BIAGIO ANTONACCI
Crediti Foto: Matteo Rasero / LaPresse

Continua, al ritmo di una canzone alla settimana, l’uscita delle cover legate al contest “I Love My Radio”. E dopo la non indimenticabile ma tutto sommato gradevole rilettura fatta dai Negramaro di “Sei nell’anima” della Nannini”, è il turno di Biagio Antonacci cimentarsi niente meno che con Franco Battiato e la sua “Centro di gravità permanente“, in gara al contest di OA PLUS per il titolo di Super Tormentone delle ultime 40 estati.

Una pietra miliare della canzone italiana, ma anche un confronto da cui il cantante milanese ne esce con le ossa decisamente rotte. Tutta la maestosità del pezzo si perde dentro a un arrangiamento balneare da cocktail party in spiaggia, fra chitarrine latineggianti di cui sinceramente non se ne sentiva la mancanza dal momento che imperversano in tutte le hit estive. Ma di cui, soprattutto, non se ne capisce il senso. Perché qui parliamo di una delle canzoni colonna della scena nostrana, e vederla ridotta in questo modo è davvero un peccato. Si può dire senza troppi giri di parole, il risultato è terrificante.

D’accordo, la cover non è una semplice reinterpretazione di una canzone e dietro c’è il lavoro di arrangiamento e personalizzazione a seconda della sensibilità propria di ogni artista. Senza contare l’intenzione di tutti i cantanti coinvolti nel progetto c’è la volontà di dare una nuova veste, più attuale, a brani del passato. Ma c’è modo e modo di rapportarsi coi giganti della musica italiana: un esempio positivo in tal senso può venire dal duo degli In The Loop,  che hanno saputo attualizzare e personalizzare classici come “Tu si na cosa grande” e “Bella d’estate” senza stravolgerne l’essenza e anzi, come nel caso del brano di Modugno, dandogli una veste ancora più accattivante. Ascoltare per credere.

Ad ogni buon conto, al netto della brutta cover fatta da Biagio Antonacci del pezzo di Battiato, nessuno degli artisti che sin qui hanno lanciato le loro cover ha sin qui convinto. Anzi, a dirla davvero tutta, il livello è stato parecchio deludente, con tantissimi sommersi e pochi salvati. Fra rivisitazioni mosce, prive di pathos o del tutto fuori luogo, tutta la bontà dell’idea di fondo rischia seriamene di venire vanificata.

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Crediti foto: LaPresse

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