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Chi era Giorgio Gaber, nei cinema fino a domani con “Io, noi e Gaber”

Fino a domani sarà nei cinema il film evento su Giorgio Gaber “Io, noi e Gaber”. A vent’anni dalla sua morte un documentario sulla sua vita

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Chi era Giorgio Gaber, nei cinema fino a domani con "Io, noi e Gaber"
Giorgio Gaber

Il Signor G

Fino a domani Giorgio Gaber sarà in alcuni dei cinema italiani grazie al Docufilm “Io, noi e Gaber”. Ma chi era e cos’ha rappresentato per la musica italiana Giorgio Gaber?

Gli inizi

Il Signor G (Giorgio Gaber) nasce a Milano il 25 gennaio del 1939. La città di nascita lascerà per sempre un’impronta fondamentale nella cultura dell’artista. Durante gli anni 50 inizia a suonare la chitarra prendendo come punto di riferimento grandi chitarristi jazz come Barney Kassel. Con lo scorrere del decennio, Gaber si affaccia poi al Rock ‘n’ Roll, entrando a far parte di gruppi come, tra gli altri, i Rock Boys, al cui interno militano Adriano Celentano ed Enzo Jannacci, con i quali stringe una forte amicizia. Nel 1959 è notato dall’etichetta Dischi Ricordi e inizia così la sua carriera solistica incidendo brani come Ciao Ti Dirò. In quello stesso anno forma con l’amico Enzo Jannacci il duo I Due Corsari.

Gli anni 60

Dalla collaborazione con Jannacci, emerge per la prima volta la vena umoristica della musica di Gaber. Brani come Birra, Una Fetta di Limone e Dormi Piccino presentano uno spiccato carattere dissacrante e autoironico, che connoterà il futuro di entrambi (Jannacci in misura ancora maggiore). Intorno al 1960 la sincera simpatia del duo meneghino conquista una buona parte del pubblico, facendo conoscere sempre di più le due figure al di fuori dei confini milanesi. Nel 1961 esce così il primo Lp di Gaber, composto dalle numerose canzoni registrate nel corso degli ultimi anni: Giorgio Gaber, che presenta al suo interno dei classici del Signor G come Non Arrossire, La Ballata del Cerutti e Le Strade di Notte.

La Milano del Boom vista dal Signor G

Con le ultime due in particolare inizia a svilupparsi in Gaber l’esigenza di raccontare gli aspetti più umani e nascosti della sua Milano in pieno Boom economico. Una città fatta anche di piccole persone che vivono di espedienti e di grandi strade notturne in periferia percorse da vuoti tram. Nel corso degli anni 60 questa tendenza si sviluppa sempre di più. Nel 1964 esce il disco Le Canzoni di Giorgio Gaber, contenente pezzi come Porta Romana, dove una romantica Milano notturna fa da cornice al triste epilogo di una storia d’amore e Trani a Go Go, affresco in chiave twist di un sordido quanto folkloristico bar di periferia dove “Si passa la sera scolando Barbera” e dove “c’è un vecchio barista dall’aria un po’ triste che si gratta in testa poi serve il caffè“.

L’impegno sociale

Anche Gaber non è immune al crescere, durante la seconda metà degli anni 60, del generale senso di protesta che invade la società. Nascono così canzoni come La risposta al ragazzo della via Gluck, con la quale risponde ironicamente alla canzone del suo amico Adriano Celentano. Se Celentano denunciava la cementificazione selvaggia di quegli anni a scapito del verde, Gaber racconta della difficoltà di una giovane coppia nel trovare una casa dopo che il loro palazzo “un po’ malandato” è stato demolito: “e quel ragazzo la casa perde, per una legge del piano verde“, sentenzia sarcasticamente Gaber.

Gli anni 70: nasce il teatro canzone

Sul finire degli anni 60, Gaber inizia ad apparire sempre più spesso in programmi televisivi, dove propone canzoni dalla marcata caratterizzazione teatrale. Emblematica a tal proposito è Il Tic. Con questa Gaber vuole denunciare l’alienazione e le complicanze mediche del lavoro in fabbrica, ma lo fa con un geniale quanto ironico recitato che non fa che amplificare ulteriormente il messaggio, rendendolo ancora più comprensibile al pubblico.

Il tour con Mina e l’album Il Signor G

Nel 1970 Gaber inizia un tour nei teatri assieme a Mina (con la quale aveva già pubblicato un Lp nel 1965) e comincia in tal modo a familiarizzare con quel pubblico teatrale così diverso da quello televisivo finora conosciuto. Quando l’artista milanese comprende appieno le potenzialità del teatro in musica (e viceversa) da vita al cosiddetto Teatro Canzone. Alla fine del 1970 registra dal vivo (seppur in studio) con la presenza del pubblico Il Signor G: il primo di una lunga serie di album dal vivo dell’artista meneghino.

La storia d’Italia attraverso Giorgio Gaber

Seppur cambiandone continuamente aspetti, canzoni e monologhi, il teatro canzone ideato dal Signor G nel 1970, rimane la forma musicale prediletta da Giorgio Gaber fino agli ultimi anni di attività e di vita. Ascoltando la produzione musicale e teatrale del Gaber anni 80/90/2000 si può inoltre seguire l’evoluzione della società, della politica e della storia italiana. A tal proposito celebre è Destra Sinistra, brano datato 1994 con il quale il Signor G ironizza con sarcasmo il vezzo di etichettare compulsivamente alcune cose come tipiche di destra o di sinistra.

“Una bella minestrina è di destra
il minestrone è sempre di sinistra
tutti i film che fanno oggi son di destra
se annoiano son di sinistra”

 

 

 

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