Oggi, 3 novembre, è il giorno di nascita di diversi artisti italiani fortemente legati alla città d’appartenenza: Bologna, Napoli, Roma. Tre città tra le più importanti dello Stivale, rappresentate da tre fiori all’occhiello della cultura popolare nostrana: il cineasta bolognese, la cantante popolare napoletana e l’attrice simbolo di Roma.

Pupi Avati, nato a Bologna nel 1938, è uno dei registi più apprezzati del cinema italiano. Decide di dedicarsi al cinema dopo la visione di “8½” di Federico Fellini (di cui diventa amico), collabora alla sceneggiatura di Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini ed esordisce dirigendo film grotteschi e thriller dando origine con “La finestra delle case che ridono” del 1976 al genere gotico padano, ma i thriller cult si alternano a film storici (“I cavalieri che fecero l’impresa“), commedie e film drammatici sentimentali come “Il cuore altrove”, “La seconda notte di nozze” (con Katia Ricciarelli), “Il papà di Giovanna”, “Il cuore grande delle ragazze” (con un inedito Cesare Cremonini). In realtà prima di diventare regista muove i primi passi come clarinettista jazz nella Doctor Dixie Jazz band fino a quando entra nella band un giovanissimo musicista dalla grande passione, Lucio Dalla, che gli ruba letteralmente il posto, ma con cui nascerà una bellissima amicizia e una proficua collaborazione, Dalla infatti scriverà alcune colonne sonore per Avati.

 

Teresa De Sio, nasce a Napoli nel 1952. Esordisce con Eugenio Bennato e i MusicaNova nel mondo del folk e della tradizione popolare napoletana. Nel 1980 il suo debutto da solista con “Sulla terra sulla luna” ma il successo arriva nel 1982 con “Voglia ‘e torna” e “Aumm a umm”, due canzoni che segnano la carriera della cantante. Arrivano collaborazioni con Brian Eno (per gli album “Africana” e “Sindarella suite“), Ivano Fossati (“La volpe“), il mitico Matteo Salvatore, ma che Fabrizio De Andrè, Roberto Vecchioni. Nel 2009 esce per Einaudi il suo primo romanzo “Metti Il Diavolo A Ballare” che vince il premio Rapallo Carige come migliore opera prima, nello stesso anno pubblica anche l’album “Puro desiderio” (che contiene anche un duetto con Ghemon), che segue il precedente disco dedicato interamente alle canzoni di Pino Daniele (“Teresa canta Pino” del 2017).

 

Monica Vitti, vero nome Maria Luisa Ceciarelli, nata a Roma nel 1931, è il volto simbolo del cinema d’autore italiano (eterne le sue interpretazioni nella “tetralogia dell’incomunicabilità” di Michelangelo Antonioni) ma anche mattatrice della commedia all’italiana (“Polvere di stelle”, “Ninì Tirabusciò, la donna che inventò la mossa”, “La ragazza con la pistola”, “Dramma della gelosia, tutti i particolari in cronaca”, “L’anatra all’arancia”, “Amori miei”) insieme ad Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman e Nino Manfredi. E’ una delle poche attrici italiane a passare da alto e colto a popolare e ironico con enorme disinvoltura ed immensa bravura.

 

Nella playlist AVATI/DE SIO/VITTI: 3 novembre alcune colonne sonore (firmate da Riz Ortolani, Armando Trovajoli e Raphael Gualazzi), le canzoni e i duetti di Teresa De Sio (anche con Mauro Pagani e gli Yo Yo Mundi) , qualche incursione nel jazz (con Dalla e la Doctor Dixie Jazz Band), la voce pazzesca della Vitti, sia in versione cantante (“Mando Hawaii“, “Se tu mi lasceresti” con Marcello Mastroianni), sia come voce recitante (per le poesie di Papa Giovanni Paolo II) e infine ci sono alcune canzoni e composizioni a lei dedicate (dei Cado nello specchio, La Batteria e Roy Montgomery). Buon ascolto!

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