Ha preso il via col botto l’attesissima fase Live di X Factor edizione 2019. La prima puntata dei Live Show andata in onda questa sera dal Dome di Monza ha visto uscire dalla competizione, non senza polemiche, Mariam Rouass, cantante della categoria “Under Donne” capitanata dal giudice Sfera Ebbasta.

Finita al ballottaggio dopo le tre manche al cardiopalma disputate dai 12 concorrenti in gara (clicca qui per leggere i nomi dei cantanti in sfida) insieme alla compagna di squadra Giordana Petralia e a Enrico Di Lauro della squadra degli “Under Uomini” guidata da Malika Ayane, la giovane parrucchiera di Bergamo non è riuscita a convincere Mika, ospite d’onore della puntata insieme a Coez e nominato da Alessandro Cattelan quinto giudice “speciale” della gara, che ha preferito salvare Giordana e la sua arpa, facendo arrabbiare, e non poco, giudice Sfera, che conclude così la prima del Live di XF13 con un cantante in meno in scuderia. Escono indenni da questa prima sfida, invece, con tutti i loro cantanti ancora in gara, i giudici Malika Ayane, Mara Maionchi (categoria “Over”) e Samuel (categoria “Gruppi”).

A determinare l’uscita di Mariam è stata senza dubbio l’estrema tensione emotiva che ha caratterizzato tutte le esibizioni della cantante nel corso della gara, facendola vacillare in più di una occasione, e probabilmente la poca esperienza sul palco nonostante le buone capacità vocali riconosciutele da tutti i quattro giudici. Questo primo Live Show di XF13, in generale, è stato caratterizzato da tanta, forse troppa emozione, che ha rischiato di mettere a repentaglio più di una esibizione nel corso della serata. Ecco perchè, fra i promossi a pieni voti, abbiano messo i cantanti che hanno saputo controllare la tensione e tenere palco e voce, fra i bocciati quelli che non ce l’hanno fatta e si sono fatti sopraffare e fra i rimandati, quelli che almeno ci hanno provato.

ECCO LE NOSTRE PAGELLE:

MARIAM – VOTO 4. E’ la prima concorrente ad esibirsi e sarà la prima concorrente a lasciare la competizione. Sfera le affida il brano “Juice” di Lizzo, ma di succo ne esce ben poco. I colori sgargianti della scenografia e l’animalier giallo e fucsia del costume di scena che indossa non riescono purtroppo a ravvivarne la voce e a renderla graffiante come questo brano vorrebbe. Anzi, Mariam perde spesso la tonalità, trema. Al ballottaggio la bergamasca di origini marocchine ci riprova con un pezzo di Mahmood, ma nemmeno quello stesso colore ambrato della pelle le fa ritrovare se stessa. Non riesce a convincere il giudice speciale Mika, che le preferisce Giordana e la manda alla sfida finale con Enrico Di Lauro scatenando l’ira funesta di Sfera. A questo punto il colpo di grazia arriva dal televoto: i giudici chiamano il Tilt e la quota rosa del pubblico a casa sceglie i lunghi capelli dell’affascinante artista di strada. Le sarebbe stato utile un bel succo concentrato di coraggio.

SEAWARDS – VOTO 6. A proposito di tensione che può giocare brutti scherzi, il duo ligure formato da Giulia alla voce e da Loris alla chitarra che ci aveva abituati ad esibizioni al limite della perfezione durante i Bootcamp e gli Home Visit, non sembra trovare subito la propria dimensione ideale con il brano assegnatogli dal proprio giudice Samuel. Il pezzo è Pyro dei Kings of Lion ma la voce di Giulia non trova subito la strada giusta, a tratti vacilla e a tratti sembra sovrastare il suono della chitarra di Loris. Sfera sostiene che quasi “la oscura”, e anche per Malika l’esibizione “manca un po’ di magia e di intimità”. Verso la fine il duo sembra però ritrovare finalmente il proprio solito affiatamento e il brano prende respiro. Samuel promette che nelle prossime esibizioni valorizzerà di più entrambi. Noi ci auguriamo solo che non li faccia cantare più in bilico sopra il tetto della scenografia. Cantare con le vertigini non deve essere stato facile, e si è sentito…

EUGENIO CAMPAGNA – VOTO 8. Mara Maionchi porta a battesimo ai Live Show uno dei suoi cantanti con il brano “Arsenico” di Aiello, presentandolo come uno dei più rappresentativi del “nuovo cantautorato italiano” e augurandosi che anche Eugenio possa presto farne parte. Glielo auguriamo anche noi. La voce c’è, e anche la presenza scenica. Finalmente la tensione si scioglie un po’ sul palco del Dome. Che sia la pioggia battente che cade dal cielo grazie agli effetti speciali della regia? Cattelan esorta a chiudere gli ombrelli in studio perchè non portino sfortuna, noi invece diciamo che questa esibizione bagnata è stata senza dubbio fortunata.

DAVIDE ROSSI – VOTO 7. Il baby talento scoperto da Antonella Clerici chiude la prima manche della sfida dei Live Show di XF13 con la sua solita verve ma con un brano forse un po’ ingombrante per lui. La sua giudice Malika ha deciso di affidargli How Long Has This Been Going On?” di George Gershwin, un pezzo datato 1928. Certo un grande classico della musica, forse troppo. Davide ha una bella voce potente e canta bene il pezzo accompagnandosi al pianoforte, ma sembra non divertirsi. E’ cupo come il completo giacca e pantalone total black che indossa. Sfera non manca di farglielo notare, definendolo “bravo ma un po’ troppo sofisticato”. Il rapper ne approfitta anche per lanciare una frecciatina amichevole alla Maionchi, dicendole che il pezzo probabilmente ha la sua età… e un bel Vaffa di Mara non glielo toglie nessuno.

Giordana Petralia si salva al ballottaggio

NICOLA CAVALLARO – VOTO 9. Spetta a Nicola, studente in Medicina di 28 anni, aprire la seconda manche della sfida della serata. Mara Maionchi lo presenta al pubblico come “voce blues che canterà un rap blues” di cui però non ricorda il nome! “Il rincoglionimento avanza” dice, ed è subito applauso da parte del pubblico per lei. Il pezzo è “This Is America” di Childlish Gambino. “Un pezzone” esulta la Ayane, Samuel e Sfera le fanno eco. Cavallaro sfodera una voce potente e graffiante e regge benissimo il palco. Finalmente una esibizione degna del Live di X Factor! Dottore subito!

LORENZO RINALDI – VOTO 5. Il volto d’angelo fra i 12 concorrenti di XF13 ispira tutto tranne che tenerezza mentre, in piedi, giacca rossa e chitarra in mano dentro una angusta stanza di vetro, strimpella (è proprio il caso di dirlo, perchè il suono della chitarra esce come distorto dagli amplificatori dello studio) Don’t Look Back In Anger” degli Oasis, il brano scelto per lui dal suo giudice Malika. La Ayane sottolinea orgogliosa che si tratta di un brano definito da Paul McCartney “fra i più belli di tutti i tempi”. Noi siamo assolutamente d’accordo, peccato che non si possa dire altrettanto della voce di Lorenzo, che esce flebile dall’inizio alla fine della canzone, propinandoci un’esibizione a dir poco sotto tono, quasi claustrofobica. Sfera parla di una scenografia troppo “tetra”. Mara Maionchi invece sembra aver perso completamente la bussola e dice addirittura di non aver capito quale sia la canzone. Ossigeno per favore!

I Booda

BOODA – VOTO 7. Il trio formato da Federica (voce), Alessio (batteria) e Martina (basso) capitanati dal giudice Samuel per la categoria “Gruppi” presenta il pezzo “212” di Azealia Banks, disco di platino nel Regno Unito. La Banks figura fra gli artisti più promettenti nel panorama musicale rap attuale e i Booda non sono da meno: questo pezzo è assolutamente nelle loro corde. Per Mara “spaccano”, mentre Malika è “pazza di voi”. Tuattavia, Sfera fa notare, giustamente, che la voce di Federica si perde un po’ dietro il frastuono degli strumenti. In effetti l’esibizione dei Booda appare leggermente sotto tono rispetto alle precedenti e un po’ lontana dalle aspettative. Il gruppo si esibisce in un vortice di colori fluo fra girandole ipnotiche che tanto ricordano quelle nel video di “Tutti i miei sbagli” dei Subsonica. Samuel qui sembra voler strizzare l’occhio a se stesso e omaggiare la sua band. E noi glielo concediamo volentieri.

GIORDANA PETRALIA – VOTO 7. Accompagnata come sempre dalla sua inseparabile arpa, Giordana chiude la seconda manche della serata con il brano “Jocelyn Flores” di XXXtentacion. Sfera lo sa, “Giordana piace o non piace”. Oggi per lei è davvero dentro o fuori. Il pubblico apprezza i gorgheggi di Giordana e noi anche. Apprezziamo un po’ meno l’enorme manica a sbuffo dell’abito lungo e nero che indossa, che la fa sembrare Maleficient. Nessuna maledizione però: anzi, la fortuna (e la bravura) la baciano al ballottaggio, dove si salva con la sua versione di Strange World di Kè. Brava, ma da riascoltare senza arpa e meno barocca.

SOFIA – VOTO 6. Prova difficile per la giovanissima Sofia, alias Kimono, appena 16 anni, che da Sanremo Young si confronta con “L’Ultimo Bacio” di Carmen Consoli, il brano scelto per lei dal suo coach Sfera Ebbasta. Sofia canta bene nel complesso, ma nel tentare di fare sua la canzone ogni tanto perde la tonalità e il risultato finale della esecuzione appare un po’ forzato. Merita certamente la piena sufficienza, anche per il look: finalmente via i calzoncini da football e i capelli a spazzola e largo alla femminilità!

L’esibizione di Sofia

ENRICO DI LAURO – VOTO 3. Scelta coraggiosa per lui. Malika gli ha assegnato un pezzo leggendario dei Joy Division, “Love will tear us a part”, il singolo di maggiore successo del mitico gruppo punk/new wave inglese degli anni Ottanta. Peccato che lui l’abbia profanato con una esibizione davvero pessima, al di sotto delle sue possibilità. Samuel ammonisce: “è un brano intoccabile”. Sacrilegio!

SIERRA – VOTO 9. Quando entrano in scena Giacomo e Massimo, che insieme formano il gruppo dei Sierra, le aspettative sono per forza di cose altissime. Il pubblico ha ancora il dente avvelenato per la scelta fatta dal loro giudice Samuel ai Bootcamp, e lui lo sa bene. Per me loro sono una scommessa, dice, “mi sono preso un sacco di improperi per averli scelti ma credo in loro. Secondo me hanno grandi potenzialità e una grande poesia dentro“. La poesia a cui fa riferimento Samuel sta tutta nella parte rappata che porta la loro firma cantata sulla base di “Dark Horse” di Katy Perry, il brano scelto per loro da Samuel. Io bevo acqua piovana per sentire un pezzo di cielo dentro di me” cantano i Sierra. E infiammano il pubblico del Dome.

MARCO SALTARI – VOTO 7. E’ il momento di Marco, il rastaman 34enne di Corridonia. Mara Maionchi per lui ha scelto il brano “Sugarman” di Sixto Rodríguez. La voce c’è, l’esibizione è sicura. Sfera ammette di aver sbagliato: “Non sapevo dove collocarti, ora almeno ho percepito la tua iconicità”. Samuel invece apprezza la sua capacità di raccontare, ma lo trova un po’ ingessato. E sinceramente anche noi, come il vestito che indossa. Avremmo preferito si fosse tolto la giacca e avesse sciolto i rasta per meritarsi un bell’otto pieno. Sarà per la prossima!

Marco Saltari

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