Guglielmo Lai è un cantautore salentino, di 27 anni, “dolcemente irriverente” e dalla personalità marcatamente “guglielmesca” come ama definirsi lui stesso, che porta nelle sue canzoni semplicità melodica e grande curiosità nell’indagare i mezzi di espressione del linguaggio musicale.

Un cantautore trasparente che mette la sua grande perizia artistica al servizio di una scrittura che è sempre rivolta a sensazioni sonore e di contenuti in cui si possano rispecchiare i giovani ed anche chi giovane già lo è stato, in una chiave di lettura semplice e diretta. Frontman della sua band con cui fin dagli anni giovanili ha suonato live in Salento, Guglielmo è artista “sui generis” che rifugge dall’apparire per focalizzarsi su sé stesso e le sue storie fatte di sensazioni, oggetti e/o situazioni scolpiti come marmo, in cui lui, ragazzo che canta, diventa il ragazzo in cui tantissimi ritroveranno il filo conduttore delle loro vite.

“Io, te e la panchina” riprende una scena che ogni ragazzo ha vissuto con i suoi primi appuntamenti sentimentali nell’incanto dell’incontro, quando bastava sedersi e parlare su una panchina per essere iniziati al grande mistero dell’amore come ancora avviene in tantissimi paesini della nostra Italia.

Il singolo, entrato nell’OA Plus Italian Chart, la week parade delle migliori uscite discografiche nostrane segnalata anche dal sito del MEI, è stato pubblicato dalla label Sonos Music Records di Maffucci Music il 30 aprile 2021.

Questa canzone, accompagnata da un videoclip girato in Piazza Pisanelli a Tricase, riprende da dove Guglielmo ci aveva lasciati con il suo primo brano “Questi tempi qua” in cui cantava “Di questi tempi qua la serenità c’è chi non c’è l’ha, e c’è chi mai l’avra la felicità, l’umore ballerino salta e gioca, per un attimo torno bambino e la creatività che viene e se ne va, nella creatività ascolto la mia anima”. Questa è la visione musicale di Guglielmo Lai in cui si ribalta la prospettiva del fare musica: per lui infatti, un messaggio inteso come canzone, rischia di essere fuorviante come concetto a sé stante senza l’individualità ed il sapore della creatività che è necessaria nel voler rendere magica un’emozione, cristallizzando momenti di vita quotidiana nella creazione, come se fosse una fotografia di un attimo che ognuno ha vissuto.

BIOGRAFIA

Guglielmo si presenta così:

Mi chiamo Guglielmo Lai, classe ’94, nato e cresciuto a Tricase, un piccolo paese nel Salento.
A 15 anni ho scritto la mia prima canzone e da quel giorno non mi sono più fermato. Scrivevo quasi di nascosto, non sapevo come condividere con gli altri questa mia passione nascente. Ricordo 2 quadernoni pieni zeppi di rime, le parole fuoriuscivano velocizzime dalla mia penna, l’effetto era quello di una valanga che non vedeva l’ora di arrivare a valle; anche se i pensieri erano un po’ arruffati e non conoscevo nemmeno la regola delle “16 barre”.
Poi un giorno, a 17 anni, mi decisi a incidere. Incalzava la moda dei rapper e io ne contattai uno, un certo Frank Scippo che aveva un home studio nel paese accanto al mio. Ricordo che citofonai e mi aprì la porta un ragazzo della mia età, energico e disinvolto, sempre sorridente. Frank divenne subito un produttore, arrangiatore, mentore, amico, fratello. Nacque un feeling artistico che tutt’ora fatico a ritrovare. Tra un buon caffè della mamma di Frank e l’entusiasmo per l’acquisto di un nuovo strumento, nel suo piccolo studio sperduto è nato il mio primo disco: “Provincia”.
Quale nome potevo dare se non questo? Il piccolo paese regala una realta’ ovattata, marginale, in cui ci si sente sempre telespettatori di uno show mandato in onda da lontano e si ciondola tra la noia e il bar sognando un futuro pirotecnico: lontano dai riflettori, fuori dal campo di gioco, praticamente in panchina. Il brano parla semplicemente di questo, un ragazzo un po’ impacciato che si siede su una panchina a chiacchere con una ragazza, e il solo fatto starle accanto gli da un’emozione tale da fargli scrivere una canzone.
Canzone che è rimasta nel cassetto per un pò di anni. Avevo già iniziato a lavorare al mio secondo disco quando per vie traverse il brano è arrivato alle orecchie di Canio Rosario Maffucci, un noto discografico di Avellino. Mi ha chiamato e, con la carica di entusiasmo che solo l’accento campano riesce a trasmettere, mi ha detto: “aspetta nu momento.. chistacca’ l’amma fà usci’ subito!”.

VIDEO

TESTO

Siamo io, te e la panchina…

Passo da casa tua all’orario stabilito

per te oggi ho abbandonato anche il mio amico

spengo il cellulare, solo con te voglio stare

oggi ho capito cosa significa amare

ora stringo la tua mano per la via camminiamo

arriviamo in una piazza c’è una panchina lì lontano

quindi ci sediamo, qualche bacio ci scambiamo

aspettavo da tanto questo momento e finalmente cominciamo!

Siamo io, te e la panchina…

Ora siamo seduti facciamo l’affare tuo e mio

non chiamare altra gente oggi ci son io

e mi piegherò ad ogni tuo capriccio e richiesta

andiamo già a duecento ma tu ingrani la sesta quindi

vieni vicino a me devi farlo perché

questa mia giornata non ha senso senza te

mi piaci quando mi abbracci forte e ridi/io, te e la panchina viaggiamo verso altri lidi..

Siamo io, te e la panchina…

…sciabadubassei…

Vorrei tanto vedere la tua figura

ora come ora io vorrei scoprirti

accarezzarti fino a toccare il cuore

entrare in te con il mio calore

sulla tua bocca io vorrei baciarti e venire

con te in capo al mondo sai

e solo quando mi darai la tua fiducia…

ci alzeremo da questa panchina perché poi troppo brucia

Siamo io, te e la panchina…

…sciabadubassei…

CREDITI

“IO, TU E LA PANCHINA” , una canzone di Guglielmo Lai

Arrangiamenti e Direzione Artistica: Guglielmo Lai

Recordings, Mixing & Mastering: Corrado Productions (Supersano, Lecce)

Sound engineer: Luigi Cariddi

 

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