L’ennesima trasformazione, l’ennesimo cambio di programma, l’ennesimo prodotto estetico. Ma non sarà troppo?

1921 – ACHILLE LAURO & THE UNTOUCHABLE BAND | LA RECENSIONE

Ci son cascato di nuovo“. Pronunciando questa frase, subito dopo l’intro de “Me ne frego“, Achille Lauro nel Sanremo pre pandemico si toglie le sue vesti, rigorosamente firmate Gucci, apparendo con una mise dorata. La citazione è colta, un omaggio a Giotto e alle storie di San Francesco della Basilica superiore di Assisi. L’italia non ci farà caso. Lauro, in pochi istanti, è già un meme, e lo sarà per le successive quattro serate interpretando David Bowie, la Marchesa Luisa Casati Stampa ed Elisabetta I Tudor; l’estetica, in quel caso, ha superato di gran lunga il brano, certamente, diciamocelo, non il più irresistibile del suo repertorio.

A seguito del successo sanremese e della firma con Elektra Records e Warner Music Italy, quasi d’improvviso, arriva un annuncio dell’artista, proprio venti giorni dalla relase del successo estivo “Bam Bam twist“: “Sto lavorando a due nuovi album. Con il primo ci divertiremo, con il successivo cambieremo la musica italiana“. Il caso iniziale fa riferimento a “1990“, il progetto improntato sulla reinterpretazione dei successi della musica dance made in 90’s; un disco in realtà con più fumo che arrosto, ornato solo da una traccia davvero interessante, la monumentale “I wanne be an illusion“, dove su un beat potentissimo firmato da Benny Benassi Achille torna ad essere quello di un tempo, l’illusionista della parola abilissimo nel fare evocare determinate sensazioni all’ascoltatore. A seguito del nuovo lavoro però niente rivoluzione. Ma un altro divertissement: “1920 – Achille Lauro & The Untouchable Band“, il capitolo finale (forse) della trilogia temporale iniziata con “1969” – la fatica discografica della consacrazione post “Rolls Royce” – pubblicato il 4 dicembre 2020.

Una nuova trasformazione quindi, l’ennesima dopo essere passato dal rap alla trap, poi al samba trap, al pop rock, alla dance. La nuova frontiera di Lauro è il Jazz, o meglio dire il big Jazz, quello da charleston e da orchestra swing che spopolava, appunto negli anni Venti. Ma è solo un Jazz pretestuoso per il musicista che, a questo giro, si muove tra Buscaglione e Carosone, rigorosamente in bianco e nero; ma attenzione: non è il bianco e nero tormentato e sofferente de “L’uomo che non c’era di Joel ed Ethan Coen (Achille sarebbe stato un Ed Crane perfetto), ma quello puramente estetico da campagna pubblicitaria di Dazed & Confused.

Negli otto brani, tra inediti, cover e alcune reinterpretazioni il jazz è soltanto un sottofondo gigione, utile per mettere in luce l’ennesimo presunto colpo di genio del cantante romano; sì perché malgrado l’inizio promettente de “My funny Valentine“, uno spoken word efficace su un’atmosfera lenta e soffusa impreziosita da un solo di sax, il tutto viene mandato in overline già dalla spumeggiante “Chicago“, cospargendo qui e lì arrangiamenti iper standard da musical con innesti furbetti, tra cui spiccano un piccolo tributo al film Diseny “Gli Aristogatti” presente in “Bvlgari Black Swing” (con Gemitaiz e Izi) e il duetto con Gigi D’Alessio in “Tu vuo’ fa’ l’americano“, capitoli che sembrano anticipare il vero piatto forte del disco, la radiofonica cover natalizia di “Jingle Bell Rock interpretata con Annalisa.

Il progetto editoriale nel suo insieme è accattivante e vincente come sempre, ma la sostanza, il contenuto, malgrado comunque un ascolto scorrevole e che ti strappa qualche risata, è sempre più ripetitivo e sempre menu irruento, e si percepisce particolarmente nelle tre canzoni di nuova concezione, la citata “Chicago“, “Pessima” e “Piccola Sophie“, che sarebbero calzate perfettamente anche in altri tipi di sonorità già collaudate. Achille, dopo “1990“, c’è cascato di nuovo. Ma il pubblico, alla lunga, potrebbe non cascarci più. Occhio.

VOTO: 5/10

AGGETTIVO:  ESTETICO

TRACKLIST:

1. My Funny Valentine
2. Chicago
3. Pessima
4. Tu vuo’ fa’ l’americano (feat. Gigi D’Alessio)
5. Cadillac 1920
6. Bvlgari Black Swing (feat. Gemitaiz, Izi)
7. Piccola Sophie
8. Jingle Bell Rock

ARTISTA: ACHILLE LAURO

ALBUM: ACHILLE LAURO & THE UNTOUCHABLE BAND

ANNO: 2020

ETICHETTA: ELEKTRA RECORDS/WARNER MUSIC ITALIA

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