Una commistione incredibile di generi musicali partorita dal genio di William Orbit. Ecco perché il settimo album di Madonna è un capolavoro.

RAY OF LIGHT | LA RECENSIONE

Se esiste un disco che rappresenta in toto il pop internazionale degli indimenticabili anni novanta, non si può non fare riferimento a “Ray of light“, settimo album in studio di Madonna pubblicato il 2 marzo 1998 per Maverick Records/Warner.

Una produzione semplicemente iconica quello di Miss Ciccone, perfetto nella sua estetica, impeccabile nella disposizione delle tracce e qualitativo da un punto di vista del suono. La fatica discografica infatti incarna in pieno lo spirito musicale che ha fatto gloriosi i 90’s: troviamo dentro infatti ambiental, techno, trip hop, sfumature di drum’n bass, rock e classic music, il tutto racchiuso in sessantasette minuti e diciassette secondi e racchiuso nelle sapientissime mani del pilastro dei producer William Orbit.

Ma Cos’è quel “Ray of light“, quel raggio di luce, che ha posto la cantante in un’ennesima nuova dimensione? Senza particolari dubbi, la nascita di sua figlia Lourdes, venuta al mondo due anni prima della relase del disco: conoscenza di se stessi, riflessioni mistiche e filosofiche sono quindi le tematiche centrali della fatica discografica.

I suoni distorti, confusi tra rumori glitch aprono le danze di “Drowned World/Substitute For Love“, lasciando spazio ancora all’ambient di “Swim” che va a impattarsi nella potenza comunicativa della title track, connubio perfetto tra psichedelìa pop e squarci acidi di house. Austere strutture sonore che schiacciano l’occhio alle produzioni tedesche anni 80 impreziosiscono di magia e meraviglia “Candy Perfume girl“; ritmi forsennati (“Skin”, “Sky fits haeven”) ed episodi più introspettivi come “Shanti/Ashtangi” trovano quindi il riassunto perfetto nella celeberrima “Frozen (Presentata anche al Festival di Sanremo), passaggio più rappresentativo di tutto l’album nonché capolavoro del novecento mainstream: troviamo tutto: archi tesi ed emozionali, trip hop, synth espansivi, alt ambient e un inciso di una forza spirituale con pochi precedenti, rappresentazione perfetta della produzione migliore di Madonna, quella del cambio di passo, quella della maturità. Eccezionale.

VOTO: 10/10

AGGETTIVO:  CAPOLAVORO

TRACKLIST:

1. Drowned World/Substitute for Love
2. Swim
3. Ray of Light
4. Candy Perfume Girl
5. Skin
6. Nothing Really Matters
7. Sky Fits Heaven
8. Shanti/Ashtangi
9. Frozen
10.The Power of Good-Bye
11. To Have and Not to Hold
12. Little Star
13. Mer Girl

ARTISTA: MADONNA

ALBUM: RAY OF LIGHT

ANNO: 1998

ETICHETTA: MAVERICK/WARNER

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