Il “Sanremo D’Autore” di Patrizia Cirulli, cantautrice e giudice del contest Vorrei cantarti fra cent’anni. La recensione dell’album

La magia del Festival Di Sanremo è nell’aria. Come ogni anno, dopo l’annuncio dei partecipanti nel mese di dicembre, per tutti gli amanti della Kermesse comincia un periodo a dir poco meraviglioso, costituito da ricordi, approfondimenti, riascolto di vecchie edizioni e aneddoti, ricreati per ingannare l’attesa riguardo l’evento più amato dagli italiani, quest’anno giunto alla sua settantesima edizione. Proprio per questo periodo è pressoché perfetto “Sanremo D’Autore, album di Patrizia Cirulli pubblicato il 16 gennaio 2018 per Incipit Records.

Dodici tracce per 43 minuti, in cui vengono riportate alla memoria canzoni che hanno decisamente arrancato al Teatro Ariston conquistando perlopiù le ultime posizioni, ma che sono diventate nel tempo patrimonio culturale della nostra storia: leitmotiv del disco la voce di Patrizia, elegante e soprattutto rispettosa di tutte le pagine di musica riemerse, capace di portare l’ascoltatore a spasso del tempo alternando episodi intramontabili ad altri ingiustamente poco considerati.

Di classe e raffinato l’inizio, con il piano solo del Maestro Vince Tempera che in una pioggia di note ridisegna “Vita Spericolata” di Vasco Rossi (Sanremo 1983), conducendo quasi senza soluzione di continuità a “Ciao Amore Ciao di Luigi Tenco (Sanremo 1967), in cui la sfrontatezza del cantante di Zocca cede al passo alla meraviglia tragica del cantautore genovese, trattato con i guanti dall’artista, bravissima a mettersi totalmente al servizio dei brani pur mantenendo al centro di tutto l’atmosfera jazzata, marchio di fabbrica della produzione.

Il terzo passaggio è forse quello più ricercato del disco, “Il tuo amore” di Bruno Lauzi (Sanrem 1965) interpretato con Sergio Cammariere, forse la personalità che più di tutti rappresenta in questo momento la città di Sanremo, sia nell’accezione festivaliera che in quella legata al Premio Tenco. I due si trovano alla perfezione, muovendosi nel tappeto sonoro sapientemente orchestrato da Luca Bulgarelli e Amedeo Ariano.

Si torna in tempi recenti nel quarto e nel quinto pezzo: “Un altro posto del mondo“, cantata insieme all’autore Mario Venuti, sottolinea le problematiche gigantesche della gestione Panariello dell’edizione 2006, dove sia questo brano che altri meravigliosi come “Non dimentico più ” dei Deasonika o “Processo a me stessa” di Anna Oxa passarono ingiustamente in sordina. “Colpevole” di Nicola Arigliano (Sanremo 2005) proietta Patrizia Cirulli nella sua comfort zone, tra jazz e tocchi di classe.

Il bouzouki è l’ingrediente speciale di “Pitzinnos in sa gherra” dei Tazenda (Sanremo 1992), passaggio dove la cantante dimostra di dare il giusto peso alle parole, come accade nelle successive “Canzoni alla radio” (Sanremo 1986) degli Stadio e in “1950” di Amedeo Minghi (Sanremo 1983). Il cambio della metrica rende leggermente straniante “Il Mare immenso” di Giusy Ferreri (Sanremo 2011), sottolineandone comunque l’ottimo testo di Bungaro. Divertentissimo l’arrangiamento a tutto ukulele delle “Donne” di Zucchero (Sanremo 1985), canzone che porte alla fine insieme a “Rosanna” di Nino Buonocore (1987), e la bellissima “Lei verrà” di Mango (Sanremo 1986), affrontata in maniera ottimale con un uso della dinamica pressoché eccellente; la giusta conclusione di un un disco da custodire.

VOTO: 8/10

AGGETTIVO:  RISPETTOSO

TRACKLIST:

1. Vita spericolata – intro
2. Ciao amore, ciao
3. Il tuo amore (feat Sergio Cammariere)
4. Un altro posto nel mondo (feat Mario Venuti)
5. Colpevole
6. Pitzinnos in sa gherra
7. Canzoni alla radio
8. 1950
9. Il mare immenso
10. Donne
11. Rosanna
12. Lei verrà

ARTISTA: PATRIZIA CIRULLI

ALBUM: SANREMO D’AUTORE

ANNO: 2018

ETICHETTA: INCIPIT RECORDS

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