Sono 25 le candeline che il MEI –  acronimo di Meeting delle Etichette Indipendenti – spegnerà nella sua nuova tre giorni di rivoluzione musicale. Nell’età d’oro della cosiddetta musica “indie” la ricorrenza del MEI è un evento su cui soffermarsi per analizzare l’evoluzione della musica italiana di facile consumo.

MUSICA LIQUIDA  

Nel corso dell’ultimo ventennio, le modalità di consumo musicale hanno subito molti e importanti cambiamenti in seguito alla diffusione della tecnologia. Tra la musica analogica e la musica suonata si è andata insinuando la musica digitale, oggi protagonista assoluta delle vendite discografiche in Italia così come in tanti altri Paesi del mondo. Basti pensare che – dati alla mano diffusi dalla FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) – la musica digitale ha conquistato il 73% del mercato italiano, aumentando il proprio dominio sul mercato fisico, sceso al 26%. Sia in streming sia in download, la nuova musica è ‘liquida’ e ci permette di personalizzare le nostre playlist d’ascolto. Con un semplice click, anche gratuito, si può accedere a gran parte delle discografie di artisti noti o meno noti. Tesori nascosti che vengono scoperti soprattutto dalle generazioni post Battisti.

INDIE-POP

Le tv e le radio hanno perso la loro supremazia sulle dinamiche di promozione, tant’è che si sono dovute piagare a fenomeni spinti dal web, come la trap e l’indie pop. Cantanti nati proprio da incisioni su etichette indipendenti si sono via via trasformati in Re di Sanremo, basti pensare a Mahmood, o a star da stadio come i Thegiornalisti. Da qui la corsa delle major superstiti a diversificare le loro proposte, sempre più appiattite su un radio-pop per “talent” usa e getta.  Certo, questo exploit ha creato un vero e proprio genere musicale, l’indie pop appunto, che per forza di cose finirà con l’autodistruggersi. Nel mare sconfinato della musica indipendente sono davvero pochi gli artisti di nuova generazione che spiccano per personalità e solidità. Un nome per tutti Carmine Tundo, che con il suo progetto La Municipàl ha saputo coniugare cantautorato e contemporaneità con uno stile inconfondibile [Leggi approfondimento].

MEI

A contribuire alla diffusione e promozione della “musica dal basso” è stato Giordano Sangiorgi, ideatore e direttore artistico del MEI. In 25 anni ha lanciato, attraverso le sue attività e i suoi eventi, realtà considerevoli: da Caparezza a band come Afterhours, Marlene Kuntz, Negramaro, Baustelle e C.S.I. [Leggi approfondimento]. Tra i vincitori della storica manifestazione tanti emergenti divenuti poi le punte di diamante della nuova discografia italiana: Ermal Meta, Motta, Calcutta, Colapesce, Cosmo, Ghali, Canova, Zibba, Mirkoeilcane, Lo Stato Sociale, Le Luci della Centrale Elettrica… La più grande scoperta degli ultimi anni risponde al nome di Roberta Giallo, premiata nel 2017 e amata persino da Dalla. L’artista inconsueta, che rispolvera i canoni artistici della diva universale, è a sua volta penalizzata dalle mode del momento e da manifestazioni come il Concertone del Primo Maggio romano, troppo maschiocentrico e dal piglio rigorosamente rock. Chiusure che riguardano anche il MEI e che non giovano a nessuno, tantomeno alla musica italiana.

MUSICA INDIPENDENTE

Maggiore importanza si dovrebbe ad esempio dare a tutti quegli artisti che – pur conservando un’invidiabile popolarità – hanno trovato nella musica indipendente, ben lontana dalle logiche del mainstream, una seconda vita artistica. Da Nada ad Alice, sono loro i veri baluardi della vera “musica indipendente” di qualità. Esempio eclatante del momento Mietta. Con la sua voce ha reso fruibile e affascinante il jazz colto e ha scombinato i palinsesti prestabiliti delle radio con un singolo audace e potente come “Milano è dove mi sono persa” [Leggi approfondimento]. Ben venga dunque la nuova musica italiana, a patto però che sia di qualità e veramente indipendente dai cliché discografici.

MEI25

L’edizione 2019 dell’evento musicale ideato e diretto da Giordano Sangiorgi si svolgerà nella sede storica di Faenza, in provincia di Ravenna, il 4, 5 e 6 ottobre prossimi. Tra gli artisti che verranno premiati spicca Morgan, lanciato proprio dal palco del MEI quando era ancora in formazione Bluvertigo [Leggi approfondimento]. Uniche donne premiate – e questo non ci sorprende – l’inedita accoppiata Donà-Di Marco. Per i festeggiamenti di un quarto di secolo di vita, il Mei prevede un programma ricco di eventi e grandi ospiti, a partire dalla presentazione di OA PLUS nel giorno dell’inaugurazione (venerdì 4 ottobre). A parlare del nuovo sito di informazione musicale (e non solo) di cui mi sto occupando gran parte del team redazionale capeggiato da Enrico Spada. Imperdibile anche Roberta Giallo che ritornerà al “Premio dei Premi” da presentatrice il giorno successivo (sabato 5 ottobre) [Leggi approfondimento]. L’ingresso ai vari eventi sarà libero e il programma dettagliato delle tre giornate è online sul sito ufficiale del MEI [Clicca qui].

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PREMI

  • MORGAN – Premio MEI alla carriera”,
  • GIOVANNI TRUPPI – “Premio PIMI 2019 come miglior artista indipendente“,
  • GINEVRA DI MARCO e CRISTINA DONÀ “Premio Speciale MEI” per il loro progetto discografico,
  • NEGRITA – “Premio RADIO Rai Live” per i loro 25 anni di carriera,
  • VIITO – “Premio “MEI – Exitwell al miglior progetto indie”,
  • FULMINACCI – “Premio Giovani MEI – Exitwell per il miglior esordio indipendente dell’anno“,
  • MARLENE KUNTZ – “Premio Ciampi per i 30 anni di carriera“,
  • TREDICI PIETRO – “Premio Hip Hop Mei”,
  • IT’S UP 2U! –“Premio MEI al miglior contest italiano
  • MÒN – Premio MEI – ExitWell al migliore gruppo indipendente 2019“.

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