In Puglia si potrà ancora decidere per la didattica a distanza.

Da domani mercoledì 7 aprile rientreranno a scuola circa 5,6 milioni di studenti italiani, vale a dire quasi il 66% degli 8,5 milioni totali. Due studenti su tre, insomma, potranno di nuovo seguire le lezioni in presenza dopo un mese di chiusura totale e didattica a distanza.

A rientrare saranno, anche in zona rossa, gli alunni più piccoli degli asili nido e della scuola dell’infanzia, gli studenti delle elementari e del primo anno delle scuole medie inferiori. Gli altri, dalla seconda media alle superiori e fino all’università, continueranno con la didattica a distanza in zona rossa, mentre in zona gialla e arancione potranno seguire le lezioni con forme flessibili e miste tra presenza e didattica a distanza tra il 50 e il 75%. Sono queste le linee guida generali sulla scuola fissate dal decreto del governo del 1° aprile. Lo stesso decreto esautora i governatori, stabilendo che non possono decidere autonomamente se chiudere le scuole. Ma le deroghe non mancano: vediamo cosa succederà.

Zone rosse

Nelle zone rosse le attività didattiche del secondo e terzo anno della scuola secondaria di primo grado (seconda e terza media), nonché le attività didattiche della scuola secondaria di secondo grado (superiori) si svolgono esclusivamente in modalità a distanza. Sono zone rosse Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana e Valle d’Aosta.

Zone gialle e arancioni

Nelle zone gialle e arancioni le attività scolastiche per il secondo e terzo anno della scuola secondaria di primo grado (seconda e terza media) si svolgono integralmente in presenza. Le superiori adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica affinché sia garantita l’attività didattica in presenza ad almeno il 50%, e fino a un massimo del 75%, della popolazione studentesca mentre la restante parte della popolazione studentesca si avvale della didattica a distanza. Sono arancioni Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sardegna, Sicilia, Umbria e Veneto e le Province autonome di Bolzano e Trento: fino alla fine del mese nessuna regione sarà gialla.

Le deroghe

Le deroghe possono essere adottate sentite le competenti autorità sanitarie e nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità, anche con riferimento alla possibilità di limitarne l’applicazione a specifiche aree del territorio.
E proprio applicando la possibilità di deroga, la Puglia ha stabilito che “le istituzioni scolastiche della scuola primaria, della secondaria di primo grado, di secondo grado e Cpia devono garantire la didattica digitale integrata a tutti gli alunni le cui famiglie richiedano espressamente di adottarla, in luogo dell’attività in presenza. Gli istituti pugliesi dovranno trovare, nell’ambito della propria autonomia organizzativa, ogni modalità utile a consentire l’attivazione della didattica digitale integrata, agli studenti le cui famiglie ne facciano richiesta”. In sostanza, fino al 30 aprile in Puglia, su richiesta, gli alunni potranno fare didattica integrata. Osservata speciale è la Campania, la regione che ha chiuso di più le scuole in assoluto quest’anno: si vocifera già di possibile rinvio. Si è adeguata invece alle direttive nazionali la Calabria: l’ordinanza firmata il 4 aprile dal governatore Nino Spirlì non adotta zone rosse speciali sul territorio, come deciso in un primo momento, e stabilisce che gli studenti fino alla prima media potranno andare in presenza, mentre tutti gli altri resteranno a seguire le lezioni online.

 

Segui OA Plus su Instagram

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra PAGINA OA PLUS

Clicca qui per iscriverti al nostro GRUPPO OA PLUS

Crediti foto: LaPresse

TAG:
Scuola

ultimo aggiornamento: 06-04-2021


Myanmar: 557 vittime da inizio proteste. Uova di pasqua contro il golpe

Bar, ristoranti, parrucchieri e centri estetici: ipotetica riapertura dal 20 aprile