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Musica Italiana, Recensioni. “1969”, il disco di rottura di Achille Lauro

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“1969” è un disco sorprendente, a tratti disturbante per la sua capacità di scuotere le orecchie dal torpore di troppo pop melenso, ribelle. E molto, molto rock

 

Febbraio 2019: Achille Lauro si presenta sul palco del Festival di Sanremo con “Rolls Royce”, ed è subito sorpresa. Niente autotune, ragazze facili e cash a dominare la canzone, ma chitarre punk nude e crude: è il manifesto della rottura di Achille Lauro con i precedenti suoi lavori ma anche una bella spallata a una scena musicale italiana dominata dal pop easy listening fu “indie romano”.

E se del “vecchio” Achille Lauro rimangono tracce (ad esempio “Roma“, trap allo stato puro, così come “Sexy ugly” e “Scusa“), a dominare 1969 è la voglia di sperimentazione, in bilico fra le sonorità più dure e momenti più intimi: nella prima categoria, sulla falsa riga del brano festivaliero (definito “dadaista” da Morgan, con il quale poi lo stesso Lauro duettò nella serata speciale della kermesse ligure), ci rientrano sicuramente “Cadillac“, la title track “1969” e “Delinquente“; fra i momenti più intimi “C’est la vie“, con la sua malinconia di fondo cucita su un testo fra i più riusciti del disco.

“1969” è un disco sorprendente, a tratti disturbante per la sua capacità di scuotere le orecchie dal torpore di troppo pop melenso, ribelle. E molto, molto rock.

VOTO: 7/10

AGGETTIVO:  DIROMPENTE

01. Rolls Royce (feat. Boss Doms & Frenetik&Orang3) (02:53)
02. C’est la vie (03:13)
03. Cadillac (02:33)
04. Je t’aime (feat. Coez) (03:29)
05. Zucchero (03:05)
06. 1969 (03:29)
07. Roma (feat. Simon P) (02:43)
08. Sexy Ugly (02:57)
09. Delinquente (02:36)
10. Scusa (03:26)

ALBUM: 1969

ARTISTA: ACHILLE LAURO

ANNO: 2019

ETICHETTA: SONY ITALIA

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