Sta facendo scalpore in queste ore “Framing Britney Spears”, il documentario realizzato dal New York Times che narra la storia di Britney Spears: dall’ascesa agli anni d’oro, fino ad arrivare al crollo emotivo e la battaglia legale contro suo padre, attualmente suo tutore.

Il documentario ha parlato anche dl movimento social #FreeBritney, che chiede a gran voce di liberare Britney dalla custodia cautelare del padre, accusato di abusare del suo ruolo, di sfruttare la figlia per fare soldi e di controllare ogni singolo aspetto della sua vita anziché solo del suo patrimonio. Inoltre ha risollevato varie polemiche nei confronti di Justin Timberlake, colpevole anche lui di aver rovinato la reputazione della Principessa del Pop nel periodo successivo alla loro separazione.

LE SCUSE DI JUSTIN TIMBERLAKE A BRITNEY SPEARS

I due si conoscevano dai tempi del Mickey Mouse Club e dal 1998 al 2002 avevano avuto una storia d’amore. Subito dopo la fine della storia, Justin si era lasciato scappare diverse dichiarazioni ai media, tra cui accuse di tradimento, che avevano rovinato l’immagine e la reputazione di Britney. Di questo il cantante si è scusato (dopo 20 anni) in un post di Instagram.

Nel post Justin ha dichiarato di aver “parlato a sproposito”. “Ho visto i messaggi e i commenti, ho visto la vostra preoccupazione e voglio rispondere. Sono terribilmente dispiaciuto per il periodo della mia vita in cui le mie azioni hanno alimentato il problema, in cui ho parlato a sproposito o non ho parlato quando avrei dovuto farlo. So di non aver fatto abbastanza in quei momenti, so di aver beneficiato di un sistema che giustifica la misoginia e il razzismo”, ha ammesso sui suoi profili social.

Già da anni il mondo si era un po’ stufato del “vittimismo” del cantante, che ha sfruttato al meglio Britney, la sua storia d’amore e il suo successo, per crearsi la carriera da solista, arrivata al boom con “Cry Me a River”, brano dedicato proprio a lei.

LE SCUSE A JANET JACKSON

“Voglio scusarmi direttamente con Britney Spears e Janet Jackson perché gli voglio bene e le rispetto. So di aver fallito”

Britney infatti non è l’unica donna dello show business a cui Justin ha recato moltissimi problemi. Anche Janet Jackson si è vista carriera e vita rovinata per colpa di Justin Timberlake e il problema è nato nello spettacolo del Super Bowl 2004 e il “Nipplegate”. La sorella del Re del Pop Michael Jackson è stata vittima di uno spiacevole incidente, in cui per mezzo secondo è stato mostrato il seno decorato con un gioiello da capezzolo. Un errore che a lei è costata la black list dalle radio americane e una bufera mediatica, mentre a Justin, che era stato lui a togliere il vestito a Janet, non è successo niente di niente. Anzi, si è visto crescere a dismisura fama e successo.

 “La nostra industria è malata. Fa in mondo che gli uomini, soprattutto quelli bianchi, abbiano successo. È progettata così. E in quanto uomo in una posizione privilegiata, devo dirlo a voce alta. Per colpa della mia ignoranza, non avevo capito che stesse succedendo alla mia vita, ma non voglio più approfittare del dolore degli altri. […] Non sono stato perfetto a gestire questa situazione durante la mia carriera. So che le mie scuse sono solo un primo passo e non cancellano il passato. Ma voglio prendermi le mie responsabilità e far parte di un mondo che aiuta e sostiene gli altri” ha scritto Justin Timberlake nel post di scuse.

 

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