Passati 3 anni dall’ultima fatica con Fedez (qui pesantemente dissato), torna J Ax con il pop rap da alta classifica e… non ci delude, ma nemmeno ci esalta

Presentare decentemente J Ax richiederebbe un articolo a se stante. Producer, rapper, cantautore, padre padrone degli Articolo 31 e sodale di Fedez fino a poco tempo fa, il nostro ha 30 anni di onorata carriera alle spalle. Un veterano ormai pienamente inserito nel mainstream italiano, da cui non ci si attende nulla se non la stessa minestra rifatta sempre uguale. Invece…

Invece l’album qualcosa da dire di nuovo ce l’ha, anche se è più uno sfogo di rancori lavorativi e personali che un’inedita visione artistico/sociale. “Mainstream” è un evidente (e feroce) dissing a Fedez, visto come un rapper ormai fallito e perso nella sua stronzaggine da VIP di Instagram. La base è un vecchio Articolo 31 di discreta fattura, niente di eccezionale ma l’effetto vintage per paradosso la fa quasi suonare attuale.

Una canzone estiva a Gennaio? L’idea per quanto demenziale funziona. Singolo che fa ascolti sfracelo (grazie all’heavy rotation radiofonica) “La mia hit” è una canzone telefonatissima in cui l’equiparazione fra donna e musica arriva a livelli di virtuosismo metaforico… molto bassi. Brano ultra pop che sfotte con non troppa irriveranza metà mainstream italiano, il feat con Pezzali aumenta l’aura vintage dell’operazione esaltando il nostalgismo over 50.

Se “La mia hit” ha dalla sua almeno una trovata marketing, “Ostia lido” è il classico tormentone estivo un pò latino, un pò raggaetton, un po’ pop con cantato rap fatto per sbancare Youtube e Spotify e poi scivolare nel dimenticatoio dopo 4 mesi. Brano di un’ignoranza abissale, dal testo interessante come una lezione di neuropsicologia tenuta dalla Ferragni, qui J Ax raschia il fondo della sua creatività. Il pubblico apprezza entusiasta, e va bene così.

Brano più intimista anche se non scende nella vera propria ballad, “Tutto tua madre” racconta i problemi nel concepire un figlio, le attese, le angoscie, e le paure collegate a questo evento. Stranamente un paese di tradizione cattolica e familista fino al midollo come l’Italia ha prodotto pochi brani come questo, quindi onore al merito a J Ax per aver proposto la sua esperienza. Nulla di eccezionale, però il brano funziona e da’ voce ad una serie di problematiche reali. Il ruolo del rap in fondo è questo.

Passiamo dunque all’annosa questione feat. Ce ne sono talmente tanti che alla fine nessuno risulta veramente riuscito. Il più gusto del lotto è “Supercalifragi” con base di Tagaki e Ketra e voce di Annalisa, un brano tendente all’indie pop. Più che discreta è “Pericoloso” con Chadia Rodriguez: base vagamente trap con testo sugli eterni conflitti fra uomo e donna. Il resto si assestano tutti sulla sufficienza, senza picchi né cadute di stile evidenti.

In definitiva un album più che discreto, fatto per piacere tanto ai fan hardcore degli Articolo 31 quanto all’ascoltatore occasionale pop. E’ mainstream duro e puro, leccatissimo e studiatissimo, nazionalpopolare fino al midollo ma nel contempo non becero. Dategli un’ascoltata per capire cos’è nel 2020 in Italia il pop rap.

VOTO: 6,5/10

AGGETTIVO: RUFFIANO

TRACKLIST

  1. Mainstream (la scala sociale del rap) – 3:26
  2. Supecalifragili (feat. Annalisa e Luca Di Stefano) – 2:50
  3. Quando piove, diluvia – 3:42
  4. Beretta (feat. Boomdabash) – 3:31
  5. Pericoloso (feat. Chadia Rodriguez) – 3:40
  6. La mia hit (feat. Max Pezzali) – 3:32
  7. Siamesi (feat. Paola Turci) – 3:29
  8. Reale – 3:42
  9. Cristoforo Colombo (feat. Sergio Sylvestre) – 3:28
  10. Fiesta! (feat. Il Cile) – 2:57
  11. Cuore a lato (feat. Enrico Ruggeri) – 3:23
  12. Per sempre nell’83 (feat. Il Pagante) – 3:17
  13. RedNeck (feat. Jake La Furia) – 3:38
  14. Il terzo spritz – 2:51
  15. Sarò scemo – 2:38
  16. A me mi – 3:26
  17. Ostia Lido – 2:52
  18. Tutto tua madre – 3:46

ALBUM: REALE

ARTISTA: J AX

ANNO: 2020

ETICHETTA: SONY

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