In occasione della sua partecipazione al Festival di Sanremo 2021 nella categoria “Nuove Proposte”, abbiamo intercettato la cantante Greta Zuccoli che ci ha raccontato l’emozione prima del debutto sull’ambito palco del Teatro Ariston con il brano, autobiografico e scritto interamente dalla stessa, dal titolo “Ogni cosa sa di te”. La nostra intervista. 

Greta Zuccoli, 22 anni, di origini napoletane, è una dei promettenti protagonista di Sanremo Giovani 2021. Scoperta artisticamente dal cantautore irlandese Damien Rice, che dopo averla sentita cantare l’ha voluta con lui in un suo tour, ha condiviso il palcoscenico, musicalmente parlando,  anche con Diodato. “Mi ha consigliato di godermela fino in fondo e di essere me stessa”, racconta sul “campione in carica” del Festival di Sanremo.

Dopo aver fondato il trio pop-folk Greta & the Wheels, con cui nel marzo 2017 pubblica il primo omonimo ep, la cantante specializzata in canto jazz presso il Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli ha intrapreso la carriera solista, arrivando fino alla gara delle Nuove Proposte del Festival della Canzone Italiana di Sanremo dove presenta un brano “tradizionale” ma elegantissimo, che si caratterizza per una melodia “senza tempo” e un testo poetico che cita “involontariamente” ma anche “efficacemente” l’evergreen di Gino Paoli, “Il cielo in una stanza”.

L’abbiamo contattata telefonicamente qualche giorno prima del debutto e a poco tempo della sua prima prova al Teatro Ariston con l’orchesta di Sanremo, ovviamente senza pubblico. Così ci ha confidato emozioni e pensieri; ecco quello che ci ha raccontato!

Intervista a Greta Zuccoli

Innanzitutto, volevo chiederti come stai e come ti senti a pochissimo dal debutto al Teatro Ariston per Sanremo 2021…

Sicuramente molto emozionata perché è un po’ come un sogno che si realizza, quindi sono veramente felice di avere questo privilegio di partecipare al Festival, poi in un anno così importante e delicato; è veramente una cosa che mi rende felice… emozioni di tutti i tipi!

Hai fatto già qualche prova, come è andata?

Si, ho fatto una prova… Bellissima! È stata una grande emozione salire su quel palco! È il mio primo Festival ed è incredibile, mi sono sentita avvolta dai suoni di questa orchestra meravigliosa. Su quel palco ho cercato di prendere tutta quell’energia, bella proprio, della storia che poi si respira in quel luogo.

Come ben sappiamo, non ci sarà il pubblico in presenza… come la stai prendendo?

Mi mancherà tantissimo perché noi artisti abbiamo bisogno, comunque, di sentire forte il contatto con le persone. Sicuramente da questo punto di vista ci mancherà tanto! Però credo che a noi artisti non ci farà sentire soli la musica, con il suo abbraccio su quel palco.

A proposito della tua suggestiva “Ogni cosa sa di te”, come è nato questo brano, nella scrittura e nella musica, e quando?

Di notte (sorride NDR)! in un momento in cui avevo la necessità di esprimere certe emozioni, anche negative, che percepivo nella distanza da un’altra persona e dal desiderio, però, di colmarla quella distanza. Io dico che rappresenta un po’ la mia “rivoluzione” questa canzone; davvero per tanti motivi! Anche perché è un brano in italiano ed io ho sempre scritto in inglese.

La canzone che porti in gara fra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo ha davvero una bellissima melodia, che mi piace definire “senza tempo”, e che mi ha ricordato un po’ “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli; forse perché la citi nel testo con la metafora degli “alberi infiniti”: è stata una citazione fatta di proposito o è arrivata spontaneamente, in maniera casuale?

Io sono una grande amante del cantautorato classico e mi è venuto spontaneo utilizzare quelle due parole come metafora che meglio riuscisse a rappresentare questo desiderio di ramificarsi verso l’altra persona. Quindi mi è venuta spontaneamente e quando me ne sono resa conto ho voluto lasciarla perché ben venga che si colga il riferimento. Del resto è una mia grandissima influenza, come dicevo, proprio il cantautorato italiano. È inevitabile che alcune parole di canzoni che hanno fatto la storia come “Il cielo in una stanza” facciano parte della mia persona e del mio linguaggio; è successo così!

Durante “AmaSanremo”, il programma che ti ha dato accesso a Sanremo Giovani 2021, hai sempre ricevuto complimenti e ottenuto ottimi riscontri dalla giuria, con voti altissimi da parte di Luca Barbarossa e Morgan, mentre Pierò Pelù e Beatrice Venezi hanno definito il brano molto bello nella melodia e con un ritornello forte, ma un po’ “troppo classico”. Sembrava che tu volessi quasi replicare quando ti hanno mosso queste “critiche”….

No, in realtà no, non sono quel tipo di persona. Ritengo che dal confronto si possa sempre migliorare e crescere. Ho colto quell’esperienza proprio come un confronto con artisti e musicisti esperti, dei veri professionisti. Diciamo che l’ho presa molto serenamente; e poi nell’ultima puntata, la finale, dove c’era la stessa giuria, i loro pareri sono anche molto cambiati. Il fatto di interpretare e suonare il brano live ha restituito una certa atmosfera. Sono sicura che dal confronto possa nascere solo qualcosa di positivo, e così è stato!

Diodato è il produttore artistico di “Ogni cosa sa di te”, ti piacerebbe interpretare un brano scritto da lui?

Con Antonio Diodato abbiamo un bellissimo rapporto artistico, anche umano proprio! Cantare in tour con lui, dove le nostre voci si sono intrecciate, mi ha arricchito tantissimo di bellezza. Un brano firmato da lui, però, non direi. Mi piacerebbe condividere altre cose insieme a lui, chi vivrà vedrà! Intanto sto scrivendo tanta nuova musica.

Il “campione in carica” di Sanremo ti ha dato qualche consiglio?

Si, semplicemente di godermela fino in fondo e di essere me stessa. Lui mi conosce sul palco, lo abbiamo condiviso in tante occasioni e sa che la vivo in maniera serena, come sa, però, che è un palco magico quello, e mi ha consigliato di godermela tutta, ed è quello che sto cercando di fare!

A tal proposito, cosa dobbiamo aspettarci dopo Sanremo Giovani? Uscirà un album, un ep?

Sicuramente sì! Sto scrivendo nuove canzoni, sto lavorando tanto a questo percorso in italiano. Ascolterete presto nuova musica e quando si potrà tornerò a suonare!

A questo punto ti chiedo anche se colui che ti ha scoperto artisticamente, Damien Rice, ha saputo di questa importante opportunità per te e se ti ha detto qualcosa…

Si! A me piace molto condividere con gli artisti che, in qualche modo, hanno incrociato il mio percorso. In questa dimensione di condivisione umana, gli ho fatto ascoltare la canzone e gli è piaciuta! Ha visto anche il video e ha apprezzato questa atmosfera onirica e il connubio tra musica e danza. È sempre felice di vedere come mi muovo nel mio percorso…

Cosa rappresentano i ballerini nel video?

Rappresentano due amanti, nel mio ricordo, di questa storia d’amore che, in qualche modo, attraversa la loro danza e ci ricongiungiamo in questo abbraccio; io dico “riconciliante”.

Volevo chiederti anche qualcosa a proposito del progetto precedente, Greta and the Wheels: è stato messo da parte definitivamente?

Con i Wheels al momento non abbiamo in programma di tirar fuori nuove cose, ma siamo una band atipica. Non abbiamo mai litigato, come dire. Ci adoriamo e abbiamo soltanto deciso di intraprendere strade musicali diverse, ma ho tutto il loro sostegno e loro hanno il mio…. su qualunque scelta!

Se fossi stata già una Big di questa settantunesima edizione del Festival, quale canzone avresti scelto di interpretare nella terza serata dedicata alla canzone d’autore italiana? 

Ce ne sono tantissime! Non so se avrei ripetuto “Grazie dei fiori”, che mi ha portato davvero molta fortuna, ma probabilmente avrei scelto “Canzone per te” di Sergio Endrigo o forse “La canzone di Marinella di De André”, perché era la mia ninna nanna da bambina.

Ultimissima domanda: qual è il brano che, ovviamente oltre al tuo, ti piace di più di questo Sanremo Giovani e quale pensi vincerà?

No, non ne avrei idea (sorride NDR)! Credo che quest’anno le Nuove Proposte hanno tutte dei progetti interessanti e credibili, ognuno nel proprio genere. Da questo punto di vista, avendo avuto modo in tutti questi mesi, durante l’esperienza di AmaSanremo, di conoscere da vicino tutti gli artisti, non ho fatto altro che confermare la mia idea: cioè che fossero tutti bravi, molto belli, e diversi. In questo sta, secondo me, la bellezza; al di là della competizione, che ognuno porti un pezzetto di sé.

È questa la dimensione in cui sono rimasta, e non mi sento di esprimere una preferenza in particolare. Sono molto felice e anche legata a questi artisti, abbiamo fatto amicizia tutti e siamo un gruppo bellissimo!

Grazie mille Greta, ti mando un abbraccio e ti faccio un grande in bocca al lupo per la tua partecipazione al Festival di Sanremo!

 

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Crediti Foto: Luisa Carcavale


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