Seguici su

Recensioni

Arisa,”Potevi fare di più”: l’usignolo alla ricerca del suono perduto

Pubblicato

il

Il brano presentato a Sanremo 2021, “Potevi fare di più“, è l’ennesima virata artistica di Arisa, da ormai troppo tempo protagonista di un percorso strano, tortuoso, incredibilmente poco a fuoco. Eppure tempo fa la quadra sembrava perfetta.

POTEVI FARE DI PIÙ | LA RECENSIONE

Era il 20 febbraio del 2009 quando una giovane artista chiamata Arisa trionfava al Festival Di Sanremo, categoria Nuove Proposte, con “Sincerità“: sembrava una creatura di un altro pianeta, la protagonista di una favola abitante di un mondo incantato fatto di cantilene, ninna nanne e filastrocche, come “Malamorenò“, canzone presentata in riviera tra i big l’anno successivo, o “Pace“, delizioso affresco sul sogno più bello del mondo. Una voce da usignolo per canzoni forse fin troppo caratterizzanti. Che spreco, hanno pensato in molti.

Non è quindi un caso se, tre anni dopo il debutto, con in mezzo una azzeccata partecipazione fissa a Victor Victoria, la cantante lucana si sia rimessa in gioco al Festival 2012 in una veste totalmente diversa, elegantissima, calda, raffinata. “La notte“, piccolo capolavoro contenuto in un album che è invece un grande capolavoro, “Amami“, proiettava Arisa in una nuova dimensione, anche da un punto di vista televisivo: soltanto sei mesi prima diventava infatti giudice mattatrice di X Factor, mostrando un gusto e una passione musicale senza confini accompagnando una concorrente come Antonella Lo Coco quasi alla vittoria grazie a un percorso spaziale, tra cover dei Röyksopp e degli Everything but the girl.

Una grande attitudine confermata anche nell’edizione successiva con i Frères Chaos (li ricordate? Oggi lei, Santamanu, prosegue la sua strada da cantautrice, lui è invece diventato un A&R Manager di enorme successo sotto lo pseudonimo di Falso Nueve, collaborando a strettissimo contatto con giganti come Madame): per loro la nostra puntò ancora più in alto selezionando artisti come Little Dragon, Whomadawho e xx. La loro avventura finì con l’iconica esclamazione: “Perché sei falsa Simona (Ventura) cazzo! Sì, è la verità“. Un vero e proprio sbrocco in diretta TV che però sottolineava una personalità interessantissima, fumantina, sopra le righe.

Nel 2014 la trasformazione artistica di Arisa iniziata due anni prima compie un significativo upgrade con l’album “Se vedo te“, in cui interpreta canzoni scritte appositamente da prestigiosi esponenti della scena indipendente italiana, da Angelo Trabace ad Antonio Di Martino (sublime per esempio “Quante parole che non dici“) passando per Marco Guazzone e Cristina Donà, autrice di “Lentamente“, uno dei due brani proposti la prima sera di Sanremo insieme a “Controvento“, una sorta di ritorno alle origini scritta dal fedele Giuseppe Anastasi.

Il ballottaggio (nelle edizioni 2014 e 2015 gli artisti presentavano due brani che venivano poi scelti dal pubblico tramite televoto) premierà proprio quest’ultima, tanto da portarla addirittura alla vittoria; malgrado il primo posto il comportamento dell’artista durante la conferenza stampa di rito non lasciò indifferenti gli osservatori, in quanto sembrava sinceramente (poi chiaramente si parla di impressioni) dispiaciuta di non essere riuscita a conquistare l’Ariston con l’altro brano, decisamente più sofisticato, firmato dalla cantautrice.

Da questo evento in poi il percorso della lucana cambierà incredibilmente quasi di volta in volta. Tra fortunati lavori extra musicali (ad esempio l’ottimo riscontro ottenuto nel 2015 con la co conduzione del Festival insieme a Carlo Conti ed Emma, i tanti impegni al Cinema e l’attuale impegno come Prof ad Amici) nel 2016 torna a X Factor, non lasciando però il segno come le prime due volte. Pochi mesi prima, dopo due ottimi prodotti, sforna “Guardando il cielo“, un disco non particolarmente fortunato (la cui title track è stata in gara a Sanremo 2016) incentrato sulla prima parte del suo cammino musicale.

Leggermente diverso invece il discorso per l’ultima fatica discografica pubblicata, “Una nuova Rosalba in città“, titolo simbolo di una trasformazione e del passaggio discografico in Sugar: un cambiamento però solo a metà perché, tra passaggi molto interessanti come “Gli amanti sono pazzi” o la title track, emerge comunque sempre quella Arisa scanzonata e disneyana, ben rappresentata da “Mi sento bene“, divertissement festivaliero nel 2019.

E siamo giunti, dopo una premessa molto lunga, al nuovo singolo della cantante, “Potevi fare di più“, pubblicato il 3 marzo 2021 per la propria etichetta indipendente PipShow. Siamo davanti all’ennesima virata, stavolta verso il melò: il brano in questione, scritto da Gigi D’Alessio, affronta in modo drammatico la separazione e la relativa liberazione da una relazione asfissiante, tossica.

Un argomento molto interessante per una ballata di stampo classico tuttavia salvata esclusivamente dall’interpretazione francamente magistrale della Nostra. In bocca ad altre artiste, probabilmente, la canzone si sarebbe rivelata barocca, scontata ed esageratissima. C’è una mano maschile, e si sente (non sono tutti Ivano Fossati o Enrico Ruggeri) soprattutto nel passaggio più critico del testo: “A che serve truccarmi, se nemmeno mi guardi“. Verso (scritto in assoluta buonafede, sia chiaro) che manda all’aria anni di battaglie al femminile, su quanto sia importante sentirsi bella innanzi tutto prima per se stesse e poi, eventualmente, anche per gli altri.

A questo si aggiunge un’altra capriola (da protagonista delle Fiabe a fuoriclasse elegante-impegnata, poi nuovamente dentro le Fiabe e poi di nuovo anzi no, ora esponente del melodramma pop) di una cantante eccezionale che, però, come abbiamo visto, una volta trovata (forse) la strada giusta (quella del triennio 2012-2015), ha sparigliato sempre di più le carte, generando il più delle volte confusione. Arisa quindi appare oggi come un bell’usignolo alla ricerca del suono perduto. Lewis Hamilton non guida la Matiz. Un’arista con un potenziale così grande, con una personalità così spregiudicata, tagliente, strampalata nel giusto, deve puntare più in alto. Ma non basta il talento, deve funzionare tutta la macchina. Incrociamo le dita per il futuro.

VOTO: 5/10

AGGETTIVO: MELENSO

ARTISTA: ARISA

SINGOLO: POTEVI FARE DI PIÙ

ANNO: 2021

ETICHETTA: PIPSHOW

Clicca qui per seguire OA PLUS su INSTAGRAM

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla PAGINA OA PLUS
Clicca qui per iscriverti al GRUPPO OA PLUS