Certo non si può dire che la disco music sia invecchiata bene. Amata, disprezzata, considerata leggera e insulsa o divertente e memorabile, la disco è talmente legata a un immaginario e a un’epoca precisa da essere giudicata prima ancora di essere ascoltata.

Ed è un errore. Un grande errore. Perché così facendo ci si perde tanta grande musica.

“Bad girls” di Donna Summer è un grande album, poco da dire. Uscito a fine aprile del 1979, dopo un momento non proprio felice, il settimo disco in studio della cantante vede la stessa squadra delle meraviglie che aveva tirato fuori i grandi successi del decennio, come “Love to love you baby” e “I feel love”: Giorgio Moroder e Pete Bellotte anche in questo “Bad girls” si confermano produttori, autori e performer insieme alla Summer.

Con la disco music schiacciata sotto il peso del punk rock, che in quegli anni, affilati i coltelli, stava facendo a pezzi tutta la musica, i re e la Regina della Disco affrontano le novità col giusto piglio. Con uno spostamento lento, ma discreto, verso l’elettronica e sonorità a tratti più dure, il trio delle meraviglie fa uscire un singolo pronto per diventare un immediato classico: “Hot stuff” da subito conquista le classifiche e si candida per diventare classico immortale grazie al suo sapiente blend di riff elettronici, piglio danzereccio e ovviamente l’incredibile performance della Summer.

È solo l’abbrivio di un album doppio capace di riscrivere le regole del genere: il secondo brano – e secondo singolo, altrettanto di successo – è la title track “Bad girls” che da subito conquista il mercato.

Ma nelle quasi due ore di musica del doppio album c’è spazio per sperimentare e divertirsi. Moroder e Bellotte si scatenano tra i synth e il groove di “Love Will Always Find You” o di “Journey to the Center of Your Heart”, mentre Donna prende carta e penna e realizza interamente, ad esempio, le coinvolgenti “Dim all the lights” – che inganna nel suo incipit da ballad prima di diventare un’altra travolgente cavalcata disco, sospesa nell’interminabile vocalizzo della Summer a metà brano – e la toccante “There always be a you”, mostrandosi autrice convincente, dominatrice assoluta del lato C, prima delle divagazioni elettroniche e sperimentali del lato D (dove si avverte fortissima la mano di Moroder soprattutto in “Lucky”), che proiettano immagini dal futuro e le imprimono su disco.

“Bad girls” ha pochi punti deboli e si dimostra come uno dei grandi album della fine del decennio, a metà strada tra l’ormai classica strada della disco e le sperimentazioni musicali elettroniche di Bellotte e Moroder, sempre di più geniale nel ridisegnare i confini della musica elettronica e dance.

VOTO: 9/10

AGGETTIVO: AVVENIRISTICO

TRACKLIST

  1. Hot Stuff
  2. Bad Girls
  3. Love Will Always Find You
  4. Walk Away
  5. Dim All The Lights
  6. Journey To The Center Of Your Heart
  7. One Night In A Lifetime
  8. Can’t Get To Sleep At Night
  9. On My Honor
  10. There Will Always Be A You
  11. All Through The Night
  12. My Baby Understands
  13. Our Love by Donna Summer
  14. Lucky
  15. Sunset People

ALBUM: BAD GIRLS

ARTISTA: DONNA SUMMER

ANNO: 1979

ETICHETTA: CASABLANCA

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