Ecco i controversi vincitori delle Targhe Tenco 2022, la musica d’autore esiste ancora?

Stando alle notizie riportate dalle principali testate i vincitori delle Targhe Tenco 2022 sono “Noi, loro, gli altri” di Marracash (Miglior Album in assoluto), “Camouflage” di Ditonellapiaga (Opera Prima), “Petali” di Simona Molinari (Interprete), “O forse sei tu” scritta da Elisa Toffoli e Davide Petrella (Canzone singola), “Jastemma” degli ‘A67 (Album in dialetto) e il progetto“The Gathering” prodotto da Ferdinando Arnò (Album collettivo a progetto).

Per un Premio che si dichiara come garante della qualità e della musica d’autore c’è da sorprendersi oggi a leggere i nomi di alcuni dei vincitori e verrebbe da chiedersi se la musica d’autore è davvero morta o semplicemente non è più tra i gusti dei vari pseudo giornalisti votanti che anziché valorizzare artisti e opere d’arte musicali di qualità si soffermano su nomi inflazionati, presi dalle classifiche di Spotify, in nome del rinnovamento e di un’apparente modernità che forse sta celebrando il funerale della musica d’autore.

Se scorriamo i vincitori di quasi quarant’anni di Premio c’è da rabbrividire a vedere dopo i vari De André, Fossati, De Gregori, Battiato, Capossela, Fabi, Bersani il nome di Marracash, colui che scrive: “Gioielli e fama, Vuitton e Prada / Non contan nada se tu non sei con me  oppure “Da Assago a Niguarda / La strada mi guarda”.. e non è un problema di rap, è palese che ci sono rapper molto più d’autore (vedi Rancore, Murubutu o Anastasio). I tempi cambiano ma anziché farsi travolge dalle mode passeggere non sarebbe più interessante andare a scovare gli artisti che realmente stanno innovando la canzone d’autore senza cadere in retorica e banalità e magari lontani dai fari dei media?

Persino lo sdolcinato brano sanremese di Elisa, premiato come miglior canzone, fa storcere il naso se si paragona a brani di spessore come “Caruso”, “Povera patria”, “La domenica delle salme”, “La verità”… e se si pensa che persino a Sanremo 2022 a vincere il Premio della Critica “Mia Martini” è stato Massimo Ranieri con un brano di ben altro calibro.

E se il miglior debutto è quello di Ditonellapiaga allora è proprio vero che il problema è chi vota e lo fa senza approfondire, senza interessarsi né appassionarsi. Negli ultimi anni sono stati scelti artisti al loro debutto che anche in contesti diversi da quello della canzone melodica avevano comunque una certa originalità o unicità, vedi Le luci della centrale elettrica, Colapesce, Appino, Motta, Fulminacci ma anche la stessa Madame (vincitrice lo scorso anno di ben due targhe) e quindi è Ditonellapiaga il talento su cui puntare per il futuro della musica d’autore? Sfiderei i votanti a motivare questo loro voto con una recensione dell’album in questione.

Anche sulla Targa Tenco per l’album in dialetto ci sarebbe da dire qualcosa, non tanto sulla band vincitrice ma sul fatto che di sicuro molti artisti poco noti non sono stati neanche presi in considerazione nonostante la validità delle loro proposte dialettali.

Per fortuna il morale viene tirato su dalla Targa Tengo al miglior album di interprete e qui finalmente viene premiata Simona Molinari, riconoscimento dovuto dopo anni di ottima musica.

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Grafica a cura di: ANDREA BUTERA


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