Oggi, 12 ottobre festeggiamo due nomi importanti per l’arte musicale italiana, entrambi rappresentanti del fermento culturale di una regione virtuosa come l’Emilia-Romagna, pur in ambiti molto differenti.

Da una parte Luca Carboni, un cantautore “anomalo” con un’impronta vocale unica e riconoscibile e una modalità di scrittura che l’ha consacrato tra i maggiori cantautori pop degli ultimi 30 anni, dall’altra Luciano Pavarotti, un simbolo italiano nel mondo, che con il suo timbro cristallino ha cambiato la storia dell’opera lirica anticipando un’apertura e una voglia o necessità di contaminazione con l’ambiente mainstream.

LUCA CARBONI

Luca Carboni nasce a Bologna nel 1962 ed esordisce nel pieno del fermento punk-new wave della Bologna anni’80. Grazie all’incontro con Gaetano Curreri e alla sua amicizia con Ron e Lucio Dalla, Luca realizza il suo primo album solista nel 1984 “…intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film”, si susseguono partecipazioni (e vittorie) al Festivalbar, tour di successo e poi arrivano nel 1992 “Ci vuole un fisico bestiale” e “Mare mare”. 

Dopo i grandi tormentoni seguono album più minimalisti e “impegnati” che contengono canzoni significative come “Mi ami davvero”, “Colori”, “Pregare per il mondo”, “Le ragazze”, “La mia ragazza”, “Settembre” fino alla hit con Fabri Fibra (“Fisico & politico”) e alla svolta elettropop con gli album “Pop-up” e “Sputnik” che vedono la collaborazione di Dario Faini (Dardust), Calcutta, Colapesce, Giorgio Poi, Tommaso Paradiso, Gazzelle e degli autori Alessandro Raina, Federica Camba, Daniele Coro.

PLAYLIST | CARBONI 58

Nella playlist CARBONI 58 oltre alle canzoni più famose e a quelle già citate si trovano collaborazioni con Alice (“Farfallina” e “Da lontano”), Tiziano Ferro (“Persone silenziose” e “Pensieri al tramonto”), Jovanotti (“L’elemento umano”, “Vedo risorgere il sole”), Elisa (“Vieni a vivere con me”), i Perturbazione (“I baci vietati”), Giorgio Poi (“Prima di partire”), Lo Stato Sociale (“Facile“), Ron (“Quale allegria” di Dalla), Mara Redeghieri (“Uomo nero”), Luca Barbarossa (“Ho visto anche degli zingari felici” di Claudio Lolli), Jake La Furia (“Fuori da qui”), Samuele Bersani (“Canzone” di Dalla), Mario Lavezzi, Mango e Laura Valente (“Bianche raffiche di vita”), Boosta (“Come la neve”), le canzoni scritte per Paola Turci, Biagio Antonacci, Michele Bravi, Marco Mengoni e Stadio, la versione di “Inno nazionale” realizzata da Teresa De Sio e le cover di “L’avvelenata” di Francesco Guccini, “Falco a metà” con Gianluca Grignani e “Imparare dal vento” con Tiromancino.

LUCIANO PAVAROTTI

Luciano Pavarotti, nato nel 1935 a Modena è senza dubbio uno dei maggiori tenori di tutti i tempi, con la sua tecnica ma soprattutto con la sua immensa dote vocale ha celebrato il Belcanto italiano in tutto il mondo. 

Dalla consacrazione al Teatro Municipale di Reggio Emilia ai ruoli al fianco di Mirella Freni al Teatro Alla Scala sotto la direzione di Herbert von Karajan e di Claudio Abbado, sono molte le opere da lui interpretate con passione ed intensità, da “L’elisir d’amore” di Donizetti, al “Rigoletto” di Verdi, passando per “I puritani” di Bellini e ovviamente “La Bohème” di Puccini, opera con cui conquista l’America nel 1968. Ed è proprio all’American Opera House che ottiene un record ancora imbattuto, quando in occasione dell’opera “La Fille du Régiment” di Donizetti esegue nove do acuti, a voce piena, in maniera del tutto naturale nell’aria “Ah, mes amis”, ricevendo una standing ovation senza precedenti che lo chiama al sipario per ben 17 volte.

Arriva poi nell’estate del 1990 l’evento che sancisce la nascita de I tre tenori con Placido Domingo e José Carreras e dal 1992 al 2003 gli show benefici del Pavarotti & Friends: lirica, pop, rock, soul s’incontrano per la primissima volta, sperimentazioni quasi avanguardistiche se si pensa alle tantissime collaborazione che ne seguirono.

PLAYLIST | PAVAROTTI 85

Nella playlist PAVAROTTI 85 oltre alle arie più incantevoli della lirica (“Nessun dorma”, “Di quella pira”, “Una furtiva lagrima”, “E lucevan le stelle”, “La donna è mobile”, “Che gelida manina”) spazio a canzoni popolari (“Voglio vivere così”, “Mamma”, “Vivere”, “Malìa”), romanze (“L’alba separa dalla luce l’ombra”, “Mattinata”, “Malinconia, ninfa gentile”, “Aprile”, “Luna d’estate”, “Nebbie”, “Nevicata”, “Vaga luna che inargenti”), classici italiani (“Rondine al nido”, “La strada nel bosco”, “Dimmi tu primavera”, “Cantate con me”) e napoletani (“Torna a Surriento”, “‘O sole mio”, “Era de maggio”, “Fenesta vascia”, “Voce ‘e notte”, “Notte ‘e piscatore”), alle interpretazioni dell “Ave Maria” di Gounod, di “Caruso” di Lucio Dalla, “Un amore così grande” (celebre per la versione di Claudio Villa), “Miserere” con Zucchero e Bono Vox, “Perfect day” con Lou Reed, “My Way” con Frank Sinatra, altri duetti con Celine Dion, Joe Cocker, Elton John e l’immancabile “Buongiorno a te”. Buon ascolto!

 

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