COMPILATION 1.1 | LA RECENSIONE

In questi mesi abbiamo avuto modo di parlare diverse volte dell’incredibile fenomeno del Jazz made in UK che, specialmente nella capitale Londra, sta catalizzando l’attenzione degli ascoltatori di tutto il mondo. Tra la moltitudine di artisti in questo momento in auge figura anche una giovane ragazza nata a Los Angeles ma residente a Brighton ormai da diverso tempo: Celeste, cantante che il 5 dicembre 2019 ha pubblicato il terzo EP della sua produzione, Compilation 1.1.

Il disco non è altro che una raccolta dei brani usciti nel corso dell’anno appena passato agli archivi. Un’annata decisamente sorprendente per la cantante britannica, passata alla prestigiosa corte della Polydor dove ha conquistato il cuore del mitico Michael Samuel Kiwanuka, il quale l’ha voluta fortemente per aprire i concerti del suo Tour.

Celeste si discosta leggermente da quanto si sente maggiormente in questo momento nella capitale inglese. Non ci sono suoni futuristici, produzioni iper elettroniche o commistioni di diversi generi. La sua musica è squisitamente filo retrò, che schiaccia quindi l’occhio al passato abbracciando la contemporaneità, rendendo il sound fresco ma rispettoso della tradizione. Le sette tracce di “Compilation 1.1” vanno proprio in questa direzione, oscillando tra il soul e il jazz con accenni hip hop.

Stupenda l’inaugurale “Strange“, una traccia molto sottile e malinconica che narra la perdita degli affetti dopo una disgrazia, nello specifico un incendio, dove l’artista fa riemergere ricordi angoscianti del suo passato con una voce caldissima e penetrante. In questo senso la voce di Celeste è talmente piena di colori da riservare diverse sfumature che si vanno a dipanare nei restanti sei episodi: in “Both sides of the moon” è standard classic, in “Lately” schiaccia l’occhio al divismo, in”Father’s son” è viscerale, in “Summer viaggia sull’R&B cavalcando il ritmo con il rapper Jeshi.

Ugly Troughts” è invece sensuale e drammatica, ed è l’anteprima perfetta del banger della produzione “Coco Blood, passaggio più riuscito dell’intero lavoro: introspettiva, accattivante, con un ponte tensivo irresistibile e con refrain aperto orecchiabile e immediato, la sintesi perfetta dei sei brani precedenti; un pezzo che, forse, chiude il cerchio, consegnando agli amanti del genere un nuovo astro nascente da apprezzare, in attesa del primo LP della carriera, quello che determinerà il suo futuro. È nata una stella?

VOTO: 8/10

AGGETTIVO:  IMPORTANTE

TRACKLIST:

1. Strange
2. Both sides of the moon (Feat Gotts Street Park)
3. Lately (feat Gotts Street Park)
4. Father’s Son
5. Summer (feat Jeshi)
6. Ugly Thoughts
7. Coco Blood

ALBUM: COMPILATION 1.1

ARTISTA: CELESTE

ANNO: 2019

ETICHETTA: POLYDOR

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