Un brano di rinascita quello di Noemi che riassume perfettamente il contenuto del nuovo album, intitolato non a caso “Metamorfosi“.

GLICINE | LA RECENSIONE

Non basta una bella canzone per vincere il Festival di Sanremo. Noemi, proprio nell’ultima edizione, l’ha provato sulla propria pelle con “Glicine“, brano piazzatosi soltanto al quattordicesimo posto, pubblicato il 3 marzo 2021 e contenuto in “Metamorfosi“, settimo album in studio rilasciato invece due giorni dopo per Red Sap Music e Sony Music.

Un risultato derivato da tante variabili, una tra tutte la resa performativa, forse al di sotto delle aspettative, fattore che ha offuscato un ottimo pezzo, uno dei più riusciti dell’intera discografia della cantante di Roma, audace nel voler iniziare un nuovo percorso condividendo la stesura con colleghi giovani e particolarmente talentuosi, come Ginevra e il collettivo Trattoli, tra cui figura anche Alessandro Mahmood.

Seguendo il leitmotive del disco, “Glicine” racconta una rinascita, o meglio, una vera e propria metamorfosi di una donna che, dopo una relazione finita male, sopravvive alla nostalgia dei ricordi tirando dritto per la sua strada.

Due i punti forti della produzione firmata Dardust: lo stampo puramente pop con sfumature vicine al soul che si muove in crescendo e, soprattutto, il ritornello, strutturato benissimo con due momenti che si lasciano ricordare, una tra tutti la variazione prima della chiusura, quel “Vedi sono qui che tremo” che riassume perfettamente la più profonda intimità di un’artista effettivamente rinata e tornata con un progetto coraggioso e ambizioso. Davvero interessante.

VOTO: 8/10

AGGETTIVO: INTERESSANTE

ARTISTA: NOEMI

SINGOLO: GLICINE

ANNO: 2021

ETICHETTA: RED SAP/SONY

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