Di Stefano Vegliani

Dieci anni fa è stato considerato l’enfant prodige della cucina italiana. Non solo per la stella presa in giovane età, soprattutto per essere riuscito con poche risorse, ma grande spirito d’impresa ad aprire un piccolo ristorante a Marano Vicentino dove, proponendo una cucina ad alto tasso creativo, aveva appunto raggiunto l’ambito riconoscimento della guida rossa. Lorenzo Cogo terza generazione di una famiglia di ristoratori con trattoria a Thiene non si era fermato nella cucina di casa, ma prima di aprire il suo ristorante senza  rimanere attaccato al cordone ombelicale aveva girato il mondo: dall’Australia al Giappone, dall’Inghilterra alla Spagna.

 

Il successo di El Coq di Marano Vicentino (aperto nel 2011) lo aveva portato in città a Vicenza dove aveva preso in mano la gestione del Caffè Garibaldi nella meravigliosa piazza dei Signori, mantenendo la formula bistrot de Il Garibaldi, ma portando al primo piano la stella di El Coq. Poi quando meno te lo aspetti, la tua posizione è consolidata, ecco che arriva la pandemia che ribalta il mondo. “il lockdown mi è servito per riflettere” racconta Lorenzo Cogo, “per riordinare le idee e cambiare rotta. Così ho deciso di lasciare Vicenza; oggi trovo che legare il mio nome e la mia cucina a un numero civico sia limitante e così El Coq diventa un marchio. Certo ho assunto il ruolo di responsabile della cucina della trattoria di famiglia Trattoria Dal Cogo, anche perché la formula trattoria sta vivendo una nuova giovinezza, ma contemporaneamente sto ristrutturando un loft proprio vicino la trattoria che sarà lo spazio ElCoq: uno spazio creativo dedicato alla ricerca e alla sperimentazione e con la nuova società Food CoLor (Cogo Lorenzo) sono già operativo con progetti di consulenza sia sulla cucina che sulla comunicazione”.

Quante cose possono cambiare in 10 anni, soprattutto si trasforma la visione della propria vita. In tanti hanno accelerato il processo in questo difficile anno e mezzo. Tutto senza bisogno di rinnegare il passato: “in fondo ho fatto in dieci anni un percorso che può richiedere una carriera intera e se tornassi indietro rifarei tutto. Ho avuto successo, ma ho avuto anche paura di sbagliare. Ai giovani dico: non abbiate paura di sbagliare e ricordatevi che per fare un ristorante di qualità i milioni vengono dopo la passione. Poi nulla ti impedisce, come ho fatto io di maturare la consapevolezza che la vita viene prima del lavoro. Forse senza Covid non ci sarei arrivato”.

Cosa ha fatto Lorenzo Cogo durante lo stop? Ha riscoperto alcune delle passioni che aveva abbandonato come la moto e la bicicletta. Da ragazzo correva in moto, gare nazionali classe 125, tra i suoi avversari Dovizioso. Dopo 15 anni ha deciso di risalire in sella, senza più l’ansia della competizione, ma per il solo piacere di girare, ma spesso in compagnia di Poggiali, Melandri e Marcon. Ora che senza l’assillo quotidiano del ristorante c’è più tempo libero, anche la bicicletta è tornata. In Veneto il ciclismo è una religione e nei dintorni di Thiene ci sono bellissime salite dove mettersi alla prova. Questo è servito per riallacciare rapporti con gli sportivi che sono stati ospiti di una serie di dirette Instagram “chiacchiere in cucina”. “Gli atleti sono molto attenti all’alimentazione, oggi è un aspetto fondamentale della preparazione, ma spesso non si occupano del gusto ed è un peccato. Così dialogando con Gallinari, Poggiali, Brignone, giusto per fare qualche nome, mi sono impegnato per mostrare come un’alimentazione corretta per un’atleta di alto livello possa e debba essere gustosa e saporita”.  Una formula che potrà essere replicata live nel nuovo spazio in via di realizzazione, dove moto e bici faranno parte dell’arredamento.

Senza ristorante non c’è più la stella, per gli chef una vera e propria ossessione, ma non per Lorenzo: “non posso negare che arrivare al quel riconoscimento sia tata una grande soddisfazione, ma dovevo raggiungerla per una promessa fatta un amico che la sognava: si chiamava come me e a diciotto anni un terribile incidente stradale l’ha portato via. Quindi il mio obiettivo l’ho raggiunto”.

Ma la cucina stellata non è certo quella che Lorenzo pensa per la Trattoria di famiglia dove si seguono i canoni della tradizione vicentina, realizzati con cura e attenzione. Sarà invece protagonista con El Coq, oltre agli eventi che saranno ospitati nello spazio in via di completamento, lo chef è disponibile per cucinare anche a domicilio. “Desidero portare la mia cucina d’autore in casa della gente, è forte il desiderio di tornare tra la gente che nel locale in centro a Vicenza risultava più complicato rispetto ai tempi di Marano Vicentino quando facevo tutto da solo. La mia cucina è meno rock di quando avevo di quando avevo 25 anni, è più elegante e mi rappresenta al cento per cento, resta “istintiva”. C’è meno tecnica, ma la ricerca non si ferma mai. Oggi sono concentrato sulle consistenze e sull’uso delle spezie. I miei maestri? Victor Arguinzioniz da Etxebarri in Spagna e Seji Yamamoto del ristorante Ryugin di Tokyo, insegnamenti che restano per tutta la vita”.

 

Insomma non c’è dubbio che la pandemia sia stata un’opportunità, lo è stata per tutti quelli che invece di lamentarsi hanno avuto una visione, rischiato nel pensare al futuro. “io sono sicuro di aver colto questa opportunità” conclude lo chef, “anche capendo che spaccarsi la schiena non porta vantaggio. La vita di brigata è dura, capisco che freni i giovani che si vogliono affacciare a questo lavoro. Il problema  è che il sistema è malato e non è il singolo ristoratore che può cambiarlo”.

 

 

www.lorenzocogo.com

www.elcoq.com

https://bistrodalcogo.myadj.it/v/bistrodalcogo

Via Cappuccini 109,
36016, Thiene (VI)

0445362530

 

Stefano Vegliani è stato per 29 anni la voce e il volto degli sport Olimpici per la redazione sportiva di Mediaset e Premium Sport. Ha inseguito Tomba su tutte le piste del mondo per due lustri, ha raccontato la carriera di Federica Pellegrini dalla prima medaglia olimpica nel 2004 allo strepitoso oro mondiale di Budapest. Ha puntato su Gregorio Paltrinieri quando in redazione lo guardavano con aria interrogativa, e non ha mai dimenticato l’iniziale passione per la Vela spiegando la Coppa America da Azzurra a Luna Rossa, e rincorrendo Soldini in giro per il mondo. Vegliani, giovane pensionato da settembre del 2017, ha “partecipato” come inviato a 16 Olimpiadi, l’ultima a Pyeongchang in Corea, impegnato con la squadra di Eurosport. Collabora a Il Foglio Sportivo e al sito www.oasport.it. Maratoneta sotto le quattro ore. Come molti e illustri inviati sportivi ha la passione per il buon cibo. Dopo aver inseguito Tomba assieme a Paolo Marchi collabora con Identità Golose dalla primissima edizione. Inizia oggi la sua collaborazione con il portale online di intrattenimento OaPlus, per il quale curerà ogni settimana una rubrica dedicata all’alta cucina.

 

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