Può un album postumo far tornare in vita una leggenda della musica e darle nuova linfa? Se la leggenda in questione è John Coltrane, fra i più grandi sassofonisti della storia del jazz e tra i capisaldi del genere, in particolare di quello modale, degli anni Sessanta, assoluto pioniere del free jazz e modello d’ispirazione per tantissimi musicisti a venire, e se l’album è “Blue World”, 37 minuti di musica completamente inedita firmati da Coltrane, probabilmente sì. L’album, che contiene materiale mai sentito inciso da Coltrane nel 1964 presso i Van Gelder Studios, nel New Jersey, è stato appena pubblicato dalla Universal, lo scorso 27 settembre, per la gioia, c’è da scommetterci, di tutti gli appassionati del genere e non solo.

 

La cover dell’album Blue World

La genesi di questo album, infatti, è peculiare e trasversale, coinvolgendo più campi dell’arte come la musica ma anche il cinema. Coltrane, infatti, compose le otto tracce di “Blue World su richiesta del regista canadese Gilles Groulx, che aveva interpellato il jazzista per avere della musica da utilizzare per il proprio film “Le chat dans le sac”. Dei 37 minuti registrati dal jazzista newyorkese, Groulx finì per utilizzare solo 10 minuti tratti da queste session nella pellicola. Poco male, perché fortunatamente da ora in poi gli altri 27 minuti del “mondo blu” di Coltrane si potranno ascoltare all’interno di questo album di inediti. Ecco le tracce dell’album:

Lato A

1. Naima (Take 1)
2. Village Blues (Take 2)
3. Blue World
4. Village Blues (Take 1)

Lato B

1. Village Blues (Take 3)
2. Like Sonny
3. Traneing In
4. Naima (Take 2)

Con John, in studio, erano presenti i musicisti Jimmy Garrison, Elvin Jones e McCoy Tyner. Alcuni brani che compongono il lavoro, a ben guardare, sono versioni rinnovate di materiale in parte già apparso su altri dischi di Coltrane. Vi sono tre take di Village Blues, la cui versione originale si può ascoltare su “Coltrane Jazz” del 1961, e due di Naima, tratta dall’album “Giant Steps”, e ancora una del Traneing In contenuto in “John Coltrane With The Red Garland Trio” (1958), mentre il brano che dà il titolo all’album, Blue World, è un tre quarti dalla bella ondulazione che si basa sulla struttura armonica di uno standard molto amato da Coltrane  vale a dire quell’Out Of This World compreso in “Coltrane” (1962).

 

 

In realtà, ascoltando “Blue World“, tutto appare il contrario di tutto e il già sentito in un attimo può diventare assoluta novità. E’ proprio il caso di dire che il jazz di Coltrane sembra avere il dono dell’immortalità. “Non c’è mai fine. Ci sono sempre dei suoni nuovi da immaginare, nuovi sentimenti da sperimentare”, diceva lui stesso. E noi siamo pronti per ascoltarti di nuovo. Bentornato John.

 

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TAG:
Blue World Jazz John Coltrane

ultimo aggiornamento: 11-11-2019


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