Oggi, 7 novembre, festeggiamo una delle capostipiti del cantautorato al femminile, forse la cantautrice più prolifica e più importante del panorama mondiale: Joni Mitchell. Con la sua voce celestiale, la sua delicatezza e le sue canzoni sofisticate ha portato un punto di vista unico nel mondo del folk e non solo.

Nata a Fort Macleod, ma cresciuta nella piccola cittadina di Saskatoon, in Canada, si avvicina sin da piccola alla musica classica, ascoltando Schubert e Mozart ma il suo vero talento sembra essere la pittura. Con un ukulele comincia a suonare alle feste e in qualche locale di Saskatoon. Porta la sua musica a Toronto dove incontra Neil Young e Leonard Cohen, ancora sconosciuti, nei tanti coffee house che diventano il fulcro del movimento folk. Dopo un’esperienza in duo (Joni e Chuck Mitchell), nell’estate del 1966 si esibisce al Newport Folk Festival ottenendo un’inaspettata standing ovation.

Fa il suo vero ingresso nel mondo della musica nel dicembre 1968 quando Judy Collins incide la sua “Both Sides Now” che diventa una hit. Arrivano così i primi incassi e i primi riconoscimenti, tra cui un un Grammy per la Miglior performance folk del 1969 per l’album “Clouds”, a cui fanno seguito l’album Ladies of the Canyon” (che contiene brani manifesto come “Woodstock”, “Big Yellow Taxi” e “The Circle Game”) e il clamoroso successo di “Blue” con cui si distacca dalla figura della cantante hippie a favore di una maggiore maturità e indipendenza.

Ma da amante della musica senza distinzioni o pregiudizi, non si ferma ad un solo ambito, esplora anche il mondo del pop (“For the roses“), il blues, l’elettronica, fino all’amore per il jazz: collabora con un giovane Jaco Patorius (“Hejira“), con l’immenso Charles Mingus ma anche con Herbie Hancock, Pat Metheny, Michael Brecker.

Sul finire degli anni ’90 i rapporti con lo show business si incrinano e la cantautrice arriva alla decisione di abbandonare la musica: “Voglio concentrarmi sulla pittura: ultimamente sento che non ho più molto tempo, e mentre ho assecondato le mie ambizioni musicali in modo soddisfacente, per la pittura ho ancora molto da esplorare. Del resto, il mondo della musica mi sta mettendo da parte, mi sta scomunicando. Vedere il meglio di ciò che ho fatto relegato in un angolo buio non mi lascia molte speranze per la cultura”. Ma nel 2007 esce un album di inediti da titolo “Shine” che ancora una volta testimonia l’amore di Joni per la musica e il suo smisurato talento.

PLAYLIST | MITCHEL 77

Nella playlist MICTHELL 77 spazio ai suoi immensi capolavori (“A case of you”, “Blue”, “Both side now”, “River”), a brani meno noti che andrebbero riscoperti (“I think I understand”, “Not to blame”, “The fiddle and the drum”, “Blonde in the bleachers”,…), alle collaborazioni con Joan Baez (“Dida“) e Herbie Hancock (“The tea leaf prophecy“), ai tributi a lei dedicati da illustri colleghi come James Taylor (“Woodstock“), Neil Diamond (“Chelsea morning“), Diana Krall (“Amelia“), K.D.Lang (“Help me“), Rufus Wainwright (“All I want“), Cat Power (“Blue“), Annie Lennox (“Ladies of the Canyon“), Counting Crows (“Big yellow taxi“), Glen Hansard (“Coyote“), James Blake (“A case of you”) e alcune incantevoli interpretazioni live. Buon ascolto!

 

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compleanni di novembre compleanno Joni Mitchell Playlist

ultimo aggiornamento: 07-11-2020


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