Il cantautore abruzzese ha pubblicato il 25 ottobre scorso il nuovo album “Bouganville” che rompe il silenzio discografico del cantante durato ben otto anni

“Meravigliosa e dai colori sgargianti, la bouganville è una pianta rampicante originaria dell’America del Sud appartenente alla famiglia delle Nyctaginaceae, di cui si contano ben 14 varietà diverse. Una pianta in grado di decorare giardini, balconi e terrazzi creando un’atmosfera speciale, in grado di evocare paesaggi mediterranei e vacanze al mare”.
Questa è una delle tante descrizioni della bouganville, la pianta che il cantautore abruzzese Luca Dirisio sceglie come titolo e copertina del suo disco di ritorno, “Bouganville”, per l’appunto, uscito per Ahead of Time il 25 ottobre e che rompe il silenzio discografico del cantante durato ben otto anni, intervallato da una manciata di singoli. La bouganville è una pianta che, praticamente, si annulla d’inverno, diventando secca, ricolma di spine, quasi invisibile, e sboccia d’estate, in un’esplosione caleidoscopica di colori e luci: è questa la metafora che incarna quest’ultimo lavoro di Dirisio, che otto anni dopo “Compis” del 2011 si riaffaccia alla discografia italiana e alla musica italiana che, seppur nel giro di pochissimi anni, è di certo cambiata dall’epoca di “Calma e sangue freddo”, “Il mio amico vende il tè”, “Usami”, “Per sempre”, “Sparirò”, “La ricetta del campione”, “Se provi a volare”.
Tutti brani di straordinario successo di Dirisio, che hanno accompagnato orde di giovani che nei primi anni del duemila vivevano l’adolescenza e non solo, ma stavolta nel suo nuovo lavoro c’è una diversa profondità, una riflessione ponderata, un inno alla calma, a prendersi del tempo, al non lasciarsi travolgere dalle fatuità dei social, dalla fretta, dalle frivolezze. Anticipato dai singoli “La mia gente” e “Come il mare a settembre”, “Bouganville” è un disco nobile nell’intento, orecchiabile, ma che tuttavia non riesce ad essere all’altezza dei propositi; le melodie pop risultano piatte e datate, i testi, al di fuori di qualche barlume di originalità in cui Dirisio osa di più con le parole (“Roma”, “Carta da stracciare”, “Il tuo cuore non esiste”), risultano ancora abbastanza prevedibili e banali, le sonorità non definiscono ancora questo suo cambiamento di rotta sull’identità musicale, che risulta ancora liquida e dai contorni incerti. I propositi sono buoni, in definitiva, ma la declinazione artistica è ancora decisamente in fieri. 

 

VOTO: 6/10

AGGETTIVO: PREVEDIBILE

TRACKLIST:

1 – La mia gente

2– Come il mare a settembre

3 – Carta da stracciare

4 – Occhi negli occhi

5 – Il tuo cuore non esiste

6 – Orsa maggiore

7 – Stare bene

8 – Whisky

9 – Niente

ALBUM: BOUGANVILLE

ARTISTA: LUCA DIRISIO

ANNO: 2019

ETICHETTA: AHEAD OF TIME

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