Dopo il singolo interpretato in duetto con Fiorella Mannoia, Antonio Carluccio si presenta con “La Parola”

Dopo aver scritto “Creature” per Fiorella Mannoia, brano in lingua napoletana in cui duetta con la cantante nel suo ultimo lavoro “Personale”, Antonio Carluccio pubblica l’album “La Parola”. Un disco maturo di un artista giovane con alle spalle una bella gavetta che l’ha visto calcare palchi importanti, come quello del Festival di Sanremo, nel 2001, accanto a Giorgia in qualità di corista per “Di sole e d’azzurro”.

“La Parola” di Carluccio: “Un lavoro discografico pop, ma lontano dal gusto mainstream contemporaneo”

“La parola è il mio album emergente – racconta il cantante e musicista napoletano – Un album di dieci tracce, dieci ‘canzoni’. Un lavoro discografico pop, inteso come popolare, ma che è molto lontano dal gusto mainstream contemporaneo. È un album dalle sonorità calde e dal sapore mediterraneo, dove musicalmente ho rimesso al centro la ricerca melodica ed armonica. Registrato in presa diretta senza sovra-incisioni, a tutti gli effetti è un album acustico. Pianoforte, batteria jazz e contrabbasso, violoncello e chitarre esclusivamente acustiche. Un disco fatto per chi non ha fretta ed ha ancora voglia di fermarsi ad ascoltare”.

Disponibile su Spotify e sulle altre piattaforme di streaming musicale dal 30 settembre 2020, il progetto discografico, che contiene anche il pezzo cantato con Fiorella, è stato anticipato dal singolo omonimo in cui Antonio Carluccio afferma l’importanza delle parole e parla dell’utilizzo superficiale che di esse, purtroppo, sempre più di frequente se ne fa.

Il singolo “La parola”

“La parola – racconta l’artista – è il mezzo principale con cui conosciamo il mondo. Ha una funzione sociale così potente da permetterci di comprendere il reale. Ma tante e troppe sono le occasioni in cui non misuriamo il valore della Parola, senza dargli il giusto peso”.

LA canzone è accompagnata anche da un video ufficiale, presente su Youtube, con la regia di Adriano Natale e la partecipazione delle attrici Francesca Di Vetta, Daria Appetiti e Giulia Pasquini.

L’idea del video nasce dalla voglia di mettere in evidenza la fondamentale necessità dell’essere umano di comunicare ed interagire con un codice comune che sia universalmente riconosciuto. “Per questo – conclude Antonio Carluccio – ho voluto raccontare questa mia canzone anche tramite la lingua dei segni proprio per far capire che La Parola è un mezzo prezioso e sotto qualsiasi forma deve essere rispettata”.

Antonio Carluccio – Biografia

Antonio Carluccio si avvicina al mondo della musica da autodidatta, affiancando questa passione a quella per il calcio. A 16 anni inizia a comporre brani, mentre a 20 anni è costretto ad abbandonare lo sport a causa di due gravi infortuni.

Nello stesso periodo viene presentato da un amico a Mariagrazia Fontana, direttrice del coro Sal&B, a cui fa ascoltare una sua canzone. Lei si dimostra interessata a farlo entrare nella sua formazione e grazie a lei viene scelto tra i coristi del brano “Di sole e d’azzurro” di Giorgia in gara al Festival della Canzone Italiana di Sanremo 2001. Comincia così la sua esperienza da vocalist per vari artisti nazionali e internazionali come Renato Zero, De Crescenzo, Pino Daniele e Michael Bolton.

Partecipa poi alla Tosca di Puccini in chiave moderna, rivista da Lucio Dalla e prodotta da David Zard, nel ruolo di Angelotti, cimentandosi con la recitazione oltre che con il canto e la musica. Nel 2005 è tra gli autori di un’opera Musical sulla vita di Padre Pio da Pietralcina “Actor Dei”, tutt’oggi in scena nei teatri italiani.

A marzo 2019 finisce di registrare il suo album emergente dal titolo “La parola”, un lavoro che rimette al centro l’importanza della registrazione in presa diretta, quasi come fosse un disco live. Le canzoni vengono ascoltare dall’amico di vecchia data Carlo Di Francesco (produttore di Fiorella Mannoia), e la stessa cantante romana lo contatta per chiedergli di inserire il brano “Creature” in duetto con lui nel disco “Personale”.

In questo modo la Mannoia elabora l’idea geniale ed originale della “canzone sospesa”, ispirata al rito del “caffè sospeso” napoletano: vuole offrire ad un cantautore emergente l’opportunità di essere ascoltato da un pubblico vasto e appassionato, come quello che segue una grande interprete della canzone Italiana come lei.

 

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