Luca Carboni è senza ombra di dubbio uno degli artisti nostrani a cui questa seconda decade degli anni duemila ha, giustamente, ridonato una rinnovata linfa che lo ha fatto conoscere ai giovanissimi e gli ha consentito di continuare ad essere apprezzato da giovani e meno giovani, i quali, trent’anni fa, sull’onda del successo strepitoso di brani quali “Farfallina”, Silvia lo sai”, “Vieni a vivere con me”, apprezzarono l’intimismo di un ottimo album quale è stato “Persone silenziose” del 1989, di sicuro un punto di svolta fondamentale per la rotta artistica di Carboni. Fuori per la BMG Ariola, prodotto dallo stesso Carboni insieme a Bruno Mariani, questo quarto lavoro di inediti in studio del cantante bolognese risulta ancora estremamente attuale, a tre decadi dal suo affaccio sul panorama discografico italiano, almeno per tre motivi:

 

1. Per l’incredibile maturità: a soli 27 anni, Luca Carboni si schiera dalla parte degli ultimi, degli esiliati, dei confinati, dei trasparenti, di quelle persone silenziose, che, parafrasando la title track, “sono timide presenze nascoste tra la gente, quelle col silenzio che fa rumore, i cui occhi hanno un amplificatore, quelli abituati ad ascoltare”. È un disco che, semplicemente, parla di persone; nessun idolo, nessuna insegna luminosa per attirare gli allocchi, nessun abbaglio.

2. Per la semplicità, comunicativa e compositiva: il lavoro, registrato, tra gli altri, da nomi quali Cesare Chiodo e Roberto Drovandi al basso, Aldo Fedele alle tastiere, Bruno Mariani e Ignazio Orlando alle chitarre, Lanfranco Fornari alla batteria e Massimo Pacciani alle percussioni, si spoglia di orpelli ed artificiose melodie per abbandonarsi alla linearità e alla riflessività di sonorità acustiche, in cui i testi assumono una centralità fondante. Basti pensare alla toccante “Primavera” (“È primavera E mi prende un bisogno di leggerezza E di pesanti passioni e un sentimento Indefinibile al tramonto Dalla finestra guardo il mondo E mi viene voglia di tuffarmi Lì dentro E mi viene voglia di non lasciarlo mai È primavera E torna come allora una voce Che dice Lascia ad altri i progetti Troppo lunghi Arricchisci il tuo tempo e non cercare Più del pane quotidiano Lasciati andare alla vita E non disperarti mai”), fra i pezzi più amati dell’album che vale a Carboni il disco di platino con oltre quattrocentocinquantamila copie vendute.

3. Per la purezza de “I ragazzi che si amano”: il brano, liberamente ispirato all’omonimo componimento di Jacques Prévert contenuto nella raccolta “Spectacle” del 1951, è un inno al candore dell’amore giovane e scevro di sovrastrutture, al valore delle piccole cose viste sotto la nuova e vigorosa luce del sentimento, a quell’incoscienza sana e spensierata che si va perdendo con l’età: “La vita è cambiata c’è una nuova energia che fa diventare importanti anche le sciocchezze, amando, amando, amando”, canta nel pezzo.

Insomma, dietro al Carboni de “Fisico e politico”, “Luca lo stesso”, “Bologna è una regola”, “Una grande festa”, c’è tutto un mondo ed una visione culturale profonda, sempre intensa e visceralmente appassionante che vale la pena ri-scoprire, anche solo per il merito di non aver mai assecondato le mode e le tendenze del momento affermando una personalità artistica che, non a caso, si difende egregiamente anche dopo quarant’anni di onorata attività.

VOTO: 8/10

AGGETTIVO: INTIMO

TRACKLIST:

  1. Primavera
  2. Il punto
  3. Te che non so chi sei
  4. Solo un disco che gira
  5. Le case d’inverno
  6. Persone silenziose
  7. I ragazzi che si amano
  8. Quante verità
  9. Estranei

ALBUM: PERSONE SILENZIOSE

ARTISTA: LUCA CARBONI

ANNO: 1989

ETICHETTA: BMG ARIOLA

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