Un successo di stream incredibile, un tour andato sold out in pochi minuti. Blanco, in neanche un anno, ha portato la trap italiana a una nuova era.

BLU CELESTE| LA RECENSIONE

Diciamoci la verità. Il vero, grande, incredibile, colpo da Maestro segnato da Amadeus il giorno dell’annuncio dei 25 Big che parteciperanno al Festival di Sanremo 2022, è stato quello del duetto inaspettato tra Mahmood e Blanco; due artisti che, per ragioni diverse, hanno cambiato i connotati di buona parte della musica italiana.

L’autore di “Rapide” infatti, con il successo di “Soldiha aperto una vera e propria voragine, spianando la strada dopo un lavoro di fino iniziato con personalità del calibro di Tormento, Ghemon ed Ainè a un genere, il r&b e soul italiano, oggi sempre più in voga. Sulla stessa lunghezza d’onda si è mosso anche Blanco che, seguendo l’intuizione di ThaSupreme, uno dei primi a traslare in modo definitivo il flow nella melodia (cogliendo a sua volta la lezione dei “bimbi” Sfera, Izi, Rkomi, ecc.), ha portato a compimento la grande trasformazione della trap italiana, sempre più melodica, crossover e cantata in corsivo, dunque con un uso delle vocali più chiuso e particolare. La summa di questo fattore è riassumibile in “Blu Celeste“, l’album di debutto del classe 2003 pubblicato il 10 settembre 2021 per Universal e già due volte disco di platino.

Siamo davanti al classico trionfo fulmineo (il tour ha fatto piazza pulita in pochissime ore): nulla di questa produzione è infatti passato inosservato, con tutte le tracce ormai celeberrime, utilizzate un po’ ovunque, dalle radio, alle piattaforme streaming passando anche per TikTok e gli altri social. 12 passaggi oramai addirittura consumati e quasi usurati, tanto da far sembrare molto più lungo il periodo di relase: non ci si crede che siano passati solo quattro mesi.

Il motivo di tutto questo chiasso risiede in un’architettura pressoché magnetica e per certi versi devastante, in cui confluiscono due diverse anime del cantante, una più scanzonata e maliziosa (“Finché non mi seppelliscono“, attualmente in haevy rotation, sta facendo scuola in tal senso), un’altra invece più animalesca, riflessiva ed emozionale, reperibile in piccoli capolavori come l’introduttiva “Mezz’ora di sole“, la commovente title track e in “David“, tre pezzi che da soli valgono davvero il prezzo del biglietto, senza retorica.

Blanco dunque si è preso il merito di aver raccolto tutto ciò che è successo nel rap dal 2014 ad oggi, comprimendo tutte le peculiarità del caso e creando una  via che altro non è che un concentrato di stili, di sonorità, di attitude, coniugati in modo estremamente personale e a un lavoro estetico editoriale ben oculato: è iniziata una nuova era.

VOTO: 8/10

AGGETTIVO:  STORICO

TRACKLIST:

1. Mezz’ora di sole
2. Notti in bianco
3. Figli di puttana
4. Blu Celeste
5. Sai Cosa c’è
6. Paraocchi
7. Lucciole
8. Finché non mi seppelliscono
9. Pornografia (Bianco Paradiso)
10. David
11. Ladro di fiori
12. Afrodite

ARTISTA: ARISA

ALBUM: ERO ROMANTICA

ANNO: 2021

ETICHETTA: ISLAND RECORDS/UNIVERSAL MUSIC ITALIA

Clicca qui per mettere “Mi piace” a HIT NON HIT – Blog & Press

Clicca qui per seguire OA PLUS su INSTAGRAM

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla PAGINA OA PLUS

Clicca qui per iscriverti al GRUPPO OA PLUS


Ero romantica: la svolta elettroerotica di Arisa è bellissima. Ma durerà?

Discover: Zucchero non sperimenta, accontenta