La scorsa notte alle 3 (ora italiana) il presidente americano Donald Trump e il suo sfidante democratico, Joe Biden, si sono fronteggiati nel primo dibattito televisivo. Non è filato tutto liscio, come si poteva facilmente prevedere. Le interruzioni sono state parecchie, le sovrapposizioni altrettante e il linguaggio non sempre appropriato. Il risultato è che circa l’11% degli elettori non ha ancora una visione più chiara dei programmi proposti dai candidati.

Nonostante gli sforzi del moderatore, il conduttore di Fox News Sunday, Chris Wallace, il discorso ha spesso preso pieghe personali, anziché concentrarsi sui temi di pubblica utilità. È accaduto perché ogni argomento diventa politico e alla fine tutto fa politica. In quello che non è stato un bello spettacolo, non sono mancati insulti e bassezze, con Biden che si rivolge a Trump con uno spazientito “stai zitto”, appellandolo anche “bugiardo” e “clown” e Trump che attacca la famiglia Biden e a sua volta liquida lo sfidante con un “non c’è niente di intelligente in te, Joe” e “sei il numero due”.

Gestione della pandemia

I punti toccati nelle due ore di dibattito sono molti e l’atmosfera si infiamma subito. Per prima cosa si discute della nomina di Amy Coney Barrett come successore di Ruth Bader Ginsburg alla Corte Suprema. Poi si passa all’argomento Covid-19. Mentre Biden rimarca il numero dei decessi e quelli dei contagiati negli Stati Uniti, Trump risponde che con un’amministrazione democratica il risultato sarebbe stato peggiore e aggiunge che gli Stati Uniti “sono a qualche settimana dall’avere un vaccino”. Anche se, una volta trovato il vaccino, il vero problema sarebbe poi la rapida produzione in serie e la distribuzione.

Tasse e problemi sociali

Sulla vicenda portata alla luce dal New York Times sui 750 dollari di tasse pagate da Trump nel 2016 e nel 2017, Biden afferma che il presidente Trump ha pagato “meno tasse di un insegnante”, mentre Trump ha smentito ancora una volta la notizia, sottolineando di aver sempre pagato “milioni di dollari” in tasse. Un altro argomento trattato è stato quello dei problemi sociali e delle disuguaglianze, senza escludere le azioni della polizia e le conseguenti manifestazioni del movimento Black Lives Matter. Mentre Trump attacca Biden di evitare le parole “law and order”, ovvero “legge e ordine” per non perdere parte dell’elettorato, alla domanda sul suprematismo bianco Trump taglio corto rispondendo che la violenza che vede arriva soprattutto da sinistra.

Cambiamento climatico ed elezioni

Poi è stato il turno del cambiamento climatico e dell’integrità delle elezioni. Più che un problema di surriscaldamento globale, la California che brucia è per Trump un problema di cattiva gestione delle foreste e “un disastro” gli accordi di Parigi. Su questo punto il candidato Biden ha preso le distanze dal “Green New Deal” proposto dalla sinistra più progressista. Sulla credibilità delle elezioni i candidati hanno tenuto fede alla loro linea, con il democratico Biden che sottolinea come non sia la prima volta che si utilizza il voto per posta e che accetterà qualsiasi risultato, mentre il presidente Trump ribadisce il rischio di frode.

La deriva socialista del partito democratico e i presunti affari illeciti in Ucraina e in Cina del figlio di Biden, Hunter, sono due attacchi che il presidente non ha mancato di rivolgere allo sfidante che non ha raccolto le provocazioni. Senza dubbio uno dei momenti più bassi di tutto il dibattito. A differenza di Trump e forse per distogliere l’attenzione dalle sue parole, il candidato Biden si è spesso rivolto direttamente al pubblico e agli americani, guardando dritto in camera. In generale, il dibattito non ha fornito spunti politici convincenti e il risultato non sembra aver generato alcun effetto, se non quello di inasprire ancora di più i toni di una già difficile campagna elettorale.

 

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Crediti foto: LaPresse


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