I Ministri hanno presentato alla stampa il loro nuovo EP, “Cronaca nera e musica leggera“, una magmatica esplorazione all’interno dei sentimenti negativi.

No. Non va tutto bene. E No. Non è andato tutto bene. I Ministri lo sanno e lo urlano a tutta forza in “Cronaca nera e musica leggera“, il nuovo EP uscito oggi, venerdì 14 maggio 2021 per Woodworm Label.

Un piccolo lavoro, composto da quattro tracce (incluso il singolo apripista “Peggio di niente”) rappresentative del tempo che stiamo vivendo, come spiegato dalla band stessa in occasione della conferenza stampa di presentazione: “Abbiamo registrato tanto materiale e voluto riunire i pezzi con un’anima comune. Data la situazione volevamo uscire con qualcosa che risultasse uno schiaffo, una secchiata d’acqua fredda“.

13 minuti e 39 secondi di musica contraddistinti da un sound aggressivo, peculiarità della band, e senza alcun tipo di ballate: ” L’aggressività per noi è il modo di esprimere dei concetti, anche diversi: anche per parlare di fragilità abbiamo sempre usato l’aggressività musicale. In questo anno e mezzo crediamo che i pensieri negativi siano stati poco esplorati, è stato messo un po’ da parte davvero il lato negativo delle nostre vite. Crediamo che questi quattro brani abbiano una coerenza interna e che siano perfetti per trasmettere come ci sentiamo e come vogliamo apparire adesso, anche provocando“.

Un atteggiamento che, come spiega Federico Dragogna (chitarrista e autore dei testi), rappresenta anche una sorta di ritorno alle origini: “La rabbia si è tramutata in urgenza come ai nostri esordi, le forme espressive che abbiamo scelto sono state quelle urgenti, quelle primordiali. Quando stavamo decidendo quale materiale inserire tanti nostri collaboratori ci hanno fatto pensare che, per quest’estate, ai live la gente dovrà stare probabilmente seduta, e quindi giustamente di riflettere anche su questa circostanza. Noi in modo provocatorio abbiamo optato per un suono che paradossalmente spinge le persone ad alzarsi e lanciare le sedie“.

Il gruppo milanese ha quindi parlato della voglia di live, non solo dei musicisti ma anche del pubblico, annunciando la prima data del tour, pianificato per l’8 luglio al Magnolia di Milano: “Alcuni concerti la scorsa estate ci hanno colpito molto, pensiamo ad esempio a quello di Lucio Corsi. C’è da fare però un ragionamento: l’anno scorso ci portavamo dietro un dramma serissimo da poco tempo, c’era un senso di rispetto molto forte che ci sarà anche questa estate, insieme però a quello di tanti ragazzi che hanno vissuto malissimo questo periodo terribile: la campagna che c’è stata contro i giovani nell’ultimo anno non la condividiamo in nessun modo“.

In uno degli episodi dell’EP, “Bagnini“, i Ministri consigliano a tutta forza di accettare il dubbio denunciando chi crede, immagazzinando una quantità sparsa e sommaria di notizie, di aver capito tutto, come appunto i bagnini che credono di aver capito il mare. Tra i tanti spunti di riflessione presenti nel disco c’è anche quello della contrapposizione tra verità e coerenza: “Lo scontro tra questi due concetti si fa sentire in tutto l’album. La coerenza è un lusso di pochi, impossibile da mantenere in rapporto a ogni singolo frammento della nostra vita. L’unica coerenza che ci sentiamo di poter governare è quella artistica, noi facciamo questa cosa da 15 anni senza dover diventare i testimonial di qualcosa, senza far vedere le scarpe che ci hanno mandato (ma che non ci hanno mai mandato). Su quello la nostra coerenza la manteniamo, alcuni fan la vedono solo nella chitarra elettrica, in realtà non è in quello. A noi piace poter avere i nostri tempi per comporre e produrre. Abbiamo fatto il disco con Ivan Antonio Rossi, ci siamo trovati benissimo, lui ha interpretato alla perfezione quello che avevamo in testa. La cura che c’è stata in ogni singolo pezzo, in ogni frammento, è qualcosa che non ha senso con il mondo di oggi dove i pezzi vengono registrati lunedì e pubblicati venerdì“.

In “Inferno” gli artisti affrontano la quotidianità dell’ultimo anno e mezzo: “Si tratta di un pezzo chiuso, nato dall’urgenza di cantare e di assalire la negatività dell’ultimo periodo. Nei nostri pezzi non ci sono delle soluzioni rispetto ai temi che trattiamo: c’è sempre piaciuto stare al centro del problema come già dicevamo in Tempi bui (e ora son diventato buio anche io) ed essere trascinati all’interno dello spirito del proprio tempo; cerchiamo come band di salvarci uno con l’altro. Musicalmente ci andava di avere un sound di un certo tipo perché questa narrazione leggera delle classifiche di Spotify non ci sembrava reale, noi in sala parlavamo della vita che avevamo davanti e non ci sembrava leggera, non tanto per la pandemia ma per le conseguenze della stessa. Altro che andrà tutto bene.

E a proposito di Live Club, moltissimi chiusi definitivamente durante il lockdown, la band ha promesso massimo impegno. Non per nulla domenica 16 maggio presenteranno l’album all’interno di un circolo torinese: “Faremo tutto il possibile per poterli aiutare e tornare a suonare sui loro palchi. Lo diciamo in totale sicurezza. Nel nostro piccolo, domenica saremo all’OFF Topic di Torino“.

Foto: Comunicato Stampa

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