Duffy
©SCANPIX /Lapresse

Dietro l’assenza dalla scena per quasi un decennio si cela una verità drammatica e sconvolgente.

Duffy, gallese, nome d’arte di Amy Ann Duffy, 35 anni, considerata nel panorama musicale mondiale insieme ad Amy Winehouse e Adele la star del soul bianco, è stata rapita, tenuta prigioniera e violentata per giorni, ed il trauma seguito a questa devastante esperienza l’hai inseguita e perseguitata per anni, e chissà per quanti anni ancora lo farà.

A rivelarlo, si può immaginare con quale e quanta fatica, è stata la stessa Duffy attraverso il suo profilo Instagram, con una frase che è molto più dura di un pugno in pieno stomaco. “Sono stata rapita, tenuta prigioniera per alcuni giorni e violentata. Non riesco a cantare questa storia”.

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You can only imagine the amount of times I thought about writing this. The way I would write it, how I would feel thereafter. Well, not entirely sure why now is the right time, and what it is that feels exciting and liberating for me to talk. I cannot explain it. Many of you wonder what happened to me, where did I disappear to and why. A journalist contacted me, he found a way to reach me and I told him everything this past summer. He was kind and it felt so amazing to finally speak. The truth is, and please trust me I am ok and safe now, I was raped and drugged and held captive over some days. Of course I survived. The recovery took time. There’s no light way to say it. But I can tell you in the last decade, the thousands and thousands of days I committed to wanting to feel the sunshine in my heart again, the sun does now shine. You wonder why I did not choose to use my voice to express my pain? I did not want to show the world the sadness in my eyes. I asked myself, how can I sing from the heart if it is broken? And slowly it unbroke. In the following weeks I will be posting a spoken interview. If you have any questions I would like to answer them, in the spoken interview, if I can. I have a sacred love and sincere appreciation for your kindness over the years. You have been friends. I want to thank you for that x Duffy Please respect this is a gentle move for me to make, for myself, and I do not want any intrusion to my family. Please support me to make this a positive experience.

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La folgorante carriera di Duffy la vede esordire nel 2008 subito con la conquista del riconoscimento massimo per il suo primo album: il Grammy. Il singolo “Mercy” arriva al primo posto delle classifiche britanniche e di altri undici Paesi e al terzo posto nelle charts mondiali, raggiungendo il terzo gradino del podio anche in Italia.

Capita così che desti sorpresa, nel 2011, all’apice della carriera e dopo essere stata protagonista di un film e aver pubblicato il suo secondo album, il suo annuncio di voler prendersi “una pausa di riflessione”, limitando le sue presenze ad una comparsata nel 2013 ad una serata newyorkese dedicata al mito Edith Piaf e ad un ruolo in un film del 2015.

Dietro questa assenza, però, si rivelerà soltanto 9 anni più tardi lo sconvolgente retroscena. Duffy non racconta i particolari della vicenda, ma si limita a dire che “ora mi sento meglio” e a porgere una mano ai suoi fan. “Chiedo a loro di sostenermi”.

In tutto questo tempo Duffy è riuscita a essere soltanto Amy Ann, e “piano piano ho curato le mie ferite dell’anima”, non riuscendo “ad usare la mia voce per raccontare il mio dolore”.

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Crediti: ©SCANPIX /Lapresse