozione, altre volte invece ingabbiato in scelte risultate poi sbagliate, una tra tutte “Altrove” di Morgan. Tuttavia, nelle sue serate migliori ha lasciato il segno in modo indelebile. La sua “Un uomo che ti ama” entra di diritto nelle migliori 10 esibizioni di tutte le quindici edizioni, “Parole di burro” e “Turning tables” sono tra le cose più belle sentite quest’anno, tanto da farsi ricordare; oltre a “Altro” anche il secondo singolo, “Baltimora“, è un vero e proprio banger radiofonico; coerente con se stesso, genuinamente pop, non solo sa scrivere ma se anche come scrivere. Di fatto vince proprio grazie a questo fattore, divincolandosi dalle fragilità di Fellow, dal rock scomposto dei Bengala, dall’intimità sì struggente ma ancora troppo monocorde di Gianmaria. Canta benissimo, sfrutta la bellezza della melodia, e porta a casa il risultato.

TEAM EMMA MARRONE 

giANMARIA, I SUCIDI. VOTO 8

Un’ultima prestazione che riassume il suo percorso lineare, realizzato con velocità di crociera, con tante buone esibizioni e una grandissima cover (“Alexander Platz“). GianMaria, fin dalle audition, ha mantenuto sempre l’asticella altissima, non compiendo di fatto mai un vero passo falso (togliendo il mezzo passo indietro di “Spaccacuore“) e colpendo principalmente per delle metriche ben costruite, inaspettate, magnetiche malgrado una formula “Anastasio” ormai prevedibile. La sua estetica, coniugata a un carisma particolare e uno sense of humor tutto suo, ha fatto il resto. Può fare benissimo anche nella vita vera.

Clicca qui per mettere “Mi piace” a HIT NON HIT – Blog & Press

Clicca qui per seguire OA PLUS su INSTAGRAM

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla PAGINA OA PLUS

Clicca qui per iscriverti al GRUPPO OA PLUS

Crediti Foto: SKY ITALIA


Per resistere al tuo fianco: lo spessore de La Municipàl

Noemi: Guardare giù fa ben sperare in ottica Sanremo 2022