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Il mondo dietro di te – Recensione

Il nuovo film targato Netflix Il mondo dietro di te presenta con ironia una critica distopica sulle problematiche della società moderna

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Il mondo dietro di te - Recensione
Crediti Foto: Film Netflix Il mondo dietro di te

Un film drammatico dall’ironia “pungente ed attuale”, ma anche un thriller distopico ed allegorico. Estremamente citazionista e, fondamentalmente, poco originale. Il mondo dietro di te vuole a tutti i costi raccontare allo spettatore qualcosa di nuovo, elevarsi a critico generalista di una infinità di problematiche sociali ed ambientali. Senza riuscire però ad affrontarne nessuno in maniera chiara. O realmente soddisfacente. Un’analisi schietta del nostro momento storico, raccontata attraverso una apocalisse moderna e vissuta tramite gli occhi dei protagonisti. Nonostante ciò, sono molti i pregi che lo elevano a pellicola degna di nota, diversa dalle produzioni originali Netflix a cui la piattaforma ci ha abituati. Il nuovo film di Sam Esmail, che riprende le tematiche della sua precedente regia Mr Robot, è tratto dal romanzo omonimo Leave The World Behind di Rumaan Alam. Ed è sulla bocca di tutti in queste ultime settimane, sin dalla sua uscita lo scorso 23 novembre.

La premessa de Il mondo dietro di te

Il nuovo film targato Netflix parte da una premessa non innovativa, ma comunque interessante e godibile nelle prime battute. Segue infatti i canoni tipici di un Thriller Home Invasion, per poi diventare qualcosa di totalmente diverso. Una famiglia statunitense, composta da due genitori (Amanda e Clay, interpretati rispettivamente da una Julia Roberts in grande spolvero e da Ethan Hawke) e due figli (Archie e Rose, interpretati da Charlie Evans e Farrah Mackenzie), decide di affittare una lussuosa residenza in una località balneare per le vacanze, con l’obiettivo dichiarato di allontanarsi dalla routine quotidiana. E, soprattutto, di ritrovare pace in un luogo sperduto ed isolato, per non doversi rapportare con persone esterne al proprio nucleo. Nella villa vige un clima accogliente e quiete totale, in una casa praticamente perfetta. Lussuosa, romantica, e rifinita in ogni elemento del mobilio. Il relax però è destinato ben presto a terminare. Durante una classica giornata in spiaggia, una petroliera attracca in una zona pubblica senza nessun segnale di avviso. La situazione non sembra però destabilizzare in un primo momento la famiglia, che torna a casa e ricomincia a vivere tranquillamente, ignorando il pericoloso ed inquietante evento. Poco dopo, la loro villeggiatura viene interrotta dall’arrivo a sorpresa di G.H. interpretato da Mahershala Ali, e sua figlia Ruth, interpretata da (Myha’la Herrold).

La trama (con spoiler)

I due ospiti, arrivati durante la notte e vestiti di tutto punto, dichiarano di essere i proprietari della casa che la famiglia ha appena affittato. Questi dichiarano di essere rientrati a causa di un misterioso cyberattacco che li ha costretti a tornare in zona dopo essere rimasti bloccati. Così, G.H. e la figlia chiedono ai protagonisti di poter passare la notte in quella abitazione. Offrono anche un risarcimento agli affittuari per andarsene, ma questi rifiutano. Le due famiglie sono così costrette a convivere, e si creerà subito un forte clima di sospetto reciproco, alimentato non solo dal fatto che sono sconosciuti, ma anche dall’impossibilità di comunicare con l’esterno. O di accedere a informazioni/aggiornamenti su quello che sta accadendo nel mondo. Al di fuori della località infatti, il mondo sembra essere ormai alle battute finali: la natura sembra ribellarsi, le strade sono vuote, i GPS non funzionano, e tanto meno gli apparecchi elettronici. Cominceranno a verificarsi eventi all’apparenza inspiegabili, che infine troveranno una apparente spiegazione solo nelle parole finali di G.H. Gli Stati Uniti sono vittima di un colpo di Stato che ha non solo destabilizzato l’economia, ma sembra aver messo a repentaglio la sopravvivenza di tutti i suoi abitanti. Con un finale estremamente controverso e discusso, Il mondo dietro di te è il racconto di un viaggio verso l’ignoto che ci attende se la civiltà digitale dovesse collassare, in una società impreparata e senza soluzioni.

Un cast eccezionale

Uno, e forse il più grande, pregio della pellicola riguarda sicuramente il cast di livello assoluto. I protagonisti, ormai piuttosto conosciuti nel panorama hollywoodiano, sono stati in grado non solo di realizzare una prova convincente, ma anche di elevarla e renderla inquietante. Il tutto attraverso una sequenza di dialoghi che rendono il Thriller degno di tale nome. La caratterizzazione dei singoli è resa nel dettaglio, efficace ed approfondita nella loro psicologia. Un plauso ulteriore lo merita poi Myha’la, che interpreta il personaggi di Ruth. Ella è stata in grado di tenere testa ai tre colleghi nonostante il netto divario, pluridecennale, di esperienza. Riuscendo al contempo a non sfigurare e anzi a prendersi la scena divenendo uno degli elementi più affascinanti della pellicola. La presenza (breve, visto il poco Screen Time) di Kevin Bacon nei panni dell’americano medio, complottista, armato e poco propenso alla solidarietà, rende ottimo il film dal punto di vista delle interpretazioni. Ogni attore si è calato con entusiasmo nella parte, consapevole del proprio ruolo.

Crediti: Il mondo dietro di te Film Netflix

Crediti: Il mondo dietro di te film Netflix

Una regia pretenziosa

Tra gli elementi che scricchiolano vi è invece la regia, estremamente citazionista e poco sperimentale. Nel vano tentativo, invece, di esserlo. Tramite una atmosfera tra il familiare ed il surreale, Esmail propone una serie di movimenti di macchina che riprendono lo stile dei classici del genere thriller distopico. Inquadrature dall’alto, alle volte volutamente piegate lateralmente, avvicinamenti dal campo largo ai primi piani, sguardi verso la telecamera. E, soprattutto una eccessiva ricerca di connessioni visive e geometriche, appaiono come un tentativo ossessionato di stupire lo spettatore. Bastano però pochi minuti per capire che non sono sufficienti riferimenti al cinema di Cronenberg, di Kubrick, o di Carpenter per fare gridare al miracolo. Il problema, comunque, non riguarda il suo tentativo di essere derivativo, in quanto il citazionismo, soprattutto per i capolavori, se reso efficacemente è una soluzione positiva. Che permette di tramandarne l’impatto culturale. La messa in scena però subisce una brusca frenata se questa appare poco credibile e forzata, per attirare a tutti i costi l’attenzione. In altre parole, pretenziosa.

Il messaggio ed il finale controverso de Il mondo dietro di te

Il film si pone come una (non velata) critica politica e sociale agli Stati Uniti, ad una società che ormai non è più in grado di fare a meno della tecnologia, alla crisi morale della solidarietà moderna, e infine alla distruzione ambientale. Anzi: anche alla disinformazione, al complottismo, alle disuguaglianze, alle ingiustizie sociali, al terrorismo… Una narrazione labirintica e con infinite metafore, o allegorie, sulla crisi finanziaria, economica e sociale che l’umanità di oggi avverte. Che non trova però, in questa serie di messaggi, una vera identità, finendo per abbozzarle soltanto. Con ironia sì, ma senza comprenderne nel profondo l’essenza. Emblematico, inoltre, il finale: Rose ricerca in maniera ossessionata il mondo di Friends, dove tutti sono amici. L’amicizia, nell’universo utopico de Il mondo dietro di te, sembra ormai appartenere a una realtà lontana, in quanto la solidarietà e il supporto reciproco non esiste. Lei pertanto trova rifugio nella sitcom, che le trasmette sicurezza. Il finale esprime tutta la perplessità dei creatori sul mondo digitale, in cui l’analogico appare una soluzione per tornare alle radici di un’umanità ormai dispersa, o disperata. Il problema più grande, però, non riguarda questo finale, ma la rivelazione di G.H.: tutta la pellicola, attraverso una consequenzialità di eventi inspiegabili, sembra guidare lo spettatore ad un finale scioccante. Che se poi si rivela insoddisfacente, è a tutti gli effetti una delusione. In conclusione, Il mondo dietro di te è un tentativo lodevole di critica alla società moderna, ma purtroppo poco riuscito.

Crediti Foto: Film Netflix Il mondo dietro di te

 

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