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Gianni Bismark, “Nati diversi”: il sunto del meglio della via romana al rap/trap

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Lanciare un album durante la più grande quarantena di massa della storia è già di per sé indice di coraggio, ottenere il successo commerciale nonostante la situazione significa avere anche capacità marketing eccellenti. Ma artisticamente qual è il risultato?

Gianni Bismark (pseudonimo di Tiziano Menghi) è un trapper romano che gira la scena capitolina in lungo e il largo da 5 anni. Fattosi notare per le sue apparizioni con i membri della crew Dark Polo Gang, il suo primo album data 2016. Nonostante il suo nome fra gli addetti ai lavori girasse da qualche anno, solo oggi il ragazzo riesce ad unire il successo commerciale alle buone parole spese per lui dalla critica specializzata.

Il primo singolo estratto già mette in chiaro lo stile di Gianni. Chi si attende trap alla Dark Polo Gang rimarrà deluso: niente autotune, base old style riaggiornata, qui siamo dalle parti del gangsta meno tamarro del Truce Klan e soprattutto di Noyz Narcos solista. Il testo evoca in maniera efficace la vita del borgataro che si arrangia con gli impicci, senza cedere all’iperbole e all’immaginario da spin off di Suburra. Tanta roba

Se il primo singolo estratto ci tiene a distanziare Bismark dalla scena trap romana, il brano d’apertura del disco lo fa in maniera più sottile. G. Ferrari fa un ottimo lavoro dietro la console, fornendo a Gianni una base ad effetto per la sua invettiva contro i rapper/trapper da hit estiva. Le barre non dicono nulla di speciale, il flow a tratti ricorda la scena rap campana.

La traccia che dona il titolo all’album è un’altra sorpresa. Barre sul flexare e rimanere fedeli all’origine, su una base pop malinconica che ricorda quelle dell’indie trap. Un connubbio strano, eppure funziona molto bene.

Arriviamo dunque alla canzone che racconta Roma senza filtri. Accento capitolino ben marcato, base malinconica dal tiro pop, le barre mischiano intimismo e il classico flexare. Daq ascoltare assolutamente la base.

Impossibile non menzionare il feat con Geolier su base di Sick Luke. Base che richiama inaspettantemente il cantautorato romano, testo diviso fra dialetto romano e quello campano di Geolier, la canzone richiama certe atmosfere alla Mannarino che non ci saremmo mai aspettati in un album rap/trap. Tanta roba

Inutile snocciolare canzone per canzone, tutto l’album è di alta qualità, compresi i feat con Tedua, Quentin40 e Franco126, per una volta dettati da motivi artistici oltre che di mero marketing. La parte del leone la fanno le basi, un’antologia egreggia di quanto prodotto dalla scena romana negli ultimi 10 anni. Bismark sopra il tappeto sonoro ci mette il suo accento da Roma proletaria, le sue barre semplici ed efficaci, una malinconia onnipresente e pervasiva. Un album che consigliamo a chiunque sia appassionato di rap, ed anche all’ascoltatore pop che ama le atmosfere malinconiche di certo cantautorato romano.

VOTO: 7,5/10

AGGETTIVO: antologico

TRACKLIST

1. Scherzo Rido
2. Nati Diversi
3. Ne Hai Fatti 100 (Ft. Tedua)
4. Poche Persone
5. La Strada È Nostra (Ft. Geolier)
6. Nse Vedemo Mai
7. Mi Sento Vivo (Ft. Franco126)
8. Quello Vero
9. Negativi (Ft. Quentin40)
10. San Francesco
11. Gianni Nazionale
12. Fateme Santo

 

ALBUM: NATI DIVERSI

ARTISTA: GIANNI BISMARK

ANNO: 2020

ETICHETTA: UNIVERSAL

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