Tredici capolavori trattati con i guanti e interpretati con un rispetto quasi sacro. Monumenti della musica italiana e recente e perle rare da riscoprire. Ma c’è un difetto.

L’ESPERIENZA DEGLI ALTRI | LA RECENSIONE

In quella che sembra una vita fa, quella tranquilla e caotica di ogni giorno, il 1 gennaio del 2019 uscì nelle sale italiane un film molto atteso dai cinefili, “Suspiria“, il remake della celeberrima opera di Dario Argento firmato da Luca Guadagnino: una pellicola che, in linea generale, pur non incassando granché convinse gli spettatori, che però si sono ritrovati di fronte un prodotto audiovisivo solo ispirato al soggetto originale: niente luci sparate e sature al neon, né spettacolarizzazione della morte, nulla che potesse ricordare nemmeno vagamente le atmosfere prettamente argentiane.

Una decisione che, nel consenso generale, ha anche scaturito qualche piccola e sparuta critica: troppo facile fare un remake che, di fatto, non è remake, hanno detto alcuni. Effettivamente, muoversi all’interno di una propria visione tenendo fede all’archetipo naturale può essere noioso e allo stesso tempo pericolosissimo, in quanto si rischia di confezionare un patchwork malconcio e irrispettoso, confuso e con poco smalto. Succede, spessissimo, molto di più che nel cinema, nella musica. Ma una felice eccezione è rappresentata da “L’esperienza degli altri, il repack de “Accetto Miracoli” di Tiziano Ferro contenente tredici tracce di altrettanti tredici capolavori della musica italiana, pubblicato il 6 novembre 2020 per Universal/ Virgin Records.

Un album dove il cantautore di Latina riesce nell’intento, di per se difficilissimo, di far accavallare le canzoni con il suo estro artistico ponendoli entrambi al centro della scena, non spostandosi, mai né troppo indietro né troppo avanti. L’interessante progetto era stato, in parte, spoilerato in occasione della Settantesima edizione del Festival Di Sanremo, evento in cui il Nostro è stato ospite fisso eseguendo “Nel blu dipinto di blu“, “Almeno tu nell’universo” e “Perdere l’amore“. Paradossalmente però, l’idea legittima di voler inserire nel lavoro gli episodi sanremesi, strutturati perlopiù con arrangiamenti ariosi a orchestra piena, interrompe il flow dell’intera produzione, composta da un sound impastato da del sano pop dal sapore internazionale.

Malgrado un inizio non incoraggiante, caratterizzato da forse il passaggio più debole, una “Rimmel” di Francesco De Gregori che non rende giustizia all’originale (anche se all’autore è piaciuta molto), l’interpretazione di “Morirò D’amore” di Giuni Russo è sontuosa, così come quella di “Bella d’estate” di Pino Mango, rilettura che cancella definitivamente la terrificante (è il caso proprio di dirlo) versione di Mika e Michele Bravi.

Emoziona “Cigarettes & Coffee” di Scialpi, la nostalgica chicca di Franco CalifanoNon escludo il ritorno” e le intense cantate a voce piena “Ancora, ancora ancora” di Mina e “Margherita” di Riccardo Cocciante, tutte riarrangiate in modo straordinariamente rispettoso soprattutto nella trama armonica.

E ti vengo a cercare“, uno dei singoli estratti, è uno dei più difficili da giudicare in quanto forse viene affrontata dalla popstar con troppa pesantezza, ma potrebbe essere anche per colpa dell’automatico confronto della voce sottile e incredibilmente profonda di Franco Battiato. “Piove“, unico pezzo più chill, incuriosisce ma non aggiunge smalto alla hit anni novanta di Jovanotti. In linea generale, un esame superato.

VOTO: 7/10

AGGETTIVO:  RISPETTOSO

 

TRACKLIST:

1. Rimmel
2. Morirò d’amore
3. Bella d’estate
4. Margherita
5. E ti vengo a cercare
6. Almeno tu nell’universo
7. Cigarettes & Coffee
8. Perdere l’amore
9. Piove di Jovanotti
10. Portami a ballare
11. Nel blu dipinto di blu
12. Ancora, ancora, ancora
13. Non escludo il ritorno

ARTISTA: TIZIANO FERRO

ALBUM: ACCETTO MIRACOLI, L’ESPERIENZA DEGLI ALTRI

ANNO: 2020

ETICHETTA: UNIVERSAL MUSIC ITALIA/VIRGIN RECORD

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