Playlist Cover ZERO 70. Grafica a cura di Andrea Butera

Renato Fiacchini, nato a Roma, il 30 settembre del 1950, è diventato Renato Zero anche grazie ai tanti detrattori che durante i suoi esordi nei locali romani lo definivano come uno “zero”, una nullità.

Tra compagnie di ballo, caroselli e apparizioni in film importanti come “Satyricon” e “Casanova” di Federico Fellini, inizia la costruzione del suo personaggio, che tra beat e glam rock si sfa strada con originalità e provocazioni. Arrivano canzoni memorabili come “Mi vendo”, “Il cielo”, “Triangolo” ed è solo l’inizio di una lunghissima carriera, apprezzata da un pubblico sempre fedele e appassionato, composto dai suoi “sorcini” (a cui dedica il brano “I figli della topa”).

Un funambolo in costante equilibrio tra persona e personaggio, tra maschera e attore, tra ruoli inventati e interpretazioni autentiche, a volte protagonista a volte sceneggiatore, altre volte narratore e raccontastorie, ma anche servo di scena e regista di messe in scena audaci e sorprendenti. Capace di salti mortali nel vuoto, dolci carezze e dissacrante ironia in un continuo gioco delle parti costruito ad arte, tra finzione e realtà (“La favola mia”, “Manichini”, “Talento”, “Niente trucco stasera”), tra clownerie e divismo (“Il principe dell’eccentricità”, “Zero il folle”), tra pazzia, scrupolosità e maniacale cura dei dettagli.

Nelle sue canzoni c’è sempre un’attenzione meticolosa per gli arrangiamenti orchestrali (“O si suona o si muore”, “Putti & Cherubini SPA”, “D’aria e di musica”, “Infiniti treni”, “O Dino o Sauro”, “Marciapiedi”, “Pura luce”, “Figli della guerra”, “Il pelo sul cuore”, “Donna, donna, donna”, “La stazione”, “Uomo, no”), un autobiografico racconto intimista che si fa specchio della società (“Gli anni miei raccontano”, “Angeli”, “Periferia”, L’impossibile vivere”, “Vivi tu”, “Nel fondo di un amore”, “Il maestro”, “Calendario”, “Inventi”, “Qualcuno mi renda l’anima”, “Padre nostro”, “Vivo”, “Via dei Martiri”), coadiuvato dai suoi storici collaboratori come Maurizio Fabrizio, Vincenzo Incenzo, Danilo Madonia, ma anche da colleghi celebri come Franco Califano e Dario Baldan Bembo (“Fine favola”).

Ha sempre osato nelle tematiche e negli approcci: talvolta giocosi e sarcastici (“Naturalmente strano”, “Regina”, “Baratto”, “Metro”, “Onda gay” oltre alle note “Triangolo”, “Mi vendo”), altre volte delicati (“Metti le ali”) ma anche drammatici (“Tragico samba”, “Spalle al muro”, “Sogni nel buio”). Ha scritto canzoni per omaggiare importanti artisti scomparsi, come “Ciao Stefania” per Stefania Rotolo, “L’aquilone Piero” per Piero Ciampi, “Casal de’ pazzi” ispirata a Pier Paolo Pasolini e “Lu” per Lucio Dalla, e ha regalato le sue composizione a colleghi e amici: per Alex Baroni ha scritto “E il cielo mi prese con sè”, per Ornella Vanoni “La vita che mi merito”, per Mina “Che fatica”, per Al Bano “Nel perdono”, per Anna Tatangelo “Anna”, per Luisa Corna “L’ultima luna”, per Marcella Bella “La regina del silenzio” e per la sorella Loredana Bertè “Deliri a 45 giri”.

PLAYLIST | ZERO 70

Nella playlist ZERO 70 oltre alle canzoni già citate, trovano spazio i duetti con Sal Da Vinci (“Singoli”), Gerardina Trovato (“E già”) e Ivan Graziani (“La nutella di tua sorella”), le reinterpretazioni di Tosca (“Il carrozzone”), Fiorella Mannoia (“Cercami”), Laura Pausini (“Nei giardini che nessuno sa”), Michele Zarrillo (“Sesso o esse”), Mina (“Profumi, balocchi e maritozzi” contenuta nell’album “N°0” interamente dedicato a Renato) e Mango (“I migliori anni della nostra vita”) e la cover di “L’istrione” di Charles Aznavour (“Le cabotin”). Buon ascolto!

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