Nel nuovo singolo Marco Mengoni si lascia andare in un soul di stampo stramaledettamente classico, ma che convince tutti.

CAMBIA UN UOMO| LA RECENSIONE

Accolto da un consenso unanime della stampa (specializzata e non) in fase di anteprima, è uscito il 29 ottobre scorso per Epic/Universal “Cambia un uomo“, il nuovo singolo di Marco Mengoni rilasciato dopo il banger estivo “Ma stasera“. L’euforia e l’eccitazione che ha scatenato il brano a pochi giorni prima dalla pubblicazione, ha certamente destato parecchia curiosità, facendo presagire qualcosa di veramente forte, specie dopo aver appreso del coinvolgimento di due giganti come Mace e Venerus nel ruolo di produttori.

Forse proprio grazie al nome dei due artisti si è creato un crash, un colpo di scena inaspettato. A seguito di “Venere e Marte” e del già citato “Ma stasera“, entrambi connotati da una matrice elettronica importante, ci si aspettava con la terza fatica un upgrade proprio dal punto di vista delle sonorità, una via di mezzo tra l’impronta mengoniana e quella più sperimentale-esoterica dei nostri.

Macché. “Cambia un uomo” è un classico a sfumature soul, co-scritto con Daniele Magro, orchestrato non toccando di una virgola la struttura canonica del genere e tutto incentrato sulla vocalità della cantante, molto simile per certi versi all’approccio della migliore Giorgia che performa dal vivo cover di classici statunitensi. Proprio per questo motivo, al primo ascolto si rimane oltremodo spiazzati nel sentire fondamentalmente una canzone a-temporale che suona strizzando l’occhio al gospel (la meraviglia dell’organo Hammond che recita un ruolo da protagonista vale, da sola, il prezzo del biglietto).

Passando avanti con il tempo si capisce invece il reale intento del nostro, ovvero stregare quanti più cuori possibili, facendo incetta grazie a un passaggio così concepito anche di una larga fetta di pubblico non appassionata alle sue produzioni, spesso ornate da diverse chicche interessanti, pensiamo all’intonazione da vertigine de “Tanto il resto cambia“, ai corni da guerra dopo il bridge a vuoto di “Guerriero“, o il racconto quasi spezzato de “Ti ho voluto bene veramente“.

Qui dunque non c’è davvero nulla di particolarmente nuovo, ma sta proprio qui la magia. Perché stampare un classico, così a sorpresa, convincente, arioso, impattante, è davvero tutto fuorché scontato. A suo modo, sorprendete. L’attesa adesso è tutta per “Materia (Terra)“, il nuovo disco di inediti. Cosa riserverà?

VOTO: 8/10

AGGETTIVO: CLASSICO

ARTISTA: MARCO MENGONI

SINGOLO: CAMBIA UN UOMO

ANNO: 2021

ETICHETTA: EPIC/SONY

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