Il ministro italiano della Cultura Dario Franceschini ha firmato il decreto e nasce la commissione per la classificazione delle opere cinematografiche

La censura cinematografica è stata definitivamente abolita. E’ stato così “superato quel sistema di controlli e interventi che consentiva ancora allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti”, ha affermato il Ministro della Cultura Dario Franceschini.

Il decreto che ha firmato istituisce la Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche presso la Direzione Generale Cinema del Ministero della Cultura. Il compito è di verificare la corretta classificazione delle opere cinematografiche da parte degli operatori. Un intervento – spiega una nota del Mic – ai sensi della Legge Cinema che introduce il sistema di classificazione e supera definitivamente la possibilità di censurare le opere cinematografiche: non è più previsto il divieto assoluto di uscita in sala né di uscita condizionata a tagli o modifiche.

La Commissione è presieduta dal presidente emerito del Consiglio di Stato, Alessandro Pajno, ed è composta da quarantanove componenti che sono stati scelti tra esperti di comprovata professionalità e competenza nel settore cinematografico e negli aspetti pedagogico-educativi connessi alla tutela dei minori o nella comunicazione sociale, nonché designati dalle associazioni dei genitori e dalle associazioni per la protezione degli animali.

In Italia i film colpiti da censura nel corso della storia sono stati tantissimi. Negli anni del fascismo finì nel mirino qualsiasi opera non convenzionale. Nel 1962, con l’avvio dei governi di centro-sinistra, l’azione censoria venne circoscritta ai soli film in cui si fosse identificata l’offesa al buon costume e scatenò la caccia alle opere ritenute indecenti, rinnovandone il fenomeno. Vennero denunciati ad esempio tutti i film di Pier Paolo Pasolini, da “Mamma Roma” del 1962 a “Salò o le 120 giornate di Sodoma” del 1975, distrutte, a seguito di condanna, tutte le copie di “Ultimo tango a Parigi” (1972) di Bernardo Bertolucci e sequestratoIl pap’occhio” (1980) di Renzo Arbore.

Su www.cinecensura.com la mostra permanente promossa dalla Direzione Generale Cinema del Ministero della Cultura realizzata dalla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia e dalla Cineteca Nazionale che raccoglie i materiali relativi a 300 lungometraggi e a 80 cinegiornali, ma anche 100 tra pubblicità e cortometraggi, 28 manifesti censurati e filmati di tagli.

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Crediti Foto: LAPRESSE


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