“Fanculo al metaverso, noi vogliamo l’universo”. Questo lo slogan che il MiAmi ha scelto per l’edizione della ripartenza dopo tre lunghi anni in cui la pandemia aveva fermato tutto e sospeso il Mondo in un limbo di incertezza e dimensione virtuale. C’era tanta voglia di ripartire, di riassaporare quell’atmosfera di festa che il tradizionale “kick off” milanese della stagione estiva dei live all’aperto aveva sempre portato con se fino al 2019, prima dell’arrivo della pandemia e di tutti gli annessi e i connessi. C’era da parte degli organizzatori, che hanno allestito un cartellone di prim’ordine lungo tutte e tre le serate del festival; c’era soprattutto da parte del popolo della musica, che ha risposto presente mandando sold out il sabato 28 maggio (con gli assi Rappresentante di Lista e Lo Stato Sociale calati uno dietro l’altro) e gremendo dal venerdì alla domenica i quattro palchi su cui erano “spalmati” i tanti artisti della lineup.

A fare da padrone, l’atmosfera di festa e la voglia di lasciarsi una volta per tutte questi maledetti, travagliatissimi due anni. I sorrisi, i baci, quegli “assembramenti” tanto vituperati durante il periodo pandemico tornati a essere sinonimo di gioia e di vita, gli abbracci, le code per cibo e bevande, le tavolate condivise con amici di sempre ed altri estemporanei, giusto il tempo di consumare la pizza o l’hamburger prima di perdersi nel vortice dei concerti. Da vivere tutti assieme appassionatamente sotto al palco, senza sedute né distanziamento, malgrado la pioggia abbia provato a guastar la festa nella giornata di sabato.

Nulla che però abbia potuto impedire alla gente accorsa al Magnolia, di sgolarsi cantando le hit senza tempo di Alan Sorrenti o lasciarsi cullare dal carisma magnetico di Veronica Lucchesi, smagliante padrona del palco assieme ai compagni d’avventura del La Rappresentante Di Lista. Di musica, poi, ce n’è stata tanta e per tutti i gusti: dal raffinato pop di Giorgio Poi – headliner del venerdì – alla follia travolgente di Pop X, passando per l’elegante french touch portato direttamente da oltralpe da L’Imperatrice e le atmosfere mediterranee dei Nu Genea. Iosonouncane ci ha portati per mano in un viaggio nel suo universo musicale, mentre nei palchi più piccoli si sono alternate tante nuove proposte in cerca del loro spazio e della loro vetrina spaziando dalle atmosfere più psichedeliche (Her skin) a quelle marcatamente emo punk (La Sad) o elettroniche (Claudym).

Stilare l’elenco dei tanti cantanti che si sono alternati sarebbe un improduttivo spreco di tempo. La lezione portata a casa da questo MiAmi è soltanto una ed è perfettamente riassunta dal claim riportato a inizio articolo. Perché la realtà virtuale avrà pure i suoi pregi, ma nulla può ancora eguagliare (e mai potrà farlo) quella sensazione di “sentirsi vivo” che regala una cantata collettiva sotto un palco e sotto la pioggia. Che si tengano pure il multiverso, a noi piace l’universo. E le scarpe sporche di fango a fine concerto.

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Crediti foto: Silvia Violante Rouge/MiAmi Festival/Facebok

TAG:
MiAMi Festival 2022

ultimo aggiornamento: 30-05-2022


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