CHE CANZONE SIAMO | LA RECENSIONE

È davvero interessante osservare giorno dopo giorno, pezzo dopo pezzo, il percorso di Aiello all’interno dell’industria musicale italiana. Un cammino all’antica, caratterizzato dalla vera gavetta, e da un exploit arrivato nel momento giusto, a maturità artistica già avvenuta. Perché da “Arsenico“, il brano della svolta che è riuscito a catalizzare l’attenzione di migliaia di ascoltatori trovando una spinta incredibile e genuina anche da canali inaspettati – pensiamo alle trasmissioni del Cerbero Podcast su Twitch o all’assegnazione di Mara Maionchi a Comete durante X Factor nel 2019 – tutto è cambiato. E il calabrese si è fatto trovare pronto.

La grande abilità compositiva del nostro ha infatti superato a pieni voti l’esame estivo, convincendo con il divertente e ricercato singolo “Vienimi a ballare“, accalappiando ancora più pubblico ottenendo la bellezza di dieci milioni di stream e views su Youtube. Dopo due brani-tormentoni era arrivato il momento per il cantautore di misurarsi con una ballad. Ed ecco quindi “Che canzone siamo“, pubblicata il 16 ottobre per RCA/Sony Music.

Un episodio che rappresenta un tassello fondamentale delle carriera di Aiello, quello della consacrazione. Perché, finalmente, dopo tanti anni, l’Italia ha trovato un artista nuovo, profondamente e sfacciatamente pop, dalla tessitura vocale particolare, unica e soprattutto riconoscibile.

La passionalità regna anche qui sovrana, incontrandosi però con sfumature prettamente urban dal sapore nostalgico, cucite da Iacopo Sinigaglia e Alessandro Forte, perfette per la stagione autunnale; l’arrangiamento non è più quello corposo del banger precedente; ma è minimale, delicatissimo e a totale servizio delle armonie del cantante, che disegna in musica la fine di una relazione combattuta dopo una lunga riflessione. “Cosa siamo, adesso”, “che canzone siamo“?. Delizioso l’outro, impreziosito da una chicca destinata a entrare nella cultura pop degli aforismi dei nostri tempi: “Incontrarsi è stata una fortuna esattamente come perdersi, perderti“.

Tra modernità e attento riferimento alla tradizione, il cantante cosentino sfodera dunque l’asso della manica, dimostrando di non essere solo il ritornello di “Arsenico” (“C’è dolore dentro me“) o di “Vienimi a ballare” (“Amore portami a bere, tequila sale e limone“) ma un artista concreto, solido e con un’idea ben precisa. Era dai tempi degli anni d’oro di Marco Mengoni che non si ascoltava una roba così nel panorama mainstream italico. Ottimo.

VOTO: 8/10

AGGETTIVO: GIUSTO

https://www.instagram.com/p/CGYAcNEDdrl/

TESTO

Incontrarsi è stata una fortuna esattamente
come perdersi, come perderti
maledetta Roma
e le canzoni della notte
nelle macchine
non accenderla
se poi è l’ultima

Non mi hai detto che canzone siamo
e adesso non so scordarti
che qualsiasi musica alla radio
sembra quella nostra giusta
per scappare al mare
per svegliarsi assieme
e fare l’amore
e mangiare bene

Ho trovato cicatrici
sotto il letto che piangevano
le ho lasciate lì
non le trovo più
ho incontrato la vicina che ti odiava
e mi ha sorriso un po’
come a dire che
fortuna che non c’è

Non mi hai detto che canzone siamo
e adesso non so scordarti
che qualsiasi musica alla radio
sembra quella nostra giusta
non mi hai detto che indirizzo siamo
e adesso non so trovarti
che qualsiasi bici, moto e auto
sembrano portarmi a te
per scappare al mare
per dormire insieme
e fare l’amore
e mangiare bene

Incontrarsi è stata una fortuna esattamente
come perdersi
come perderti

ARTISTA: AIELLO

SINGOLO: CHE CANZONE SIAMO

ANNO: 2020

ETICHETTA:  RCA/SONY MUSIC

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