Trascinato dall’incredibile “Bittersweet“, Lianne La Havas ammalia con il suo soul minimale, sposando lo stile classico con freschezza.

LIANNE LA HAVAS| LA RECENSIONE

Ricominciare ancora, direbbe Arisa. Ma in realtà quello di Lianne La Havas, cantante britannica classe 1989, è un vero e proprio nuovo inizio, ben rappresentato dalla scelta di chiamare la sua terza fatica discografica, pubblicata il 17 luglio 2020 per Warner/Nonesuch, semplicemente con il suo nome.

Ma non siamo davanti a un suono inedito, né tanto meno a un ripensamento rispetto ai lavori passati, comunque di buona fattura e, soprattutto, concepiti prendendosi tutto il tempo necessario (“Is yout love big enough” è uscito nel 2012, “Blood” invece nel 2015). Nel nuovo disco la cantante londinese si appoggia infatti sempre sulle atmosfere folk-soul, confezionando però una amalgama leggermente più minimale, con in primo piano le chitarre e la sua voce, francamente fenomenale.

La caratteristica più accattivante sta proprio nell’uso della vocalità che, incredibilmente, contemporaneamente riesce a non essere mai abusato non facendo però mai mancare la propria presenza. Il pezzo inaugurale, “Bittersweet“, rasenta in tal senso la perfezione spingendo l’intensità nel modo giusto al momento giusto, con una coda letteralmente da brividi.

L’intimità, la rottura e la relativa ripresa da una situazione sentimentale è il concept che aleggia in tutto l’album, reso in musica da quello che sembra uno stile classico ma, allo stesso tempo, freschissimo. “Please don’t make me cry” ad esempio, uno degli episodi più apprezzati dell’intero album, prende la cellula ipnotica dell’ultima Solange riproponendola in chiave calda e maledettamente avvolgente. Audace anche “Weird Fishes”, cover dei Radiohead.

La narrazione sonora portante, composta da chitarra e voce, si appoggia nella maggior parte dei casi su un unico elemento: ingredienti tipici del flamenco fanno ad esempio capolino in “Seven Times“, dei semplici clap accompagnano “Sour Flower“. Leggerissimi synth invece impreziosiscono l’atmosfera da camera invernale di “Courage, facendo emergere lo spessore artistico di una musicista che, a distanza di nove anni dal debutto, sembra avere trovato la sua dimensione producendo un istant cult da cui non si può fare altro che prendere ispirazione. Lodevole.

VOTO: 8/10

AGGETTIVO: CALIBRATO

TRACKLIST:

1. Bittersweet (full length)
2. Read My Mind
3. Green Papaya
4. Can’t Fight
5. Paper Thin
6. Out of Your Mind (interlude)
7. Weird Fishes
8. Please Don’t Make Me Cry
9. Seven Times
10. Courage
11. Sour Flower
12. Bittersweet

ARTISTA: LIANNE LA HAVAS

ALBUM: LIANNE LA HAVAS

ANNO: 2020

ETICHETTA: WARNER MUSIC

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TAG:
Album 2020 Folk Jazz Jazz Uk Lianne La Havas Radiohead soul

ultimo aggiornamento: 21-01-2021


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