Fulminacci è il volto nuovo della canzone d’autore e non ha vergogna di essere pop, né di portare una chitarra acustica a Sanremo 2021

SANTA MARINELLA | LA RECENSIONE

Avere vent’anni o poco più e presentarsi al Festival di Sanremo come “cantautore“. Scendere quegli scalini con in braccio una chitarra acustica e iniziare a cantare, senza risultare troppo pop, troppo melenso, troppo datato.

In breve, è questo che ha fatto Fulminacci con “Santa Marinella”, singolo estratto da “Tante care cose” e portato sul palco dell’Ariston nel Sanremo più assurdo di sempre, quello della pandemia 2021.

Fulminacci, nonostante la giovane età, non ha timore di affrontare il pubblico coetaneo a testa alta, smarcando di lato i cliché del pop/itpop e della trap, accollandosi il rischio di farsi chiamare “cantautore” in un momento dove, nella musica, di rischi se ne prendono pochi – per chiari motivi.

In fondo, l’accostamento è facile: romano, faccia da schiaffi e una profondità sorprendente nonostante l’età e l’eredità generazionale, Filippo Uttinacci in arte Fulminacci se ridotto ai minimi termini può essere facilmente accostato, come ampiamento fatto, a Daniele Silvestri, De Gregori, Battisti e con una punta di Lucio Dalla. Tutto vero e innegabile.

Quello che non sembra riducibile, è l’anima personale di Fulminacci, che in un brano come “Santa Marinella” emerge prepotente. Se l’eco degli altri cantautori suddetti rimane, “Santa Marinella” non l’avrebbe potuta scrivere nessuno di quei fantastici artisti. Perché Fulminacci mantiene e preserva una freschezza e un’originalità di fondo che si arricchisce della tradizione cantautorale, ma non si limita a clonarla.

Tra le eccellenze di questa Generazione Z, Fulminacci ha la grazia e la delicatezza di un racconto atipico e forse l’impudenza di scimmiottare il duo Dalla-De Gregori nel bridge di “Santa Marinella” (quasi a sembrare un duetto a tratti). Ma nell’arioso ritornello, ogni parallelismo si sbriciola e la leggera melodia agrodolce è la perfetta rappresentazione di chi è e quanto può fare di buono Fulminacci.

Pop al punto giusto, cantautorale per vocazione, malinconico e struggente di natura, Fulminacci realizza uno dei migliori brani del Festival, giusta risposta alla domanda: “ma dove son finiti i cantautori?“. Se saranno tutti come Fulminacci, il futuro è meno nero di ieri.

VOTO: 8/10

AGGETTIVO: AGRODOLCE

ARTISTA: FULMINACCI

SINGOLO: SANTA MARINELLA

ANNO: 2021

ETICHETTA: MACISTE DISCHI

Clicca qui per seguire OA PLUS su INSTAGRAM

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla PAGINA OA PLUS
Clicca qui per iscriverti al GRUPPO OA PLUS


“Amare”: l’inno trascinante de La Rappresentante Di Lista

“Màkari”: la sigla de Il Volo perfetta per il target di Rai 1