il 18 novembre 2009 Lady Gaga rilasciò il suo secondo album studio “The Fame Monster”. Un EP di otto tracce che segue l’album di debutto The Fame e che ne rispecchia il lato oscuro. Inizialmente fu progettato per essere una semplice riedizione dell’album d’esordio The Fame. Tuttavia Gaga fu contraria all’idea di una ri-edizione di un progetto già terminato e decise che sarebbe stato un progetto totalmente indipendente.

Fu così che uscì l’EP “The Fame Monster”. In alcuni Paesi venne rilasciato come “The Fame Monster (International Deluxe)”, contenente anche i brani di The Fame. L’album raggiunse la #5 negli Stati Uniti e la #1 in Australia, Belgio, Regno Unito, Svezia e Nuova Zelanda. In Italia raggiunse la #2 nella classifica FIMI.

The Fame Monster è stato promosso in giro per il mondo con un tour, il Monster Ball Tour, avviato nel novembre 2009 e terminato a maggio 2011. Il tour, definito da lei come una “moderna Opera in versione elettro-pop” ha incassato $227 milioni, divenendo il tour di maggior successo di un’artista debuttante.

I SINGOLI DI THE FAME MONSTER: BAD ROMANCE, ALEJANDRO E TELEPHONE

Il primo singolo fu l’iconica super hit Bad Romance. Il brano è ancora oggi uno dei singoli di maggior successo della cantante. Fu rilasciato il 23 ottobre e diede inizio alla The Fame Monster era. Il video, diretto dal regista Francis Lawrence, ruppe diversi record di visualizzazioni su Youtube, tanto da arrivare ad essere il video più visualizzato di sempre nel 2010.

Bad Romance ha avuto sicuramente un forte impatto, tanto da essere nominato da Billboard il miglior video musicale del XXI secolo. Ha vinto 8 statuette agli MTV Video Music Awards nel 2010 nelle categorie più importanti, tra cui “Video Dell’Anno”. Per l’occasione Gaga si presentò con il celebre ed iconico Meat Dress, un vestito fatto interamente di carne che creò scandalo tra gli animalisti ma che rimarrà per sempre nella memoria di tutti.

Il secondo singolo estratto dall’album fu Telephone che vede la partecipazione di Beyoncé. Il brano fu inizialmente scritto per Britney Spears, ma la cantante di “Gimme More” rifiutò il brano. Allora Miss Germanotta decise di renderla sua e di includere Honey B nella canzone. Il video, diretto da Jonas Åkerlund, è il continuo di una trilogia iniziata con “Paparazzi” e che non ha ancora visto un seguito.

Terzo e ultimo singolo fu Alejandro, che fece scalpore ai tempi per il video assai controverso. Una geniale e provocatoria fusione di religione e sessualità, resa in maniera sublime e artistica grazie al genio di Steven Klein, per accompagnare quello che Gaga stessa definì “una celebrazione della purezza del suo rapporto d’amore con i suoi amici gay”.

PRODUZIONE, SOUND E CONCEPT

La produzione di The Fame Monster vede RedOne – con cui aveva già collaborato nell’album d’esordio The FameFernando Garibay, Teddy Ryler, Ron Fair e Rodney Jeckins. I sound dell’EP richiamano molto la musica disco, glam pop, la EDM est-europea, così come la musica anni ’70 e ’80. Sicuramente vediamo ancora molte influenze della scena underground newyorkese, la stessa che caratterizzò molto l’album precedente.

The Fame Monster vuole mostrare il lato oscuro della fama e analizzare diverse paure che essa reca. Per ogni traccia, infatti, vi è una paura differente: la paura dell’amore di Bad Romance, degli uomini in Alejandro, del sesso in Monster, dell’alcool in So Happy I Could Die, dell’ego in Dance in The Dark, del soffocamento in Telephone, della morte in Speechless e della verità in Teeth.

Dopo 11 anni, The Fame Monster riesce ancora a stupire ed emozionare chiunque lo ascolti. Ad ogni ascolto sembra un album uscito solamente il giorno prima, talmente era all’avanguardia. Sicuramente è un EP che ha cambiato e rivoluzionato per sempre il mondo, non solo in ambito musicale, ma anche per quanto riguarda l’intrattenimento e la moda; Ne abbiamo avuto la prova nei primi anni ’10, in cui le popstar seguirono il fenomeno Gaga e si sfidarono per presentare l’outfit più bizzarro e lo spettacolo più sexy e macabro allo stesso tempo. Anche a livello musicale contribuì a ciò che “Blackout” di Britney Spears iniziò a fare, cioè unire la EDM alla musica pop e renderlo un fenomeno mainstream.

Da quel 18 novembre di undici anni fa Lady Gaga ha sempre continuato a darci prova del suo talento, della sua bravura e ci ha sempre confermato il suo essere artista a 360° gradi. Il mondo della musica ancora oggi deve tanto a Lady Gaga.

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