Restano gravi le condizioni del bambino di 5 anni unico sopravvissuto al tragico incidente della funivia dello Stresa-Mottarone avvenuto ieri in Piemonte. Ricoverato all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino,  il piccolo è stato operato d’urgenza ieri ma la prognosi resta riservata. Al momento il bambino è intubato e sedato. In ospedale, nella tarda serata di ieri, è arrivata la zia del bambino, sorella del padre che nell’incidente è morto con la moglie e con l’altro figlio di due anni. La famiglia, di origini israeliane, viveva nel Pavese.

Intanto proseguono le indagini della Procura di Verbania per far luce sulle cause del drammatico incidente dove hanno perso la vita 14 persone. Oltre alla rottura del cavo di sostegno della funivia, l’inchiesta dovrà stabilire perché non abbia funzionato il freno di emergenza della cabina precipitata dalla funivia dello Stresa-Mottarone. “Sono tutte supposizioni, ma credo ci sia stato un doppio problema – dice il responsabile provinciale del Soccorso alpino, Matteo Gasparini -: la rottura del cavo e il mancato funzionamento del freno di emergenza”. La cabina della funivia del Mottarone, a Stresa nel Verbano, si è staccata quando era a circa 20 metri dal suolo, e si è schiantata vicino a un bosco, rotolando per diversi metri. Nell’impatto sono morte sul colpo 13 persone, tra le quali un bambino, mentre si sono salvati due bambini, che sono stati trasportati con l’elisoccorso all’ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino. Il più grande, di circa 9 anni, non ce l’ha fatta ed è morto dopo alcune ore. Il più piccolo, di circa 5 anni, è invece stato sottoposto a un lungo intervento per ridurre le fratture agli arti e ha anche diversi altri traumi.

“Non sappiamo perché non si sia attivato, mentre nella cabina a valle ha funzionato – ha spiegato ancora Gasparini – La mancata attivazione del freno ha fatto sì che la cabina, dopo la rottura del cavo, abbia preso velocità, iniziando a scendere, finendo così catapultata fuori dai cavi di sostegno”.

 La chiamata di emergenza è stata lanciata, intorno alle 12.15, da una persona che si trovava in zona e che ha assistito alla caduta della cabina della funivia, avvenuta un centinaio di metri a valle della stazione che sorge sulla cima del Mottarone, a 1492 metri di quota. Il tecnico del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese nella Centrale Operativa del 118 piemontese, in stretto coordinamento con il personale sanitario, ha inviato sul luogo due elicotteri del Servizio Regionale di Elisoccorso dalle basi di Borgosesia e Alessandria, mentre l’elicottero 118 della base di Torino veniva inviato a Borgosesia e mantenuto in stand by. Le equipe elitrasportate sul posto hanno individuato i due superstiti e hanno proceduto con le manovre di rianimazione cardiopolmonare prima di stabilizzare i due pazienti, entrambi minorenni, e trasferirli in eliambulanza all’ospedale Regina Margherita di Torino, dove uno è poi morto. Nel frattempo sono arrivate sul posto le squadre a terra del Soccorso Alpino che hanno proceduto con il recupero delle salme, con l’estrazione di quelle ancora presenti nella cabina e le hanno consegnate alle autorità di Polizia Giudiziaria per le operazioni di riconoscimento. Sono intervenuti anche carabinieri, Soccorso Alpino della guardia di finanza, vigili del fuoco e Protezione Civile.

 

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Crediti foto: LaPresse


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